Ursula Vom Der LeyenUrsula Vom Der Leyen

PROPAGANDA MEDIATICA E CONDIZIONAMENTO MENTALE 

 

questa settimana due eventi, la presunta perdita del segnale GPS dell’aereo sul quale viaggiava Ursula Von Der Leyen e la presunta distruzione di una imbarcazione che trasportava droga dal Venezuela agli Stati Uniti, riportano alla nostra attenzione come la propaganda venga usata per condizionare le menti.

Niente di nuovo, in tempo di guerra la propaganda ha sempre avuto un ruolo fondamentale, oggi, anche se non ci troviamo in una guerra dichiarata, le informazioni vengono manipolate o addirittura inventate per portare avanti una certa narrazione. La narrazione è quella del nemico perenne che il nostro civile mondo deve combattere pena la perdita dei suoi valori fondamentali, valori che sono la democrazia e la libertà.

I due fatti a cui faccio riferimento sono, almeno uno, delle palesi bufale. Il primo è quello accaduto sull’aereo su cui viaggiava la presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyuen che la avrebbe condotta in Bulgaria. Secondo quanto affermato da Arianna Podesta,  portavoce della presidente, durante il volo l’aereo avrebbe perso il segnale GPS per un ora mettendo in pericolo la vita dei passeggeri. Ovviamente dietro questo attacco ci sarebbe stata Mosca anche se nessuno in nessun momento ha fornito le prove di quanto accaduto.

I nostri mezzi di informazione, riportando la notizia lanciata da The Guardian, hanno cavalcato la tigre enfatizzando il rischio corso da Von Der Leyen e i rischio che i voli civili corrono a causa del comportamento del tutto irresponsabile della Russia. Poco dopo il sito  Flightradar24, che monitora i voli degli aerei , ha ha smentito la notizia della perdita del segnale GPS da parte dell’aereo. In seguito anche le autorità bulgare hanno negato quanto sostenuto da Ursula Von Der Leyen, ma oramai il sasso era stato lanciato nello stagno.

Il primo ministro bulgaro Rosen Zhelyazkov ha dichiarato che l’aereo non ha subito interruzioni, ma solo un’interruzione parziale del segnale, il tipo che si osserva normalmente nelle aree densamente popolate.

Anche il vice primo ministro e ministro dei trasporti, Grozdan Karadzhov, ha negato che ci fossero prove di un’interruzione del segnale GPS del volo della presidente della Commissione. “Secondo i dati empirici, secondo il rilevamento radio, i registri delle nostre agenzie, civili e militari, non c’è un singolo fatto a sostegno dell’affermazione che il segnale GPS sia stato silenziato”, ha dichiarato Karadzhov.

Il secondo fatto riguarda la presunta distruzione da parte statunitense di un’imbarcazione che stava trasportando un’ingente quantitativo di droga dal Venezuela agli Stati Uniti, azione questa che avrebbe avuto lo scopo di combattere il traffico di stupefacenti  tra il paese sud americano e gli Stati Uniti. A riprova del suo affondamento che avrebbe causato la morte di 11 narcotrafficanti Donald Trump pubblica un video nel quale si vede esplodere l’imbarcazione. Anche il segretario di stato Marco Rubio conferma l’accaduto.

Peccato che il video prodotto come prova è del tutto falso, infatti è stato prodotto in modo maldestro utilizzando l’intelligenza artificiale. Sono molti i dettagli che non sono reali: l’acqua e la scia dell’imbarcazione non si muovono in modo realistico, l’imbarcazione appare immobile nel momento in cui avviene l’esplosione, l’audio dell’esplosione non è sincronizzato, l’esplosione appare palesemente falsa, le persone sono delle ombre, e molto altro.

In questo caso non sappiamo se davvero si è compiuto l’attacco anche perché dalla Casa Bianca non viene fornito il luogo esatto dell’esplosione, il punto da dove sarebbe salpata la barca  e come avrebbero saputo che stava trasportando la droga. Ammettendo pure che l’attacco sia stato davvero realizzato, il video fornito come prova mette in serio dubbio tutta l’operazione.

Due casi che riportano alla nostra attenzione come la diffusione di false notizie da parte di giornali o istituzioni stia giocando un ruolo fondamentale nella manipolazione delle coscienze della popolazione. Nel primo caso si menzionano i rischi che le azioni della irresponsabile Russia potrebbero causare ai voli civili e, per enfatizzarne la portata, quale migliore comparsa potrebbe essere usata se non la presidente della commissione europea. Inoltre si mantiene alta la pressione nei confronti della Russia, utile a giustificare, per esempio, la necessità di un grande riarmo europeo per combattere il nemico che viene dall’est pronto a compiere qualunque azione, compresa l’invasione del vecchio continente. Nel secondo caso esaminato, l’affondamento dell’imbarcazione,  viene esaltata la guerra che Donald Trump ha iniziato contro il narcotraffico sponsorizzato dal governo venezuelano di Nicolas Maduro.

In entrambi i casi però non vengono fornite prove pratiche e certe di quanto accaduto, addirittura nel caso del GPS le smentite sono talmente plateali che chiunque si sarebbe nascosto sotto metri di terra per la vergogna, ma da Bruxelles è silenzio tombale, come se non fosse successo nulla, come se le affermazioni di un attacco informatico al sistema di navigazione fossero state fatte al bar da un noto ubriacone.

Sull’altro versante dell’oceano appare chiaro che l’affondamento dell’imbarcazione assolve alla necessità della Casa Bianca di etichettare il governo venezuelano come il maggiore responsabile del traffico di droga tra il sud America e gli Stati Uniti, dimenticandosi volontariamente che in nessun rapporto Caracas viene indicato come una nazione che si dedica al traffico di droga. Nelle mire di Trump non c’è però la lotta al narcotraffico, ma il tentativo, sempre fallito fino a oggi, di impadronirsi del petrolio, del gas e dell’oro di cui il sottosuolo venezuelano è ricchissimo. Insomma con la scusa della lotta alla droga Washington cerca di appropriarsi di ciò che non è suo, ma che è di proprietà del popolo del Venezuela.

Infine non posso non ricordare come la narrazione, oramai non più sostenibile,  che le fonti delle notizie riveste. Ci hanno fracassato i gioielli di famiglia per anni sostenendo che bisogna sempre dubitare delle fonti non certe, che bisogna affidarsi a fonti attendibili quando si diffondono notizie per non cadere nella pubblicazione di informazioni false. Ora, in questi due casi, le fonti erano il The Guardian e la Casa Bianca, quindi niente di più certo e affidabile, per quelli che vivono di veline. Purtroppo queste fonti sono state, neini fatti, sbugiardate in modo palese, ma siccome non sono né Russia today o Sputnik nessuno si pone il problema, tutto al più ci diranno che, in buona fede, hanno preso per buono quanto gli è stato sottoposto.

Credo invece che ci sia una palese collusione tra informazione e  potere che usa la stampa in modo del tutto fraudolento per veicolare le proprie notizie all’opinione pubblica al fine di fargli accettare le scelte che i nostri politici, loro sì in modo irresponsabile, decidono di intraprendere. 

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

Un pensiero su “PROPAGANDA MEDIATICA E CONDIZIONAMENTO MENTALE”
  1. Che poi, anche se ci fosse stata veramente una nave che trasportava droga, una volta si faceva arrivare la polizia al porto e si arrestava l’equipaggio, si perquisiva la nave, e si facevano i processi ai membri dell’equipaggio. Procedura lenta, siamo d’accordo, ma questo facevano una volta gli stati democratici. Non sganciare bombe e affondare navi senza manco dare prove. Ma ormai lo stato di diritto l’abbiamo perso per strada.

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