ISRAELE: GLI ATTIVISTI DELLA FLOTTA GLOBAL SUMUD SONO DEI TERRORISTI
Il governo israeliano sta cercando in tutti i modi di impedire l’arrivo della flotta del collettivo Global Sumud che intende rompere il blocco navale imposto da Tel Aviv alla striscia di Gaza per consegnare alimenti e prodotti di prima necessità al popolo palestinese.
Le imbarcazioni sono partite ieri dalla Spagna e da altri porti, Italia compresa. L’azione non è ovviamente vista di buon occhio dal governo israeliano che ha immediatamente preso provvedimenti per impedire che le imbarcazioni raggiungano la loro destinazione. Tra le persone imbarcate c’è anche l’attivista svedese Greta Thunberg che cercherà per la seconda volta di raggiungere Gaza.
Il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir intende dunque arrestare tutti gli attivisti che tentano di rompere il blocco navale accusandoli di terrorismo. Secondo le informazioni disponibili, oggi si è tenuto un incontro tra il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e Itamar Ben Gvir, in cui quest’ultimo ha presentato la strategia che impiegheranno contro gli oltre 200 individui che si dirigono verso l’enclave palestinese. La proposta del ministro è di arrestare gli attivisti in condizioni di terrorismo, privarli della loro libertà e custodirli per un lungo periodo di tempo.
Gli attivisti arrestati, secondo il progetto proposto da Ben Gvir, saranno trattenuti in detenzione prolungata, – a differenza di quanto avvenuto in precedenza, – nelle prigioni israeliane di Ketziot e Damon, utilizzate per detenere i terroristi in condizioni rigorose tipicamente riservate ai prigionieri pericolosi. Agli attivisti saranno negati privilegi speciali come tv, radio e cibo specifico.
“Non permetteremo a chi sostiene il terrorismo di vivere nell’agiatezza”, ha dichiarato il ministro israeliano citato dal Jerusalem Post. Dunque chi cerca di salvare il popolo palestinese dalla morte per fame secondo il governo israeliano è un terrorista.
Inoltre tutte le navi che parteciperanno alla spedizione umanitaria saranno confiscate dalle autorità di Tel Aviv e saranno usate dalla polizia, secondo quanto affermato da Ben-Gvir.
L’accusa di terrorismo mossa agli attivisti, secondo il ministro israeliano, si basa sul fatto che starebbero violando, al loro arrivo a destinazione, una zona militare ristretta oltre a “creare documenti utilizzando fotografie con terroristi e legami con gruppi terroristici”.
Maria Elena Delia, portavoce della Flotilla Italia, commenta in una nota le minacce del governo israeliano:
“Noi non ci fermiamo, andremo avanti. Non ci facciamo intimorire perché sappiamo di muoverci nella totale legalità.
Mi auguro, nel caso in cui Israele metta in pratica arresti con il carcere duro, che il nostro governo intervenga perché siamo cittadini italiani e navighiamo in acque internazionali. Israele non ha alcun diritto di arrestarci e sequestrare le nostre navi.
Noi stiamo facendo tutto secondo le regole. Questa missione è totalmente legale, pacifica e umanitaria. Non vedo come portare cibo e acqua a una popolazione che sta morendo di fame, oltre che di bombardamenti, possa essere considerato un appoggio ad Hamas”.
Chi porta aiuti, sta scrivendo una pagina di coraggio e di civiltà. Chi ci governa prenda un briciolo d’esempio”.
Al nuovo tentativo di aiuto al popolo palestinese partecipano una quarantina di imbarcazioni su cui sono imbarcate oltre 200 persone provenienti da 44 paesi, Italia inclusa. Dopo le affermazioni del ministro israeliano che considera terroristi i coloro che stanno portando aiuti umanitari a Gaza ci aspetteremo che il nostro governo prenda una posizione di condanna, ma non vi preoccupate Meloni e soci non apriranno bocca, come del resto hanno fatto in altre occasioni.
Intanto il socio di oltre oceano di Benyamin Netanyahu, il noto pacifista Donald Trump, dopo aver proposto di trasformare la striscia di Gaza in un resort, ha emanato una sospensione radicale delle approvazioni di quasi tutti i tipi di visti per visitatori per titolari di passaporto palestinese.
Le misure prese dall’amministrazione degli Stati Uniti, illustrate in un cablogramma del 18 agosto inviato dalla sede centrale del Dipartimento di Stato a tutte le ambasciate e i consolati statunitensi, privano di fatto tutti i cittadini palestinesi ,anche i residenti nella Cisgiordania e quelli che vivono all’estero, della possibilità di raggiungere gli Stati Uniti anche per motivo di studio universitario, cure mediche, visite ad amici o parenti e viaggi d’affari, anche temporanei.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

