STATI UNITI SANZIONANO QUATTRO MEMBRI DELLA CPI
Il governo degli Stati Uniti sanziona due giudici e due viceprocuratori della Corte Penale Internazionale per aver emesso ordini di cattura contro il primo ministro israeliano e il ministro della difesa oltre che per aver preso provvedimenti contro alcuni membri del personale statunitense.
Washington accusa i magistrati della Corte Penale Internazionale di aver autorizzato le indagini e le incriminazioni contro il premier israeliano Netanyahu e l’ex ministro della difesa Yoav Gallant sul conflitto a Gaza,oltre a presunti crimini in Afghanistan commessi da personale statunitense. Gravi sono state quindi le indagini condotte dai due giudici e dai due viceprocuratori che hanno avuto l’ardire di indagare contro membri del governo israeliano e contro il personale degli Stati Uniti.
Come sappiamo Israele e gli Stati Uniti non commettono mai abusi, quindi, secondo la logica della Casa Bianca, imputazioni come quelle levate contro Netanyahu e Gallant sono pretestuose e dunque le sanzioni sono obbligatorie, Per non parlare poi del suo personale che non compie mai atti che vadano contro il diritto internazionale..
Le Nazioni Unite hanno criticato le nuove sanzioni imposte dagli Stati Unite definendole un ostacolo al lavoro dell’ufficio del procuratore e compromettono l’autonomia della Corte, ma evidentemente queste misure hanno proprio questo scopo.
Secondo la sentenza della Corte Penale Internazionale contro i membri del governo israeliano i mandati di cattura sono stati emessi “per crimini contro l’umanità e crimini di guerra commessi almeno dall’8 ottobre 2023 al 20 maggio 2024, giorno in cui la Procura ha depositato le domande di mandato di arresto”, riferisce la nota della corte del 21 novembre scorso che specifica come sia stato “commesso un attacco diffuso e sistematico contro la popolazione civile di Gaza”.
Israele ha ampiamente contestato con estrema durezza le accuse mosse ai suoi leader affermando che sta operando secondo il diritto internazionale appoggiato, come si vede, dalla Casa Bianca che non perde occasione di sanzionare chiunque decida di indagare sui crimini del suo protetto, mentre il mondo continua a indignarsi per quanto Tel Aviv sta compiendo nella striscia di Gaza limitandosi, come sempre quando si parla di Israele, a semplici parole prive di atti concreti avallando di fatto le loro azioni genocide.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

