KIEV LIMITA LE MANIFESTAZIONI DI PROTESTA
Il democratico governo ucraino, con la scusa della legge marziale, subordina ogni manifestazione o evento pubblico con la partecipazione di molte persone all’approvazione del comando militare.
La decisione del governo ucraino di coordinare con il comando militare ogni manifestazione o evento pubblico nel quale partecipino molte persone è stata presa dopo le recenti proteste avvenute dopo che il parlamento aveva approvato la legge che avrebbe messo sotto il controllo dell’esecutivo l’Ufficio nazionale anticorruzione.
Ovviamente le autorità ucraine negano di aver cercato con questo cambiamento un divieto totale delle proteste pubbliche. Il pretesto per questa nuova stretta sulle manifestazioni, secondo il capo dell’amministrazione della provincia di Kiev, Nikolai Kalashnik, è stato un recente piccolo concerto non precedentemente approvato dai militari, che ha portato a lamentele da parte dei residenti e ha finito per essere disperso dalla polizia. Un evento che è chiaramente servito come scusa per la successiva stretta sulle manifestazioni.
Occorre però ricordare quanto accaduto lo scorso luglio, quando, in occasione di numerose manifestazioni antigovernative, scesero in piazza migliaia di persone. Il parlamento aveva approvato una legge che metteva sotto il suo controllo le agenzie che indagano contro la corruzione riducendone di fatto la loro indipendenza e la capacità di portare avanti le indagini.
Una legge approvata dalla maggioranza del governo si è scontrata con l’opposizione di decine di migliaia di detrattori a Kiev, Leopoli, Odessa, Dnepropetrovsk e altre città, che sono scesi in piazza, provocando una crisi politica e costringendo il regime di Kiev a fare marcia indietro sulla sua offensiva contro entrambe le istituzioni che indagano sulla corruzione. Oggi arriva la stretta generalizzata contro le manifestazioni, un chiaro intento di limitare il dissenso interno nel paese in un momento nel quale la popolarità di Zelensky è ai suoi minimi e i sondaggi indicano la volontà del popolo ucraino di mettere fine al conflitto.
con la decisione di limitare le manifestazioni il gabinetto dei ministri ucraini ha ordinato che le proteste di massa e gli eventi cerimoniali nelle regioni siano coordinati con i vertici militari locali, mentre a Kiev, la capitale, sarà necessaria un’autorizzazione preventiva dello Stato Maggiore delle Forze Armate. Il primo ministro, Yulia Sviridenko, ha inviato una linea guida a diversi funzionari per l’applicazione della nuova norma.
Il quotidiano Ukrainskaya Pravda riproduce un documento non firmato che ha ricevuto dalle sue fonti nel governo e nei vertici politico-militari, in cui si chiede l’autorizzazione e il coordinamento per applicare la norma e fa riferimento alla legge “Sul regime giuridico della legge marziale”.
“Ad esempio, recentemente ci sono state manifestazioni a sostegno del NABU (Ufficio nazionale anticorruzione) e ora dovranno coordinarsi non solo con il consiglio comunale, ma anche con l’amministrazione militare”, ha spiegato l’avvocato Rostislav Krávets alla rivista Fokus. “Bisogna tenere presente che, per tutta la durata della legge marziale, la legge consente direttamente di limitare le riunioni di massa”.
Strano però che proprio dopo le recenti manifestazioni il governo abbia deciso di usare la prerogativa prevista dalla legge marziale che gli permette di limitare le proteste. Sarà un caso?
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

