UN INCIDENTE STRADALE A L’AVANA CAUSATO DA UN ITALIANO DIVENTA UN COMPLOTTO
Il 25 agosto un incidente ha causato la morte di una persona e il ferimento di altre otto nella capitale cubana quando un’auto ha deliberatamente investito diverse persone nel centro di L’Avana.
L’auto era guidata dal cittadino italiano Mario Pontolillo, 56 anni, residente permanente a Cuba, ed è accusato di aver commesso il reato di omicidio per aver investito deliberatamente diverse persone nei quartieri di Habana Vieja e Habana Centro con la sua auto.
Come detto, ogni occasione è buona, per i mezzi di informazione controrivoluzionari, con sede negli Stati Uniti, per attaccare il governo di L’Avana, quindi anche un incidente stradale diventa motivo per screditare e accusare il governo cubano. Uno di questi mezzi di informazione, 14 y Medio, ha inventato il solito complotto che coinvolgerebbe ovviamente il governo di diaz Canel.
Il mezzo di informazione, senza citare alcuna prova o testimoni, afferma che l’incidente sarebbe stato commesso da un altro italiano e non da Mario Pontolillo come indicato dalla Procura Generale di Cuba. Colui che avrebbe causato la morte di Mairovis Valier Heredia e il ferimento di altre otto persone sarebbe Berto Savina, conosciuto in Cuba come Bartolomeo Sabina Tito e proprietario della catena di negozi Italsav.
Savina in una video chiamata con 14 y Medio smentisce di essere il colpevole dell’incidente affermando che il 25 agosto si trovava già in Italia e per questo fornisce i biglietti aerei che dimostrano che ha lasciato Cuba il 18 agosto, una settimana prima del fatale incidente, ma per 14 y Medio ciò non è sufficiente per dimostrare la sua innocenza.
Il mezzo di informazione quindi insinua che Savina sarebbe stato protetto dal governo cubano che a sua volta avrebbe accusato Pontolillo di quanto accaduto. Viene affermato che l’impresario italiano avrebbe forti legami con alti funzionari cubani e con lo stesso presidente Miguel Diaz Canel, da qui la necessità di occultarne le responsabilità. Insomma, secondo 14 y Medio, Mario Pontolillo sarebbe un capro espiatorio sacrificato sull’altare dei buoni rapporti tra il governo cubano e l’impresario italiano.
Per suffragare la loro teoria fanno notare che le generalità di Mario Pontolillo sono state diffuse giorni dopo l’incidente mortale a dimostrazione che qualcosa di torbido questa vicenda cela. La teoria cospiratoria di 14 y Medio è poi stata ripresa anche da altri mezzi di informazione finanziati dal governo degli Stati Uniti. Immediatamente la macchina del fango mercenaria digitale è stata montata per dare credito alla “storia”. Cibercuba, El Toque e altri strumenti della guerra mediatica anticubana hanno sposato la teoria proposta da 14 y medio, ovvero che Savina godrebbe di coperture governative che gli garantirebbero l’impunità.
Questi sono i valori e gli ingranaggi che muovono la macchina mediatica anticubana finanziata da Rubio e dal Dipartimento di Stato. Azioni e ingerenze portate avanti dal governo degli Stati Uniti e istituzioni di paesi terzi che servono da copertura per il sostentamento dei loro strumenti di manipolazione e odio contro Cuba e il suo governo.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

