complesso petrolifero José Antonio Anzoátegui

GLI STATI UNITI VOLEVANO BOMBARDARE UN COMPLESSO PETROLIFERO IN VENEZUELA 

 

Il Venezuela ha rivelato un  rapporto che mostra che gli Stati Uniti avevano valutato la possibilità di attaccare militarmente il complesso petrolifero José Antonio Anzoátegui situato a nord-est del paese bolivariano nel 2020.

L’ambasciatore venezuelano alle Nazioni Unite, Samuel Moncada, ha pubblicato questo venerdì una serie di dichiarazioni di Mark Esper, ex segretario alla Difesa statunitense, durante il governo dell’ex presidente Donald Trump, nelle quali viene rivelato un altro episodio di cospirazione di Washington contro il governo di Nicolás Maduro.

“Il 9 giugno 2020, in una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale, il consigliere per la sicurezza nazionale statunitense Robert O’Brien ha proposto un attacco militare al complesso di raffinazione petrolifera José situato nell’oriente del  Venezuela.  Lo confessa lo stesso Esper, che era presente all’incontro”, ha scritto sul social network Twitter l’ambasciatore venezuelano.

L’obiettivo tattico di questo assalto sarebbe stato quello di “paralizzare l’economia petrolifera venezuelana” e, successivamente, con il  “caos e la  sofferenza popolare”, raggiungere l’obiettivo strategico: “rovesciare il presidente Maduro e imporre Juan Guaidó come capo del governo”.

Secondo Moncada, l’operazione avrebbe dovuto compiersi con un “attacco aereo” al complesso petrolifero e doveva essere appoggiato da  truppe speciali della Marina statunitense che sarebbero sbarcate nel complesso petrolifero. Oltre a Esper anche il generale Mark Milley, Capo dello Stato Congiunto degli Stati Uniti, e Gina Haspel, direttrice della Central Intelligence Agency (CIA), hanno convenuto che l’attacco sarebbe  stato un atto di guerra controproducente perché avrebbe unito il popolo in difesa del leader venezuelano, quindi hanno respinto la proposta.

“In quella riunione non hanno approvato l’attacco militare ma  hanno proposto attacchi con operazioni cibernetiche [sui sistemi di controllo digitale delle infrastrutture economiche] e operazioni clandestine supportate dagli Stati Uniti, ma condotte dall’opposizione all’interno del Venezuela”, ha affermato l’ambasciatore venezuelano.

Caracas, assicurando che dietro l’intera operazione c’era Trump, ha ripetutamente denunciato i tentativi dell’Occidente, guidato dagli Stati Uniti, di eliminare Maduro, invitando l’intero popolo venezuelano a prendere coscienza di tali complotti per far  capire la “minaccia” che il Paese bolivariano affronta ancora oggi. (Hispan TV)

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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