Medici cubani

L’ESERCITO DAL CAMICE BIANCO

 

Mentre gli Stati Uniti ed i paesi occidentali sono impegnati nel difendere i propri interessi usando le guerre e le aggressioni armate come il mezzo per portarli avanti, un paese piccolo e sottoposto ad un decennale blocco economico, commerciale e finanziario si distingue per esportare medici e non bombe.

Questo paese è Cuba, una piccola isola nel mezzo dei Caraibi che da oltre sessanta anni, nonostante le centinaia  di sanzioni e del blocco economico, commerciale e finanziario più lungo della storia dell’umanità, si è distinta per l’internazionalismo e la solidarietà nei confronti dei più deboli. 

Più di 650 mila  operatori sanitari cubani hanno collaborato in 165 paesi del mondo. La cifra è stata annunciata ieri da Tania Margarita Cruz Hernández, primo viceministro della salute pubblica, nel 60° anniversario della prima brigata medica che è partita per salvare vite il 23 maggio 1963 in Algeria.

Il sito della Presidenza della Repubblica riporta, il giorno della  commemorazione, che nell’Unità Centrale di Cooperazione Medica all’Avana, guidata dal Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, insieme al Comandante dell’Esercito Ribelle, José Ramón Machado Ventura, organizzatore di quella prima brigata e allora ministro della Salute, Tania Margarita Cruz ha ricordato i fatti salienti della collaborazione cubana in campo sanitario.

Ha fatto riferimento all’”Operacion Milagro”, che ha restituito la visione a più di tre milioni di persone in 35 paesi dell’America e dell’Africa. Nella sua esposizione Cruz Hernandez ha parlato del Contingente internazionale di medici specializzati nell’assistenza durante disastri e gravi epidemie Henry Reeve, che dal 2005, quando è stata fondata, ha inviato 89 brigate in 57 paesi.

Ha ricordato  il programma sanitario  Más Médicos, in Brasile, nato nel 2013, frutto della cooperazione Sud-Sud, e la collaborazione triangolare tra il Ministero della Salute cubano, l’Organizzazione Panamericana della Sanità e il Ministero della Salute del Brasile che ha portato medici in zone dove la loro presenza era praticamente assente. 

Ha quindi continuato sottolineando l’importanza delle collaborazioni mediche fornite dai 265 professionisti cubani nella lotta contro l’Ebola, in Africa occidentale, e delle 58 brigate che, in 42 paesi, hanno combattuto contro la pandemia da Covid-19.

Nell’occasione è stato esaltato l’umanesimo del comandante in capo, del generale dell’esercito Raúl Castro Ruz, del presidente Díaz-Canel e del comandante dell’esercito ribelle, José Ramón Machado Ventura. La CTC, riferisce il Periodico Granma,  ha consegnato il sigillo 80° Anniversario all’Unità Centrale di Cooperazione Medica, e il Capo di Stato e il Vice Ministro hanno scoperto un busto in omaggio a Henry Reeve, un giovane statunitense che è diventato Generale di Brigata dell’Esercito Liberatore, e da cui ha preso il nome la prestigiosa brigata medica che ha aiutato anche l’Italia durante la pandemia.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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