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JOSEF BORRELL: “L’UCRAINA DEVE PRESENTARSI AL TAVOLO DELLE TRATTATIVE DA UNA POSIZIONE DI FORZA”

 

Josef Borrell, alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, continua nella sua lunga serie di affermazioni non proprio distensive riguardo al conflitto in Ucraina.

Infatti il capo della diplomazia dell’Unione  Europea durante un’intervista ha dichiarato che l’Ucraina deve sedersi al tavolo delle trattative da una posizione di forza, dichiarazione questa che non smorza certamente il clima teso tra le parti, ammesso che lo si voglia smorzare. 

“L’Ucraina deve presentarsi al tavolo dei negoziati con la Russia “da una posizione di forza”, ha affermato in un’intervista a FAZ l’alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell.

Ha quindi rincarato la dose affermando che “E ora il compito è mettere gli ucraini in quella posizione”, aggiungendo che questo tema sarà discusso nella riunione dei ministri degli Esteri del G7 che si terrà dal 12 al 14 maggio in Germania.

Ha anche affermato che l’UE non potrebbe fungere da mediatore nei negoziati di pace tra Kiev e Mosca.  “I russi non lo accetterebbero, così come noi non accetteremmo la Russia come mediatore”, confermando di fatto che l’Unione Europea è coinvolta direttamente in questa guerra per procura al fianco degli Stati Uniti. Ha inoltre escluso anche la Cina che “pende dalla parte russa”.  “La Turchia sta facendo un buon lavoro. Ha buoni rapporti con entrambe le parti, anche se l’opzione migliore, ovviamente, sarebbero le Nazioni Unite”.

L’alto funzionario ha anche assicurato che l’UE continuerà a fornire armi all’Ucraina e lavorerà per indebolire l’economia russa e isolare il Paese eurasiatico “a livello internazionale”, tuttavia, ha sottolineato che il blocco comunitario non vuole “fare guerra alla Russia”. Se lo dice lui …

L’alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josef Borrell non è nuovo a dichiarazioni non troppo consone al suo ruolo istituzionale. Infatti poco dopo l’inizio dell’azione militare russa aveva dichiarato che il conflitto tra Russia ed Ucraina si sarebbe concluso sul campo, allontanando quindi ogni possibilità di mediazione e di risoluzione pacifica della guerra.

Poi, alcuni giorni fa, aveva dichiarato che i fondi congelati alla Russia, in violazione di ogni regola internazionale, dovevano essere trasferiti al governo ucraino che li userebbe per la ricostruzione del suo paese. Per rafforzare la sua affermazione aveva citato come precedente il congelamento delle risorse finanziarie afgane dopo il ritorno dei talebani al governo. Tali soldi, secondo Borrell, saranno usati per acquistare generi alimentari per la popolazione dimenticandosi però che anche il congelamento dei fondi afgani, come quelli congelati al Venezuela ed all’Iran, sono pratiche illegali.

Infine mi chiedo se davvero abbiamo bisogno in Europa di un Josef Borrell che ricopra l’incarico di alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza quando tutte le sue dichiarazioni vanno in senso opposto al perseguimento della pace. Non mi sembra che per parlare di sicurezza dei cittadini europei bisogna alimentare un conflitto in corso. Forse sono troppo ingenuo per capire.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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