Una nave che trasporta gas liquido

ESPORTAZIONI RECORD DI GAS LIQUEFATTO DALLA RUSSIA VERSO L’EUROPA

 

Mentre le consegne di gas attraverso i gasdotti dalla Russia ai paesi europei sono rallentate considerevolmente, le importazioni di gas naturale liquefatto (gnl) dalla Russia hanno raggiunto un record considerevole,  ha riferito il Financial Times aggiungendo che interrompere completamente le forniture di gas non è così facile per l’Occidente.

Il giornale ha sottolineato che le esportazioni di gas naturale liquefatto russo verso i paesi europei sono aumentate di oltre il 40% tra gennaio e ottobre di quest’anno rispetto al 2021. Ciò significa che, nonostante tutte le dichiarazioni di Bruxelles, il vecchio continente non può ancora rinunciare definitivamente dalle forniture di gas provenienti dalla Russia. Mentre il blocco europeo minaccia di imporre restrizioni sugli acquisti di gas attraverso i gasdotti, continuano ad aumentare gli approvvigionamenti di gas via mare.

L’Unione Europea ha acquistato gas liquefatto dalla Russia per il 16 per cento delle importazioni totali nei primi dieci mesi del 2022, anche se i 17,8 miliardi di metri cubi di gas liquefatto importato dall’UE non possono essere paragonati ai 62,1 miliardi di metri cubi trasportati dai gasdotti nello stesso periodo di tempo. Ciò dimostra comunque la difficoltà del blocco europeo di rinunciare completamente alle forniture provenienti dalla  Russia.

Gli esperti del Financial Times hanno rilevato che la decisione della Russia di interrompere queste forniture avrebbe aggravato la situazione nel mercato spot, a cui gli europei sarebbero stati costretti a ricorrere per acquistare il gas ad un prezzo più costoso.

La situazione attuale del trasporto del gas attraverso i gasdotti è complicata. In particolare, il gasdotto Yamal, che attraversa la Polonia, ha smesso di funzionare a maggio. Nell’estate è emersa la disputa con la Germania per le forniture attraverso Nord Stream 1, poiché a causa delle sanzioni non si potevano effettuare le riparazioni necessarie. Alla fine di settembre si sono verificate le esplosioni nei gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2, che sono state poi riconosciute dai servizi di sicurezza svedesi come sabotaggi.

L’unico gasdotto che continua a funzionare attraversa il territorio dell’Ucraina. Tuttavia, anche il pompaggio del gas attraverso questo gasdotto è diminuito di quasi l’80% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, hanno scritto nel l’articolo, citando i dati del centro studi Bruegel.

L’anno scorso l’Europa ha importato 155 miliardi di metri cubi di gas russo, compreso il GNL. Tra gennaio e ottobre ha acquistato un record di 111 miliardi di metri cubi di GNL in tutto il mondo con un aumento di quasi il 70% rispetto all’anno precedente. Ciò ha comportato  un evidente maggior costo di acquisto dato che il gnl costa molto di più del gas che arriva attraverso i gasdotti.

Per quanto riguarda gli acquisti dalla Russia, la maggior parte del GNL russo proviene dalla joint venture Yamal LNG, la cui maggioranza è di proprietà della società russa Novatek. Altre società hanno partecipazioni minori come la francese Total, la cinese CNPC e un fondo statale cinese, poco meno del 10% delle azioni di Novatek sono di proprietà della società statale russa Gazprom. (Sputnik)

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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