Militari nella base di MantaMilitari nella base di Manta

TORNANO I MILITARI STATUNITENSI IN ECUADOR 

 

Il segretario di stato statunitense Marco Rubio ha concluso la sua visita in Ecuador, una visita che ha privilegiato chiaramente gli interessi degli Stati Uniti nella regione piuttosto che quelli del paese sud americano.

La riunione tra il presidente  dell’Ecuador, Daniel Noboa e Marco Rubio si è svolta nel  Palacio de Carondelet, a Quito. Dopo l’incontro sia Rubio che il ministro degli Esteri dell’Ecuador, Gabriela Sommerfeld, hanno tenuto una conferenza stampa in cui hanno indicato che uno dei temi principali dell’incontro è stato quello della sicurezza. Il funzionario statunitense inoltre ha affermato che esiste la possibilità di un ritorno militare degli Stati Uniti sul territorio ecuadoriano, che secondo lui, “crea opportunità per poter cooperare insieme, addestrarsi insieme e affrontare le minacce” che hanno in comune. Come è noto gli Stati Uniti vedono minacce ad ogni angolo …  

Questo ha sollevato, ancora una volta, la questione se gli Stati Uniti installeranno nuovamente una base militare in Ecuador, come quella che si trovava nella città di Manta, nella provincia costiera di Manabí. A questo proposito, ha detto Rubio che “l’Ecuador è un paese sovrano” e se gli estende l’invito lo “considereranno”.

“Se ci invitano a tornare, è un punto molto strategico, lo studieremo, vedremo se ha senso, se li aiuta anche con ciò che stanno affrontando”, ha detto. Tra i crimini che contribuiranno a combattere Rubio ha ricordato l’estrazione illegale, il “narcoterrorismo” o la pesca illegale confermando altresì la vocazione umanitaria dell’esercito degli Stati Uniti sempre pronto ad aiutare gli amici nel momento del bisogno …

Ha poi sottolineato che l’Ecuador è un paese amico e che la sua collocazione geografica, guarda caso, è strategicamente importante, aggiungendo che gli Stati Uniti avrebbero valutato molto seriamente l’invito del governo di Quito di ritornare in Ecuador con una presenza militare.  

Ma per far sì che l’invito diventi realtà c’è ancora molta strada da fare, dal momento che in Ecuador l’installazione di basi militari straniere è attualmente vietata.  Noboa per questo sta cercando di rendere nuovamente possibile la presenza militare straniera nel paese con una modifica alla costituzione.

Tuttavia, ciò ha portato problemi e rifiuto da parte di alcuni settori. Secondo un rapporto della Coalizione No Base, pubblicato Dall’Ufficio del Difensore civico, la base di Manta era “un’enclave illegale e illegittima di militari statunitensi che godevano dell’immunità” e “le cui azioni hanno violato la sovranità nazionale”. Viene sottolineato che “più che un controllo antidroga, hanno effettuato operazioni di controllo migratorio e lotta antiterrorismo, cioè, è diventato un sostegno al governo colombiano nella sua politica militarista”.

Dal momento dell’apertura della base militare statunitense, si legge nel rapporto,  sono stati rivelati numerosi reati come aumento delle lavoratrici del sesso, sfratto delle famiglie contadine, affondamento dei pescherecci e scomparsa dei pescatori, divieto di navi con migranti, limitazioni alle attività di pesca per motivi di sicurezza e rischio per le popolazioni vicine ai poligoni di tiro.

Nel 2008, sotto il mandato di Rafael Correa (2007-2017), è stata approvata una nuova Costituzione in Ecuador. Nella nuova carta, che è stata il risultato di un’Assemblea Costituente, è stabilito nell’articolo 5 che “L’Ecuador è un territorio di pace. Non sarà consentita la creazione di basi militari straniere o di installazioni straniere per scopi militari. È vietato cedere basi militari nazionali a forze armate o di sicurezza straniere”.

Così, Correa non rinnovò il contratto firmato con Washington, che terminava nel 2009; e nel settembre di quell’anno, i militari statunitensi si ritirarono dalla base di Manta tornando a casa. Decisione questa che agli Stati uniti non è mai andata giù.

L’anno scorso, Noboa ha rilanciato l’idea di consentire l’installazione di basi militari straniere in Ecuador e ha inviato all’Assemblea Nazionale una proposta di riforma della Magna Carta per rimuovere l’impedimento, una volta ricevuto l’approvazione della Corte Costituzionale.

Lo scorso 3 giugno, l’Assemblea Nazionale dell’Ecuador ha approvato la modifica dell’articolo 5 della Costituzione, riducendolo a: “L’Ecuador è un territorio di pace”. Con il cambiamento si apre la porta affinché il governo possa autorizzare l’installazione di basi militari di altri paesi sul territorio ecuadoriano.

Tuttavia, affinché la modifica sia efficace, deve ancora essere sottoposta alla volontà del popolo. A tal fine, Noboa propone che il referendum costituzionale, insieme a una consultazione popolare, si svolga il prossimo dicembre. La domanda referendaria sulla presenza di basi straniere sul territorio dell’Ecuador è già stata convalidata dalla Corte Costituzionale.

Durante la riunione tra Noboa e Rubio “È stato concordato di lavorare insieme (per) rafforzare le capacità e le azioni per avere un maggiore controllo sulla rotta delle droghe che colpiscono le nostre nazioni, combattere il riciclaggio di denaro attraverso lo scambio di informazioni, supporto con tecnologia, attrezzature, lavoro alle frontiere, lavoro contro l’estrazione illegale e, soprattutto, stiamo lavorando a un accordo di estradizione, modernizzandolo”, ha detto Sommerfeld alla conferenza stampa.

Inoltre, Rubio ha annunciato che nello stesso giorno gli Stati Uniti avrebbero designato le organizzazioni criminali ecuadoriane “Los Lobos” e “Los Choneros” come “gruppi terroristici”.

A questo proposito il funzionario ha spiegato che questa designazione consentirà al suo paese di “agire contro i beni, le proprietà, il denaro di qualsiasi individuo negli Stati Uniti o nel sistema bancario statunitense che è legato a quei gruppi”; ma, inoltre, consente di “condividere l”’intelligence all’Ecuador, in modo che “affrontino quei gruppi”.

Rubio ha anche annunciato l’assegnazione di 13,5 milioni di dollari all’Ecuador “per combattere la droga e il crimine”, da parte del Dipartimento di Stato, e stanno lavorando per fornire anche 6 milioni di dollari per i droni “per aiutare le forze navali dell’Ecuador a combattere”. (RT)

Insomma, grazie a Daniel Noboa, gli Stati Uniti torneranno da protagonisti in Ecuador  con la scusa di combattere il traffico di droga. 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

Un pensiero su “TORNANO I MILITARI STATUNITENSI IN ECUADOR”
  1. Porteranno più caos più poveri più morti più terrore concorderano tutto con I narcos come hanno sempre fatto in ogni paese e lasceranno che sia I narcos a dettare leggi con la regia americana sfrutterano suolo e popolo alla fine lasceranno un paese nella distruzione completa istallerano le loro base militari non molto lontano dai paesi che vogliono conquistare e così hanno portano un po’ della loro democrazia anche in Ecuador in peggio peggio

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