TRUMP VUOLE PUNIRE L’INDIA CHE ACQUISTA PETROLIO RUSSO
Donald “risolvo tutto io in 24 ore” Trump intende applicare sanzioni secondarie ai paesi che acquistano petrolio russo, come Cina, Brasile e india.
L’imposizione di ulteriori sanzioni ai partner commerciali della Russia sarà “il prossimo passo” di Washington nel suo tentativo di porre fine al conflitto ucraino, ha dichiarato l’ambasciatore degli Stati Uniti presso la NATO, Matthew Whitaker.
“Le sanzioni secondarie e le tariffe per quelli come la Cina, l’India e il Brasile, che acquistano il petrolio prodotto dalla Russia, sono il prossimo passo ovvio per cercare di porre fine a questa guerra. Vedremo”, ha detto questo lunedì in un’intervista a Bloomberg.
Le sanzioni dovrebbero riguardare il commercio di petrolio russo, principale entrata per Mosca, ha sottolineato Matthew Whitaker anche se ha ammesso che la Russia è stata fino ad ora molto brava a eluderle.
Le sanzioni secondarie inizieranno dopo il termine di 10 giorni che Trump ha accordato a Mosca per raggiungere un accordo di pace con Kiev. L’ultimatum della Casa Bianca scadrà il prossimo 8 agosto, trascorso tale termine il presidente statunitense Ha avvertito che imporrà nuove tariffe e altre restrizioni alla Russia, anche se dubita della sua efficacia nel ottenere risultati nel conflitto ucraino.
Mosca, da parte sua, non ha espresso alcuna preoccupazione al riguardo, sottolineando che il paese ha vissuto sotto restrizioni economiche per diversi anni, quindi nulla cambierà in modo significativo.
Donald Trump ha avvertito che “nelle prossime 24 ore” aumenterà i dazi sui prodotti indiani in risposta ai legami economici dell’India con la Russia e, in tal senso, accusa Nuova Delhi di “alimentare la macchina della guerra”.
“Facciamo pochissimi affari con l’India perché i loro dazi sono molto alti, quindi l’India non è stata un buon partner commerciale, poiché loro fanno molti affari con noi, ma noi non facciamo affari con loro. Quindi abbiamo concordato il 25%”, ha dichiarato il presidente. “Ma penso che lo aumenterò considerevolmente nelle prossime 24 ore perché stanno comprando petrolio russo”.
L’india è diventata uno dei maggiori paesi acquirenti di petrolio Russo che poi raffinato viene venduto ai paesi che hanno deciso di rompere i rapporti commerciali con Mosca dopo l’inizio dell’operazione speciale. Tra i paesi che acquistano i prodotti raffinati in India troviamo ovviamente anche l’Europa. Attualmente per Nuova Delhi il petrolio russo rappresenta circa il 35 per cento delle sue importazioni.
L’India, che occupa il terzo posto al mondo per consumo e importazione di petrolio, ha tratto notevoli vantaggi sostituendo il petrolio costoso con quello russo scontato dopo l’introduzione delle sanzioni occidentali contro Mosca. In precedenza, il petrolio russo rappresentava meno dello 0,2 per cento delle importazioni indiane, mentre ora la sua quota è salita al 35-40 per cento, permettendo di ridurre le spese per l’importazione di energia, controllare i prezzi al dettaglio del carburante e contenere l’inflazione.
L’introduzione di sanzioni secondarie ha quindi lo scopo di disincentivare l’acquisto di petrolio russo da parte di coloro che lo stanno facendo abitualmente come l’India.
“Dal punto di vista finanziario, le conseguenze saranno enormi. Se si presume che lo sconto di 5 dollari al barile venga perso su 1,8 milioni di barili al giorno, il costo dell’India per l’importazione potrebbe aumentare di 9-11 miliardi di dollari all’anno. Se i prezzi mondiali sul mercato libero continueranno a salire a causa della riduzione dell’offerta dalla Russia, il costo potrebbe essere ancora più alto”,
In risposta alle minacce di Trump l’India ha definito le critiche “ingiuste e irragionevoli” e ha difeso la strategia energetica del paese, affermando che i suoi acquisti di petrolio russo sono una “necessità imposta dalle condizioni di mercato globali”.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info
