Bombardamenti su Donetsk

GABANELLI: UN SITO DIFFONDE FALSE NOTIZIE ED E’ ALLE DIPENDENZE DEL CREMLINO  

 

Ieri sera la giornalista Milena Gabanelli nella consueta rubrica tenuta durante il Tg de La7 se l’è presa con un sito che secondo lei diffonde false notizie e che sarebbe alle dirette dipendenze del Cremlino.

La scure della censura di Milena Gabanelli è caduta ieri sera sul sito News Frornt.info (www.news-front.info) durante il consueto approfondimento giornalistico che ogni lunedì conduce nel corso del telegiornale serale trasmesso da La7.

La nota giornalista ha affermato che il sito in questione è un sito che dipende direttamente da Mosca, che non si conosce chi sia il direttore e soprattutto non è noto da che parte arrivino i finanziamenti necessari al suo mantenimento. Inoltre il sito diffonde, secondo lei, informazioni non verificate perché non pubblica le fonti e soprattutto le notizie pubblicate non sono attendibili. Ha chiesto che i motori di ricerca adottino un sistema che garantisca all’utente la possibilità di valutare che un sito sia attendibile e che pubblichi notizie veritiere e certificate in modo da non cadere in facile propaganda. Se questo criterio fosse adottato, anche se mi chiedo secondo quali parametri oggettivi potrebbe funzionare, molti dei nostri giornali otterrebbero sull’Ucraina il semaforo rosso.

E’ noto a chiunque abbia un poco di sale in zucca che in tempo di guerra, ma non solo, l’informazione riveste un importante ruolo. Quando ci sono due parti in conflitto, non solo bellico, le informazioni proposte dalle parti in causa hanno sempre un carattere di parte. Nel conflitto in corso è ridicolo pensare che le notizie diffuse dalle agenzie e dai mezzi di informazione russa non siano vere mentre quelle diffuse dalle agenzie di stampa ucraine siano le uniche attendibili quando tutte e due le fonti sono collegate alle parti in conflitto.

Gabanelli nella sua invettiva contro il sito News Front.info ha dichiarato candidamente che le notizie non sono verificate a differenza di quelle fornite, ad esempio, dall’agenzia stampa della Nato. Agenzia questa che ovviamente, non facendo parte del conflitto, è attendibile. Dando un’occhiata al sito in questione è facile per chiunque rendersi conto che è evidentemente di parte, di parte russa. Questo però non significa che un utente non debba attingere informazioni da questa fonte facendo al tempo stesso attenzione alla sua provenienza. Per farsi un’idea chiara di quanto sta accadendo occorre ascoltare le due campane e poi farsi la propria opinione.

Sembra però che in occidente i cittadini debbano ascoltare solo una campana per non farsi una propria opinione di quanto sta accadendo in Ucraina. Se ciò non fosse non si capisce perché subito dopo l’inizio del conflitto i nostri governi hanno prontamente oscurato tutti i media più importanti provenienti dalla Russia come l’agenzia Sputnik e la catena televisiva Russia Today. Una vera e propria censura utile solo alla diffusione delle notizie di guerra proposte dagli indipendenti mezzi di informazione occidentali confezionate alla Casa Bianca.

E’ importante notare come disinvoltamente i nostri media citino notizie provenienti dall’agenzia stampa ucraina Ukrinform per documentare quanto avviene in Ucraina. Sulla pagina inglese di Wikipedia si legge in relazione ad Ukrinform che “L’agenzia di stampa nazionale dell’Ucraina, o Ukrinform, è un’agenzia di informazione e di stampa statale e un’emittente internazionale dell’Ucraina. È stata fondata nel 1918 durante la guerra d’indipendenza ucraina come Ufficio della stampa ucraina”. Nella situazione in cui i media ucraini vivono è davvero incredibile pensare che questa agenzia possa fornire informazioni veritiere ma dato che sta dalla parte dei buoni ciò non conta. 

Per capire da che parte sta Ukrinform basta fare una piccola verifica delle notizie sul loro sito (www.ukrinform.ua). Quindi adesso mi aspetto che la solerte ed attenta Milena Gabanelli. solo per completezza di informazione, dedichi la prossima puntata del suo data room all’agenzia ucraina altrimenti i sospetti di essere partigiana non sono solo sospetti.

Credo in un’informazione libera e plurarista quindi le censure di qualunque tipo non le accetto. Credo che i cittadini italiani e del mondo siano in grado di decidere con la propria testa e che siano in grado di costruirsi la propria verità ma se una parte viene censurata questa possibilità viene negata. Non è sufficiente propagandare la libera informazione in quei paesi che non stanno sotto l’ombrello degli Stati Uniti come Cuba, Cina, Iran, solo per citarne tre, e poi impedire agli abitanti di una grande parte del mondo di attingere informazioni da quei mezzi che non pubblicano ciò che vogliamo perché poi non sei più credibile. Infine se professi la libera informazione come uno dei diritti umani violati in certe nazioni e poi non permetti ai tuoi cittadini di informarsi dove vogliono come fai a sostenere questa teoria? Qual’è la tua credibilità?

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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