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UNIONE EUROPEA E UCRAINA ELABORANO CONTRO PROPOSTA DA PRESENTARE A TRUMP 

 

Appena saputo dell’incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump che si terrà il prossimo venerdì in Alaska Zelensky e i suoi sostenitori europei hanno tenuto un incontro per elaborare una contro proposta da presentare al presidente statunitense.

Non rendendosi conto ancora che in questa guerra le decisioni verranno prese sopra le loro teste il presidente ucraino e gli europei hanno elaborato una contro proposta con il chiaro intento di cercare di boicottare ogni decisione possa essere presa da Putin e Trump, ammesso poi ne vengano prese. Infatti viene dato giustamente largo risalto a questo incontro che però potrebbe tranquillamente trasformarsi in un nulla di fatto.

In ogni caso i guerrafondai europei sostenitori di Zelensky hanno voluto mettere avanti un’altra volta le mani ribadendo che occorre tracciare una linea rossa comune insieme all’Ucraina che dovrebbe essere applicata a qualsiasi possibile negoziato con la Russia, riferisce il Wall Street Journal.  Secondo il giornale, il loro piano dovrebbe fungere da base per i prossimi colloqui faccia a faccia tra Donald Trump e Vladimir Putin in Alaska.

La controofferta respinge chiaramente  la presunta iniziativa del Cremlino di costringere l’Ucraina a lasciare la Repubblica popolare di Donetsk sotto il pieno controllo dell’esercito russo in cambio di un cessate il fuoco.

I politici europei sottolineano che prima di fare qualsiasi passo è essenziale stabilire un cessate il fuoco e che qualsiasi possibile scambio di territorio deve essere reciproco, in modo che se l’Ucraina cede alcuni territori, la Russia deve ritirarsi da altri. Inoltre, Kiev dovrebbe ricevere serie garanzie di sicurezza, tra cui la possibile adesione dell’Ucraina alla NATO, cosa, quest’ultima, impossibile da accettare per Mosca. Ma a Bruxelles e Kiev pare non lo abbiano ancora capito.

La proposta è stata presentata questo sabato dai principali consiglieri dei leader europei al vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance; al segretario di Stato, Marco Rubio; all’inviato speciale della Casa Bianca, Keith Kellogg; e allo stesso Witkoff. 

Inoltre i leader di diversi paesi europei e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno rilasciato ieri una dichiarazione congiunta sulla pace in Ucraina.

Oltre a Von der Leyen, il documento è stato firmato dal presidente francese Emmanuel Macron, dal primo ministro italiano Giorgia Meloni, dal ministro degli Esteri tedesco Friedrich Merz, dal primo ministro polacco Donald Tusk, dal primo ministro britannico Keir Starmer e dal presidente finlandese Alexander Stubb.

Nella dichiarazione approvata viene riaffermata la promessa che i paesi europei sono disposti a continuare a fornire sostegno militare e finanziario al regime di Kiev, a mantenere in vigore le sanzioni introdotte contro Mosca e a imporre nuove misure punitive. “Condividiamo la convinzione che una soluzione diplomatica debba proteggere gli interessi di sicurezza vitali dell’Ucraina e dell’Europa”, viene affermato.

“Siamo d’accordo sul fatto che questi interessi vitali includano la necessità di garanzie di sicurezza solide e credibili che consentano all’Ucraina di difendere efficacemente la sua sovranità e integrità territoriale”, si legge nella dichiarazione, aggiungendo che “i negoziati significativi possono svolgersi solo nel contesto di un cessate il fuoco o di una riduzione delle ostilità”.

Allo stesso tempo, i firmatari della dichiarazione hanno espresso il loro malcontento per il fatto che l’incontro tra i presidenti di Russia e Stati Uniti si terrà senza la presenza del leader del regime di Kiev, Vladimir Zelensky. “La strada verso la pace in Ucraina non può essere decisa senza l’Ucraina”, hanno sostenuto non rendendosi conto ancora che la parola di Zelensky non conta nulla, come la loro, del resto.

Tutto avviene perché sia Zelensky che l’Europa si sentono esclusi dalle eventuali decisioni che verranno prese. Per questo il presidente ucraino sta cercando di rafforzare il sostegno dei paesi europei alla visione ucraina della risoluzione del conflitto con la Russia.

Secondo le fonti citate dal Financial Times l’incontro ha suscitato profonda preoccupazione tra le autorità ucraine, che temono i risultati che saranno ottenuti durante il negoziato a cui non sono state invitate, ma che riguardano il futuro dell’Ucraina. Alti funzionari di Kiev hanno detto che Zelensky ha trascorso questo sabato sforzandosi di costruire una posizione unificata con i leader europei per riaffermare l’opposizione internazionale a qualsiasi accordo tra Putin e Trump sui territori già persi dall’Ucraina.

Come detto, si fa un gran parlare del prossimo incontro tra Putin e Trump, come se fosse il punto di svolta del conflitto, dimenticandosi però che le posizioni dei due sono in ogni caso molto distanti, anche se è positivo che si parlino confermando che questa guerra non è una guerra tra Ucraina e Russia, ma tra Stati Uniti e Russia, dove Kiev e Bruxelles sono state usate da Washington per i suoi interessi. Quindi è logico che le trattative di una eventuale pace si svolgano senza la loro partecipazione.

Chi ha scommesso sulla sconfitta della Russia sul campo ha perso, ma è difficile ammetterlo. Ecco perché l’Europa ha partorito la solita dichiarazione sulla integrità territoriale dell’Ucraina non rendendosi conto che più tempo passerà, più territori Kiev perderà perché mosca non si fermerà. Conquisterà l’intero Donbass e, probabilmente, altri territori.

Insomma sperare in un cambio nelle sorti del conflitto è pura utopia, continuare a finanziare e fornire armi a Kiev invece sarà solamente il modo per dissanguare le casse dei paesi europei visto che Trump sembra volersi sfilare lasciando la patata bollente a noi che dovremmo, secondo Von Der Leyen e i nostri politici che la sostengono, seguitare a comprare armi dai produttori statunitensi per poi darle a Zelensky che mette il materiale umano. 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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