Kaja KallasKaja Kallas

UNIONE EUROPEA APPROVA 18° PACCHETTO DI SANZIONI CONTRO LA RUSSIA 

 

E siamo a diciotto, è stato approvato dall’Unione Europea il diciottesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca visto che i precedenti diciassette non hanno fatto schiantare l’economia della Russia come pensavano a Bruxelles.

L’Unione europea ha approvato questo venerdì un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, “uno dei più duri” fino ad oggi, come descritto nel suo annuncio dall’alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas.

Quindi adesso, secondo l’alta funzionaria dell’Unione Europea, finalmente riusciremo a spezzare i reni alla Russia spingendola quindi ad accettare qualunque soluzione proposta da Zelensky e soci per terminare il conflitto, pena la bancarotta. 

Con le nuove sanzioni viene introdotto un divieto di transazione su Nord Stream 1 e 2, viene  introdotto un nuovo limite al prezzo del petrolio russo fissato al 15  per cento in meno rispetto al prezzo medio di mercato,  viene limitato l’accesso delle banche russe ai finanziamenti e viene ampliato di altre 105 unità  il numero di petroliere della cosiddetta “flotta ombra” che, presumibilmente, aiutano la Russia a eludere le sanzioni occidentali, facilitando la vendita del greggio ai suoi partner commerciali.

Su pressione della Germania è stato approvato il divieto di vendita dei gasdotti North Stream 1 e 2 dopo che dagli Stati Uniti avevano manifestato interesse nell’infrastruttura. Prima autorizziamo la loro distruzione e adesso impediamo qualunque ripristino, siamo davvero furbi … 

“Stiamo esercitando una maggiore pressione sull’industria militare russa, sulle banche cinesi che consentono l’elusione delle sanzioni e stiamo bloccando le esportazioni della tecnologia utilizzata nei droni”, ha detto Kallas.

Viene introdotto  un nuovo meccanismo dinamico di oil price cap che fissa il prezzo del greggio russo al 15% in meno rispetto al prezzo medio di mercato, pari, attualmente,  a circa 47,6 dollari al barile.

Il 6 maggio la Commissione europea ha presentato una tabella di marcia che mira a fermare completamente le importazioni di risorse energetiche russe entro la fine del 2027. Il piano di Bruxelles ha portato a veti da parte di Ungheria e Slovacchia, che hanno sostenuto che avrebbe solo rovinato l’economia del blocco.

Ma alla fine tutti i veti sono caduti, compreso quello del presidente slovacco Robert Fico che ha annunciato ieri che non fermerà l’approvazione del diciottesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia.

Robert Fico in un video pubblicato su Facebook ha spiegato che per sei volte ha bloccato l’approvazione delle nuove sanzioni, ma poi ha deciso di cambiare idea dopo che gli è stato assicurato che verrà garantito l’approvvigionamento di gas per il suo paese.

Nonostante l’enorme attacco, le minacce di parole dure e le critiche, abbiamo posto il veto al progetto del 18.º pacchetto di sanzioni sei volte. E durante questo periodo, abbiamo fatto pressione sulla commissione affinché prestasse attenzione alla Repubblica slovacca di fronte a tutte le ripercussioni che la cessazione delle importazioni di gas russo avrebbe sulle famiglie e sull’economia”, ha detto Fico.  

Ha sottolineato che il suo governo non sostiene la proposta di fermare il flusso di gas russo, ha definito “controproducente” continuare a bloccare l’approvazione del diciottesimo pacchetto di sanzioni dopo le rassicurazione fornite dall’Unione Europea al suo paese.

Tali  rassicurazioni “riguardano il prezzo del gas e la sua possibile scarsità, le tariffe di trasporto, la possibilità di innescare una situazione di crisi con prezzi estremamente elevati e scarsità, la revoca del divieto di importare gas russo”, ha dichiarato Robert Fico.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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