ATTACCO IN QATAR, DRONI IN POLONIA, LA FIERA DEI DOPPI STANDARD CONTINUA
Inizio di settimana caliente sul fronte internazionale: Israele attacca il Qatar, droni russi sconfinano sul territorio polacco.
Martedì le forze di difesa israeliane, sotto la supervisione degli Stati Uniti, hanno attaccato la capitale del Qatar Doha dove si trovava la delegazione palestinese che stava discutendo il piano di pace proposto da Donald Trump. Ieri almeno 19 droni presumibilmente russi, hanno sconfinato in Polonia mettendo nel panico gli europei e la Nato.
Due gravi fatti che però, come sempre accade quando di mezzo c’è Israele, vengono presentati e dibattuti con la classica e tanto amata in occidente formula dei doppi standard.
Infatti, riguardo all’attacco israeliano avvenuto in Qatar, dopo aver espresso le solite parole di condanna, niente è successo, come era del resto prevedibile. Ieri, a solo un giorno dall’accaduto, tutto è sparito dal main stream che invece si concentrava sullo sconfinamento dei droni in Polonia.
Le dichiarazioni dei nostri politici si sono subito fatte di fuoco, hanno gridato allo scandalo, al rischio di una terza guerra mondiale, alla necessità di un riarmo per contrastare le mire espansionistiche di Mosca in Europa.
Giorgia Meloni ha dichiarato che quanto accaduto è un’”inaccettabile violazione dello spazio aereo della Polonia”, dichiarazione sottoscritta anche dal nostro ministro degli esteri Antonio Taiani. Dall’Unione Europea Ursula Von Der Leyen sottolinea che “L’Europa difenderà ogni centimetro del suo territorio. Non c’è tempo da perdere” sulla difesa, “il 2030 è domani e l’Europa deve prepararsi oggi”, ricordando appunto la necessità di armarsi fino ai denti per essere pronti all’invasione dall’est. Invasione che a lei hanno già detto quando avverrà, ovvero nel 2030, quindi prendete nota.
Non poteva poi mancare la dichiarazione della guerrafondaia e Alta rappresentante Ue per gli Esteri Kaja Kalls nella quale ricorda che “Ieri sera in Polonia abbiamo assistito alla più grave violazione dello spazio aereo europeo da parte della Russia dall’inizio della guerra”, aggiungendo poi che “Tutto lascia supporre che si sia trattato di un atto intenzionale, non accidentale”. Invece l’attacco in Qatar non ha violato nessuno spazio aereo, non ha violato la sovranità di uno stato e soprattutto non era intenzionale. La fiera dei doppi standard continua …
Infine il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ci avvisa che “Le tensioni ci ricordano il 1914” e che “Quello che crea allarme è che ci si muove su un crinale in cui anche senza volerlo si può scivolare in un baratro”. Baratro nel quale il popolo palestinese è caduto oramai quasi da due anni, ma siccome dall’altra parte c’è Israele lasciamo pure che ci resti.
Sarebbe stato bello che con la stessa intensità con cui hanno condannato l’intrusione dei droni in Polonia i nostri politici si fossero espressi sull’attacco israeliano in Qatar, ma i doppi standard con cui vengono rilasciate le dichiarazioni non lo permettono. Un gatto con una medaglietta ritraente la faccia di Putin appesa al collare che sbadiglia al confine tra Russia e Lituania diventa la notizia del giorno, decine, se non centinaia, di palestinesi uccisi quotidianamente nella striscia di Gaza sono solo un numero. I droni che sconfinano in Polonia diventano un attacco senza precedenti nei confronti della Nato, dieci aerei, riforniti in volo da un aereo britannico che parte da una base militare statunitense in Qatar, che poi bombardano a Doha l’edificio dove si trova la delegazione palestinese, dopo la classica indignazione, resta senza conseguenze, ma anche senza alcun dibattito nei numerosi talk show occupati da improbabili commentatori che ci ricordano costantemente che il nostro giardino dorato è in pericolo e che i nostri valori, quali?, sono in pericolo.
Poi bisognerebbe capire perché il matto Putin avrebbe autorizzato un attacco alla Polonia con 19 droni senza esplosivo a bordo. Sì, perché proprio dalle autorità polacche è arrivata la notizia del ritrovamento di 15 droni che non trasportavano esplosivo. I più maliziosi affermano che era un tentativo di testare le difese europee sul versante est dell’unione, come se Putin e soci non conoscessero la reale dotazioni di armi in quel settore. Se Putin avesse voluto far scoppiare la terza guerra mondiale avrebbe attaccato la Polonia con 19 missili ipersonici e non con 19 droni senza esplosivo che vengono usati per saturare le difese del nemico.
In effetti comunque quanto accaduto resta un mistero: un errore, un’intenzionale sconfinamento per aggirare le difese ucraine, poco probabile perché subito , come del resto è successo, le difese della Nato si sarebbero attivate. Insomma il mistero resta dato che da Mosca non arrivano spiegazioni.
Di certo c’è però il fatto che quanto accaduto cade come il cacio sui maccheroni preparati da Ursula Von Der Leyen e dai suoi soci guerrafondai europei, In mezzo alle politiche di bilancio dei paesi europei che devono trovare i soldi per il riarmo e per portare la spesa per la difesa al 5 per cento del Pil un’avvenimento come questo rafforza la loro narrazione che occorre armarsi, sottraendo le risorse dalla sanità, dalle pensioni, dall’istruzione, per impedire che Putin decida di invaderci dopo aver preso l’intera Ucraina.
Se poi volessimo mettere sui piatti di una bilancia i due avvenimenti per pesarne la gravità non penso ci voglia molto a capire che il piatto penderebbe verso l’attacco in Qatar. Ma per i doppi standard la bilancia è superflua: il piatto pende sempre dalla parte che vogliamo noi, in questo caso non c’è paragone tra la gravità dell’invasione di 19 droni senza esplosivo sul territorio immacolato della Nato rispetto a un bombardamento compiuto con 10 aerei ai danni un paese sovrano come il Qatar per noi.
Infine non possiamo dimenticare che Israele sta platealmente cercando di intimidire i partecipanti alla missione umanitaria della Flottilla Global Sumud attaccando le loro imbarcazioni ferme nei porti della Tunisia. Ieri, per la seconda volta, una nave della Flottilla è stata attaccata da un drone che ha sganciato un ordigno incendiario provocando danni sul ponte. Dopo una precedente smentita anche le autorità tunisine hanno dichiarato che la prima imbarcazione attaccata è stata colpita da un drone. Ma questo in televisione non si dice, bisogna sempre comportarsi da servi di Israele e mantenere il silenzio informativo. Bisogna invece concentrarsi sulle minacce russe alle nostre democrazie e alle nostre libertà che possono essere difese solo con armi, armi e ancora armi.
E Donald Trump? Non ha detto nulla riguardo ai droni invasori. Forse perché, strano a dirsi, si è reso conto che quanto accaduto è poco rilevante o perché oramai il conflitto tra Russia e Ucraina è un problema europeo e quindi anche lo sconfinamento in Polonia dei droni è un affare dell’Europa e non lo riguarda e che deve essere risolto da Bruxelles. In fondo a lui che il conflitto continui e che le tensioni si aggravino conviene: ci vende le armi.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

