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STATI UNITI: IL VENEZUELA DETIENE NELLE SUE CARCERI PRIGIONIERI POLITICI 

 

Il governo venezuelano respinge il rapporto stilato dagli Stati Uniti sulla situazione del rispetto dei diritti umani nel paese che sottolinea, tra le altre cose, l’esistenza di prigionieri politici nelle carceri del Venezuela.

Ieri il governo di Nicolas maduro ha respinto energicamente l’ennesimo rapporto stilato dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti sulla situazione del rispetto dei diritti umani nel paese. Nel rapporto si fa menzione alla presenza nelle carceri venezuelane di prigionieri politici e dell’alto livello di impunità.

Attraverso un comunicato, il ministero degli Esteri venezuelano ha “categoricamente” respinto sia il rapporto che “la pratica ripetuta di qualificare in questo modo le politiche di altri paesi, senza alcun rigore tecnico o credibilità”.

Caracas descrive come “serio” che il paese nordamericano “manipoli una questione così delicata” per i suoi interessi politici.  Inoltre, afferma che Washington ha un “dimostrato disprezzo” per il benessere del popolo venezuelano, come dimostra la sua sottomissione a “misure coercitive unilaterali e un blocco economico criminale”.

Citando i dati dell’organizzazione Foro Penal, il Dipartimento di Stato Usa sostiene nel suo rapporto che il governo venezuelano tiene in prigione “centinaia” di prigionieri per motivi politici, in particolare 260, 50 dei quali sarebbero “in condizioni di salute critiche”.

Il ministero degli Esteri venezuelano ha ricordato che gli Usa sono “il Paese con il più alto tasso di carcerazione al mondo”, che con 2,19 milioni di detenuti hanno il 25% della popolazione carceraria dell’intero pianeta.  Inoltre, indica la sproporzione di afrodiscendenti e latini tra i detenuti, “che vivono in carceri sovraffollate con grandi rischi per la salute e dove persistono condanne politiche eccessive”.

Il governo venezuelano denuncia anche che mentre Washington critica l’esercizio dei diritti politici in Venezuela, “almeno 420 progetti di legge che limitano l’accesso al voto” delle minoranze hanno potuto prosperare in 49 stati degli Stati Uniti.

Il comunicato del ministero degli Esteri si conclude affermando che il Paese caraibico crede nella diplomazia e osserva il diritto internazionale.  Tuttavia, “non è attraverso l’inganno, il ricatto e l’aggressione che si può esercitare la diplomazia”. 

Insomma ancora una volta i diritti umani vengono usati dagli Stati Uniti per tentare di sottomettere i paesi che non intendono adeguarsi alle loro politiche. I diritti umani violati, ma più spesso presuntamente violati, sono stati il mezzo per scatenare guerre contro nazioni che stavano portando avanti politiche non conformi ai dettami impartiti dalle varie amministrazioni statunitensi. 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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