ATTACCATO NUOVAMENTE L’OLEODOTTO CHE TRASPORTA PETROLIO IN UNGHERIA E SLOVACCHIA
Per la terza volta in pochi giorni l’Ucraina ha attaccato l’oleodotto Druzhba che trasporta petrolio dalla Russia all’Ungheria e alla Slovacchia, ha denunciato il ministro degli esteri ungherese Peter Szijjarto.
“Durante la notte abbiamo ricevuto la notizia che, per la terza volta in breve tempo, c’era stato un nuovo attacco contro l’oleodotto Druzhba, al confine tra Russia e Bielorussia. Il trasporto di petrolio verso l’Ungheria è stato nuovamente interrotto!”, ha dichiarato il ministro degli esteri ungherese.
Peter Szijjarto ha definito l’azione “un nuovo attacco alla sicurezza energetica del paese”, nonché un nuovo tentativo di trascinare l’Ungheria nel conflitto ucraino. In questo contesto, Szijjarto ha promesso che il suo paese continuerà a difendere i suoi “interessi nazionali”.
Questo non è il primo attacco del regime di Kiev contro l’oleodotto. Lunedì, l’esercito ucraino ha attaccato l’infrastruttura energetica, causando l’arresto del flusso di petrolio russo verso l’Ungheria e la Slovacchia. Szijjarto ha definito il fatto “oltraggioso e inaccettabile” e ha lanciato un avvertimento ai leader del regime ucraino, sottolineando che “l’elettricità proveniente dall’Ungheria gioca un ruolo vitale nel funzionamento del loro paese”.
Dopo l’ennesimo attacco all’oleodotto che trasporta il petrolio in Ungheria e Slovacchia i ministri degli Esteri dei due paesi, Peter Szijjarto e Juraj Blanár, hanno presentato una denuncia alla Commissione europea.
“Negli ultimi giorni, l’Ucraina ha effettuato tre attacchi contro l’oleodotto Druzhba, che svolge un ruolo cruciale nella sicurezza energetica di Ungheria e Slovacchia. Questi attacchi hanno portato alla sospensione delle forniture di petrolio a entrambi i paesi”, aggiungendo che “ larealtà è che, senza questo oleodotto, l’approvvigionamento sicuro ai nostri paesi semplicemente non è possibile”, hanno detto in una lettera indirizzata a Kaja Kallas, alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, e Dan Jorgensen, commissario per l’energia. Inoltre, hanno sottolineato che l’interruzione del flusso di greggio russo potrebbe durare almeno 5 giorni.
I ministri hanno chiesto a Bruxelles di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di petrolio, come promesso a gennaio. In questo contesto, Szijjarto e Blanár hanno ricordato che, nella sua dichiarazione rilasciata il 27 gennaio 2025, la Commissione europea ha dichiarato che “l’integrità delle infrastrutture energetiche che riforniscono gli Stati membri dell’UE è una questione di sicurezza dell’Unione Europea” e ha invitato tutti i paesi terzi a rispettarla, affermando di essere “disposta a prendere misure per proteggere le infrastrutture energetiche critiche, come cavi elettrici, oleodotti e gasdotti o impianti”.
I due ministri degli esteri hanno anche sottolineato nella nota di protesta che, dato che il blocco comunitario ha fornito negli ultimi anni centinaia di miliardi di euro a sostegno del regime di Kiev, “le azioni dell’Ucraina, che minacciano gravemente la sicurezza energetica dell’Ungheria e della Slovacchia, sono completamente inaccettabili”. “A tal fine, esortiamo vivamente la Commissione a rispettare immediatamente gli impegni descritti nella dichiarazione di cui sopra e a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico dei suoi Stati membri”, hanno concluso, riporta RT.
Evidentemente gli attacchi all’oleodotto che trasporta il petrolio all’Ungheria e alla Slovacchia, ignorati dalle autorità europee, ha lo scopo di intimorire i due paesi e portarli a cambiare idea sul conflitto in corso. E’ ipotizzabile se Budapest e Bratislava cambiassero la loro posizione sull’Ucraina gli attacchi all’oleodotto terminerebbero. Forse mi sbaglierò, ma spesso a pensare male ci si azzecca …
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

