L’attentato ai gasdotti North StreamL’attentato ai gasdotti North Stream

ARRESTATO IN ITALIA UNO DEI SOSPETTATI DELL’ATTENTATO AI GASDOTTI NORTH STREAM 

 

Ma non era stato Putin? Evidentemente non proprio, solo i più sprovveduti e creduloni potevano credere che la Russia si era bombardata i gasdotti North Stream 1 e 2 che collegavano appunto la Russia con la Germania.

Ce lo hanno ripetuto in tutte le salse che Putin, alzatosi con il piede sbagliato, il 26 settembre 2022 aveva distrutto i gasdotti, ci avevano detto che erano state viste navi russe nei paraggi del punto dove sono stati fatti esplodere le bombe, hanno inventato le storie più assurde per scagionare i veri colpevoli.

Nonostante le dichiarazioni di Joe Biden nelle quali affermava che se la Russia avesse invaso l’Ucraina il North Stream 1 e 2 avrebbero fatto una brutta fine tutto portava, secondo loro, al Cremlino. Gli abbiamo detto in tutte le salse che a meno che Putin non fosse diventato improvvisamente pazzo bombardarsi i gasdotti non aveva alcun senso. Ma pazzo poteva pure essere, assieme ai mille tumori che nascevano nel suo corpo ogni ora, anche la pazzia poteva starci, secondo loro.

Adesso però, su indagine della la Procura federale tedesca di Karlsruhe, in Italia, nella provincia di Rimini, è stato arrestato il cittadino ucraino Serhii K. accusato di essere uno degli esecutori dell’attentato ai gasdotti. Ora come la mettiamo? 

L’indagine portata avanti dalle autorità tedesche punta il dito su un gruppo di ucraini che avrebbe affittato un veliero e con questa imbarcazione avrebbero condotto l’operazione nel Mar Baltico per far saltare in aria i gasdotti. Ipotesi questa comunque poco probabile se non perché non è assolutamente possibile che un commando ucraino potesse, senza l’approvazione degli Stati Uniti e, probabilmente anche con il benestare dei paesi europei,  compiere un attentato come quello portato a termine nell’autunno del 2022.

Serhii K. sarà estradato in Germania, mentre gli altri due componenti del commando, Volodymyr Z. e l’altro di cui non sono state fornite le generalità, restano in libertà. Secondo l’indagine i tre, dopo aver compiuto l’attentato, sarebbero sbarcati in Polonia dove hanno fatto perdere le loro traccie Volodymyr Z. era stato individuato in Polonia, ma la polizia è arrivata, guarda caso, in ritardo quando aveva già lasciato la sua dimora.

Cosa  ci facesse l’ucraino in Italia non è dato sapere, forse si stava godendo un po’ di ferie nella capitale romagnola del turismo.

Riguardo ai mandanti è nebbia fitta, perché loro non hanno progettato l’attentato in propri. Solo gli sciocchi che hanno creduto che i gasdotti sono stati bombardati da Puti, possono credere che sia stata un’operazione frutto dell’ingegno dei tre sospettati.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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