UN SUCCESSO PER PUTIN IL VERTICE CON TRUMP. MA TUTTI LA PENSANO COSI’?
Il vertice tra Donald Trump e Vladimir Putin in Alaska è terminato, come era ovvio, senza che il presidente degli Stati. Uniti ottenesse un cessate il fuoco tra Russia e Ucraina, ha però certificato che Bruxelles e Kiev contano ben poco e che le decisioni vengono prese da altre parti.
L’incontro tra i due presidenti ha poi confermato che, usando un termine calcistico, nonostante la narrazione portata avanti per mesi, la palla non è mai stata in campo russo, ma in quello ucraino e, per conseguenza, in quello dell’unione europea che non vede di buon occhio la fine del conflitto. La pace non dipende da Mosca ma da Kiev, e questo incontro lo ha dimostrato.
Lo stesso Donald Trump ha affermato, in un’intervista a Fox News , che “ora spetta” al leader del regime di Kiev, Vladimir Zelensky, raggiungere un patto. “Meglio che raggiunga un accordo. La Russia è una potenza molto grande e loro [l’Ucraina] non lo sono”, ha ribadito.
Durante il suo viaggio di ritorno a Washington, sull’aereo presidenziale, Trump ha avuto una lunga telefonata con Vladimir Zelensky nella quale lo ha invitato lunedì a Washington per discutere i dettagli di una possibile fine del conflitto con la Russia.
Il leader del regime di Kiev ha spiegato che la conversazione telefonica “lunga e significativa” da solo con il presidente degli Stati Uniti è durata circa un’ora e poi hanno continuato a discutere con il coinvolgimento dei leader europei per un’altra mezz’ora.
L’incontro tra i due presidenti è stato da entrambi definito molto costruttivo. Al termine l’ex presidente russo Dmitri Medvedev e attualmente vicepresidente del Consiglio di sicurezza ha osservato che “l’incontro ha dimostrato che i negoziati sono possibili senza precondizioni”.
Nel dettaglio ha sottolineato che è stato ripristinato un meccanismo completo per gli incontri tra Russia e Stati Uniti al più alto livello. “Tranquillo, senza ultimatum o minacce”.
Il presidente russo “ha spiegato personalmente e in dettaglio” al presidente degli Stati Uniti le condizioni di Mosca per porre fine al conflitto ucraino, aggiungendo che “dopo una conversazione di quasi tre ore, il capo della Casa Bianca si è rifiutato di aumentare la pressione sulla Russia. Almeno per ora”.
“L’incontro ha dimostrato che i negoziati sono possibili senza precondizioni e contemporaneamente alla continuazione dell’operazione speciale”, ha osservato Medvedev, aggiungendo che questo punto è molto “importante”.
E “la cosa principale” è che “entrambe le parti hanno attribuito direttamente a Kiev e all’Europa la responsabilità di ottenere i risultati futuri nei negoziati sulla cessazione delle ostilità”, ha concluso.
Da parte ucraina, come era del resto prevedibile, i commenti all’incontra a due tra Putin e Trump non sono stati positivi, infatti il giornale ucraino Kyiv Independent in un editoriale, definisce il vertice in Alaska “Disgustoso, vergognoso e, in fin dei conti, inutile”,ricordando il trattamento con tutti gli onori riservato allo zar in contrasto con l’umiliazione riservata a Zelensky in febbraio alla Casa Bianca.
Nell’editoriale viene sottolineato che dal momento in cui è sceso dall’aereo sul suolo statunitense, il dittatore russo era raggiante. Non più un paria internazionale, stava finalmente ottenendo l’accettazione e il rispetto del leader del mondo libero. Il predecessore di Trump una volta aveva definito Putin ‘un assassino’; Trump invece gli ha offerto un benvenuto da re.
Non poteva mancare poi un parallelo tra l’accoglienza riservata da Trump a Putin con quella ricevuta da Zelensky alla Casa Bianca durante il suo viaggio compiuto nel febbraio scorso.
“L’atteggiamento amichevole era in netto contrasto con l’accoglienza ostile che Trump aveva riservato al presidente ucraino Volodymyr Zelensky nello Studio Ovale sei mesi prima. Il presidente ucraino ha subito una pubblica umiliazione. Quello russo è stato viziato. Entrambi gli episodi sono stati vergognosi.
“Trump “, prosegue il commento del quotidiano ucraino, “sembrava credere che un incontro caloroso avrebbe potuto placare Putin e rendere più probabile un cessate il fuoco. Ma c’è una lezione che Trump non ha ancora imparato: il leader russo non fa accordi, ma prende. Prende ciò che gli viene offerto, e poi prende ancora, e continua a prendere finché non viene fermato con la forza. Questa è l’arte russa dell’accordo”.
La portavoce del ministero degli esteri russo Maria Zakharova commenta invece con queste parole il supposto isolamento di Mosca sulla scena internazionale, una narrazione che i nostri media hanno portato avanti per oltre tre anni.
” I media occidentali sono in uno stato che si può definire follia, che sfocia in pazzia completa: per tre anni hanno parlato dell’isolamento della Russia, e oggi hanno visto il tappeto rosso con cui hanno accolto il Presidente russo negli Stati Uniti.”
E l’Unione Europea? I leader europei hanno rilasciato una dichiarazione congiunta dopo il vertice nella quale dichiarano che “Siamo pronti a collaborare con il presidente Trump e il presidente Zelensky per ottenere un vertice trilaterale con il sostegno europeo”, si legge nel testo della dichiarazione, firmata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen; dal presidente francese Emmanuel Macron, dal primo ministro italiano Giorgia Meloni; dal cancelliere tedesco Friedrich Merz; dal primo ministro britannico Keir Starmer; dal presidente finlandese Alexander Stubb, dal primo ministro polacco Donald Tusk e dal presidente del Consiglio europeo António Costa.
Tanto per non smentirsi i firmatari continuano a sostenere che “Kiev deve disporre di solide garanzie di sicurezza”. “Apprezziamo la dichiarazione del presidente Trump nella quale afferma che gli Stati Uniti sono disposti a offrire garanzie di sicurezza. La ‘coalizione dei volenterosi’ ‘ è disposta a svolgere un ruolo attivo”.
“Non devono essere imposte limitazioni alle forze armate ucraine o alla loro cooperazione con paesi terzi. La Russia non può porre il veto all’adesione dell’Ucraina all’Unione europea e alla NATO. L’Ucraina prenderà decisioni sul suo territorio”, hanno sottolineato nella dichiarazione congiunta.
“Il nostro sostegno all’Ucraina continuerà. Siamo determinati a raddoppiare i nostri sforzi per mantenere la forza dell’Ucraina e raggiungere la fine dei combattimenti e una pace giusta e duratura”. In questo contesto, i leader europei sono “disposti a mantenere la pressione sulla Russia”. “Continueremo a rafforzare le sanzioni e le misure economiche più ampie”, hanno aggiunto. Quindi niente di nuovo sotto il sole di Bruxelles.
Infine arriva anche una dichiarazione da parte della nostra primo ministro Giorgia Meloni sul recente vertice nella quale, da buona politica, cerca di arrampicarsi sugli specchi.
“Si sta finalmente aprendo uno spiraglio per discutere di pace in Ucraina, l’Italia sta facendo la sua parte assieme ai suoi alleati occidentali”, dichiara Giorgia Meloni.
Speriamo che la sua parte l’Italia non la faccia, assieme ai suoi guerrafondai partner occidentali, per far naufragare i tentativi per raggiungere la pace. Magari riproponendo un’altra Bucha che faccia sprofondare tutti negoziati nell’oblio come avvenne nel marzo del 2022 quando fu progettato a tavolino la fantomatica strage con lo scopo di interrompere i negoziati di pace tra Russia e Ucraina a Istambul.
Vedremo nelle prossime settimane gli sviluppi di questo storico incontro. Per concludere una semplice considerazione. Tutti negli Stati Uniti saranno rimasti contenti del riavvicinamento tra mosca e Washington? Le Politiche statunitensi che da sempre hanno visto il tentativo di appropriarsi della Russia e delle sue risorse potranno essere cambiate da questo vertice? Oppure sarà il solito tentativo di usare la carota e il bastone?
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

