Nicolas MaduroNicolas Maduro

LA MARINA DEGLI  STATI UNITI SEQUESTRA UN PESCHERECCIO VENEZUELANO 

 

Il Venezuela ha denunciato l’assalto illegale da parte di un cacciatorpediniere della Marina degli Stati Uniti di un peschereccio che navigava a 48 miglia nautiche a nord-est dell’isola di La Blanquilla, nelle acque della Zona Economica Esclusiva venezuelana.

L’assalto al peschereccio venezuelano è stato compiuto da 18 soldati armati  che sono saliti sull’imbarcazione dei pescatori, i militari statunitensi sono rimasti sul peschereccio per 8 ore trattenendo i componenti dell’equipaggio, ha spiegato il Ministero degli Affari Esteri in una dichiarazione condivisa dal ministro degli Esteri Yvan Gil.

Come ha spiegato il Ministero degli Esteri, la nave venezuelana che aveva a bordo 9 pescatori di tonno, è stata “assalita in modo illegale e ostile da un cacciatorpediniere della Marina degli Stati Uniti, la USS Jason Dunham (DDG-109), equipaggiato con potenti missili da crociera e con equipaggio di marines altamente addestrati”. 

Si tratta chiaramente di una provocazione che ha lo scopo di provocare un incidente al fine di giustificare  un’escalation di guerra nei Caraibi, con l’obiettivo di portare avanti la narrazione che lo stato venezuelano sia coinvolto nel traffico di droga verso gli Stati Uniti.

Il ministero degli esteri ha anche riferito che, in adempimento del suo dovere costituzionale, la Forza Armata Nazionale Bolivariana “ha monitorato e registrato l’incidente minuto per minuto” fino al rilascio dei pescatori, “dimostrando la piena capacità del Venezuela di sorvegliare, dissuadere e rispondere a qualsiasi minaccia”.

“Il governo venezuelano chiede al governo degli Stati Uniti di cessare immediatamente queste azioni che mettono a rischio la sicurezza e la pace dei Caraibi, invitando il popolo statunitense a riconoscere la gravità di queste manovre e a rifiutare l’uso dei suoi soldati sacrificabili per sostenere i desideri di un’élite avida e predatoria”, si legge nella dichiarazione del Ministero degli Esteri.

La vicepresidente del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha esortato Washington a cessare immediatamente “le loro imbarazzanti azioni militari” e le molestie ai pescatori venezuelani.

“Sono stati causati abbastanza danni al popolo venezuelano con il loro criminale blocco economico. Il Venezuela non si arrenderà mai, e in ogni circostanza difenderà, in unione nazionale, il suo sacro diritto alla pace”, ha affermato, concludendo il suo messaggio con un deciso “YANKEE GO HOME!”.

Lo scorso agosto, i media internazionali hanno annunciato un dispiegamento militare statunitense nei Caraibi meridionali per, presumibilmente, affrontare i cartelli della droga. Allo stesso modo, il procuratore generale degli Stati Uniti, Pamela Bondi, ha raddoppiato, portando da 25 a 50 milioni di dollari,  la ricompensa per chi fornisca  informazioni che portino alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, accusato infondatamente  di guidare un “cartello che si dedica al traffico di droga”.

Caracas rifiuta tale accuse e denuncia che queste manovre sono orientate a forzare un cambiamento politico e a impadronirsi delle risorse naturali che il paese sudamericano possiede.

Nonostante l’aumento degli attriti, il presidente venezuelano si è mostrato aperto al dialogo con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a condizione che non si imponga la “diplomazia delle cannoniere” del suo segretario di Stato, Marco Rubio.

La settimana precedente, il Pentagono ha denunciato che due aerei militari venezuelani avevano volato “vicino a una nave della Marina degli Stati Uniti in acque internazionali”, che ha definito un movimento “provocatorio” per interferire con le loro “operazioni contro il narcoterrorismo” nella zona, minacciando poi di abbattere gli aerei venezuelani se si fossero avvicinati nuovamente alle navi statunitensi. 

Nel frattempo, Maduro ha dichiarato che il paese passerà alla lotta armata se dovesse essere oggetto di aggressione. In questo contesto, ha sottolineato che Washington “deve abbandonare il suo piano di un cambio di regime violento in Venezuela e in tutta l’America Latina e nei Caraibi”.

Questa non è la prima volta che un’imbarcazione venezuelana viene coinvolta in un azione militare degli Stati Uniti. Dieci giorni fa in un video, palesemente falso,  diffuso da Donald Trump una piccola imbarcazione che secondo la Casa Bianca stava trasportando un ingente quantitativo di droga dal paese sud americano verso gli stati Uniti era stata affondata. Il video, come detto era falso e prodotto con l’intelligenza artificiale, ma l’imbarcazione era stata effettivamente affondata provocando la morte di 11 persone che, presumibilmente, volevano abbandonare il paese in modo illegale.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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