ISRAELE HA ATTACCATO L’OSPEDALE NASSER DI KHAN YOUNIS
L’esercito israeliano ha attaccato questa mattina l’ospedale Nasser a Khan Younis procurando la morte di almeno 19 persone tra cui 5 giornalisti, mentre il ministro delle finanze Bezalel Smotrich annuncia le reali intenzioni di Tel Aviv riguardo all’invasione che stanno portando avanti nella città di Gaza City.
Un attacco condotto con un drone kamikaze ha preso di mira l’ospedale Nasser a Khan Younis, nel sud della striscia di Gaza, che ha provocato la morte di almeno 19 persone. Tra le persone che hanno perso la vita ci sono anche 5 giornalisti tra i quali un camaraman dell’agenzia Reuters e un reporter della catena televisiva statunitense NBC News oltre a decine di feriti.
Non contenti le forze di difesa israeliane hanno lanciato un attacco contro i soccorritori della protezione civile mentre stavano recuperando il corpo di Hossam A-Masri, cameraman dell’agenzia Reuters morto nell’esplosione del drone kamikaze. Al momento sono state fornite le generalità di altri tre giornalisti uccisi, si tratta di Mohammed Salam di Al Jazeera, Mariam Abu Daqa collaboratrice indipendente di The Indipendent Arabic e Associated Press e Moaza Abu Taha di NBC News. Con la morte dei 5 giornalisti di oggi il numero di operatori dell’informazione uccisi a Gaza dall’inizio delle azioni militari israeliane ha raggiunto la cifra di 245.a
Il nostro ministro degli esteri Antonio Taiani ha perso ancora una volta l’occasione per stare zitto: sull’uccisione dei giornalisti avvenuto oggi ricorda che il nostro governo ha firmato un documento assieme ad altri paesi nel quale chiede a Israele di garantire l’incolumità dei reporter. Evidentemente a Tel Aviv tale documento non è arrivato o, più probabilmente, è stato usato per altri scopi, come fanno del resto con tutte le raccomandazioni, perché noi non sappiamo fare altro che raccomandare, indignarsi e chiedere moderazione, al governo genocida del primo ministro Benjamin Netanyahu.
intanto, il ministro della difesa israeliano Bezalel Smotrich ha ribadito il suo sostegno alla possibilità di un’annessione al paese ebraico di ampie aree della Striscia di Gaza.
“Vogliamo annettere gran parte della Striscia di Gaza, dobbiamo consentire la creazione di insediamenti”, ha detto domenica in un’intervista, citata dai media locali. Affermazione questa che conferma la vera natura delle azioni militari che stanno portando avanti nella striscia di Gaza.
Smotrich ritiene che questa azione deve essere il prezzo politico che Hamas deve pagare quando l’offensiva militare che le Forze di Difesa Israeliane stanno preparando contro il movimento palestinese a Gaza terminerà. A suo parere, l’annessione territoriale illustrerebbe in qualche modo “il prezzo della sconfitta e dell’errore commesso dal nemico”.
Secondo il ministro l’operazione militare a gaza si svolgerà in diverse fasi: la prima consiste nell’evacuazione della popolazione civile e poi il “blocco totale” della zona per isolare il nemico. “Quindi, o i terroristi muoiono nei tunnel, o si arrendono e ci consegnano i rapiti”, ha detto.
Alla fine di luglio, è emerso che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe proposto al suo gabinetto di sicurezza un piano per annettere parti della Striscia di Gaza. All’epoca, Smotrich affermò che il ripristino degli insediamenti israeliani a Gaza era “un’illusione” che stava diventando un “piano di lavoro realista”. Il sogno di occupare i territori della striscia di Gaza è sempre più vicino.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

