Mario Draghi

SI DELLA CAMERA DEI DEPUTATI ALL’INGRESSO DELLA FINLANDIA E DELLA SVEZIA NELLA NATO 

 

La Camera dei Deputati del nostro Parlamento ha votato per la ratifica dei protocolli che prevedono l’adesione di Finlandia e Svezia alla Nato. 

Con il voto favorevole di 398 Deputati, 9 contrari e 20 astenuti la Camera dei Deputati ha approvato la ratifica di questi documenti che permetteranno ai due stati di entrare nella Nato. Infatti affinché i due paesi nordici possano far parte dell’alleanza atlantica occorre che tutti i parlamenti dei  membri della Nato approvino l’adesione.. 

Al momento, 20 dei 30 Stati membri dell’Alleanza del Nord Atlantico hanno già concluso la procedura di ratifica dei documenti sull’adesione di Finlandia e Svezia alla NATO. 

La Finlandia e la Svezia, sullo sfondo dell’operazione militare speciale russa in Ucraina, hanno presentato domanda al Segretario generale della NATO per aderire all’alleanza a maggio. In un primo momento la Turchia ha bloccato l’avvio del processo di esame di queste domande, ma poi – il 29 giugno – Turchia, Svezia e Finlandia hanno firmato un memorandum di sicurezza che tiene conto di tutte le preoccupazioni di Ankara. La Turchia, a sua volta, ha ritirato le sue obiezioni all’ingresso di questi due paesi europei nella NATO.

Il nostro governo guidato da Mario Draghi, uno dei più atlantisti della storia della repubblica, ha sempre dichiarato di essere favorevole all’ingresso della Finlandia e della Svezia nella Nato. Per non smentire quanto dichiarato la Camera con una maggioranza che definire bulgara è poco ha approvato la loro adesione. Hanno votato praticamente tutti i partiti a favore confermando che quando si parla di Nato non ci sono spaccature e che l’argomento non si discute. Adesso toccherà al Senato approvare i documenti  ma non dubito che anche lì la maggioranza sarà simile. 

Tanto per ricordare quali sono le priorità degli italiani occorre sottolineare che l’inflazione nel nostro paese ha raggiunto l’8 per cento ed i nostri borselli diventano sempre più magri. Ma la nostra classe politica pare proprio non interessarsi alle esigenze degli italiani e continua ad alimentare le tensioni internazionali che sono tra le cause dell’aumento dell’inflazione.

La situazione poi in tutta Europa e nel mondo occidentale non è migliore. Infatti in Francia l’inflazione ha raggiunto il 6,5 per cento, in Germania più 7,6 per cento, Regno Unito più 9,1 per cento, Spagna più 10,1 per cento. E non è che nel resto del mondo vada tanto meglio, con gli Stati Uniti attestati intorno al 9%, il Canada all’8% e l’Australia al 6%. Anche tra i non Occidentali e non allineati si registrano numeri seri, a parte la Cina che considera un record ‘negativo’ il suo +2,5 per cento.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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