GLI STATI UNITI AFFONDANO UN’ALTRA NAVE VENEZUELANA CHE AVREBBE TRASPORTATO DROGA
Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che le forze armate degli Stati Uniti hanno affondato un’altra nave che stava trasportando droga dal Venezuela al suo paese mentre si trovava nell’area di responsabilità del Comando Sud.
L’attacco all’imbarcazione che trasportava narco trafficanti sarebbe il secondo dopo che il 2 settembre scorso lo stesso Trump aveva annunciato l’affondamento di un’altra barca anche questa proveniente dal Venezuela e contenente un’ingente quantitativo di stupefacenti con destinazione Stati Uniti.
“L’attacco è avvenuto mentre questi narcoterroristi venezuelani, confermati, si trovavano in acque internazionali trasportando narcotici illegali (un’arma mortale che avvelena gli americani!), diretti negli Stati Uniti”, si legge in parte del messaggio pubblicato dal presidente sulla sua rete Truth Social.
Secondo Trump, l’evento, che ha definito un “attacco”, “ha provocato la morte di tre terroristi maschi in combattimento”, mentre “nessun membro delle forze armate statunitensi è stato ucciso”.
In accordo con quanto esposto in altre occasioni, l’inquilino della Casa Bianca ha difeso la condotta degli Stati Uniti, considerando che “questi cartelli del traffico di droga estremamente violenti rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale, la politica estera e gli interessi vitali degli Stati Uniti”.
Il presidente ha allegato al suo messaggio un video in cui si vede una piccola barca, di quelle comunemente utilizzate per la pesca artigianale, contrassegnata come bersaglio di un’arma. La barca viene poi colpita da un proiettile a lunga distanza e brucia. Non è mostrato il combattimento che, secondo quanto affermato da Trump, si è svolto tra l’equipaggio della barca e la Marina degli Stati Uniti.
Allo stesso modo, come già accaduto lo scorso 2 settembre in un’operazione simile, non ha specificato dove si è verificata l’esplosione della barca o quale sia stata la procedura utilizzata per determinare chi trasportava droga, la provenienza della nave, la nazionalità degli occupanti o la loro appartenenza a un determinato cartello di narcotrafficanti..
Gli attacchi terroristici statunitensi nei confronti dei pescatori venezuelani continuano. Infatti, il fine settimana, un peschereccio venezuelano è stato intercettato da un cacciatorpediniere statunitense nelle acque della zona economica esclusiva del paese caraibico. I membri dell’equipaggio sono rimasti detenuti per più di otto ore, il che ha provocato la condanna unanime da parte di Caracas, che ha definito l’evento un “assalto illegale”.
Domenica, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è stato consultato sulla possibilità di ordinare attacchi al territorio continentale del Venezuela, con il pretesto della presunta lotta antidroga: “Vediamo cosa succede”, ha risposto.
Lunedì, il governo cinese ha ritenuto che le azioni degli Stati Uniti nei Caraibi “minacciano la pace e la sicurezza regionale, hanno gravemente violato la sovranità, la sicurezza e i diritti legittimi di altri paesi e hanno violato il diritto internazionale”.
L’amministrazione Trump ha alzato il suo tono bellicoso contro Caracas dallo scorso agosto, quando i media internazionali hanno annunciato un dispiegamento militare statunitense nei Caraibi meridionali per, presumibilmente, affrontare i cartelli della droga.
Allo stesso modo, il procuratore generale degli Stati Uniti, Pamela Bondi, ha raddoppiato, portando a 50 milioni di dollari, la taglia per chiunque fornisca informazioni atte all’arresto del presidente venezuelano Nicolas Maduro accusato infondatamente di essere a capo di un “cartello che si dedica al traffico di droga.
Per Caracas, la vera intenzione di Washington con queste manovre è quella di forzare un cambiamento politico in Venezuela, che permetta al governo degli Stati Uniti di impadronirsi delle risorse naturali del paese sudamericano. (RT)
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

