La ministra della difesa lituana Dovile ŠakalienėLa ministra della difesa lituana Dovile Šakalienė

LITUANIA: ABBATTERE I JET RUSSI CHE SCONFINANO NEL TERRITORIO DELLA NATO 

 

La Lituania ha deciso di mostrare i muscoli dopo che tre caccia MIG 31 russi hanno presumibilmente sconfinato sul territorio estone due giorni fa. 

La ministra della difesa lituana Dovile Šakalienė ha dichiarato che i Paesi della NATO devono reagire con decisione se gli aerei russi violano lo spazio aereo dell’Alleanza. La ministra ha scritto su X che “Tre caccia russi sopra Tallinn sono un’altra prova concreta che la ‘Guardia Orientale’ è da tempo necessaria. Il confine nord-orientale della NATO non viene testato senza motivo. Dobbiamo agire seriamente. La Turchia ha dato l’esempio 10 anni fa. C’è molto su cui riflettere”. 

Dovile Šakalienė ha citato nel suo messaggio quanto accadde nel 2015 quando un F-16 della Turchia ha abbattuto un Sukhoi Su-24 russo per una presunta violazione dello spazio aereo di Ankara. Ma cosa successe quel giorno? Francesco Dall’Aglio in un post su Telegram ci ricorda quanto avvenne.

La poveretta si riferisce all’incidente del 24 novembre 2015, quando un Sukhoi Su-24 (che è un’aereo da attacco al suolo) è stato abbattuto da un F-16 turco per una presunta violazione dello spazio aero mentre era impegnato in una operazione di bombardamento in Siria. 

Fin qui poco male, l’equipaggio si era lanciato con successo, ma una volta a terra (in Siria, tra l’altro, vicino al villaggio di Yamadi nel Latakia, il che getta un po’ di dubbi sulla versione turca degli eventi, ovvero che l’aereo russo fosse in Turchia) il pilota è stato ucciso dai ribelli siriani, un gruppo misto di turkmeni e Al-Nusra (parenti dei galantuomini al potere adesso, se non proprio gli stessi), che hanno ucciso anche un marine russo della squadra di recupero. 

La leggenda vuole che non vi sia stata nessuna conseguenza. In realtà ce ne sono state, e molte. Il giorno dopo l’incidente Medvedev, all’epoca primo ministro, cancellò tutti i programmi di cooperazione economica con la Turchia, incluso il gasdotto Turkish Stream; le importazioni di prodotti alimentari turchi vennero bloccate, così come i permessi di lavoro dei turchi in Russia, i pacchetti-vacanza in Turchia e i voli charter dei tour operator russi, mentre i controlli di sicurezza sulle compagnie aeree turche negli scali russi furono aumentati talmente tanto da rendere loro sostanzialmente impossibile lavorarci. La campagna di bombardamento contro i turkmeni nel Latakia riprese con entusiasmo, ogni avvertimento turco a non operare vicino al confine venne ignorato completamente e i turchi si guardarono bene dall’intervenire di nuovo; un convoglio di “aiuti” proveniente dalla Turchia e diretto ai loro proxy in Siria venne bombardato e distrutto, il Ministero della Difesa russo interruppe ogni contatto con il suo omologo turco e la Turchia ed Erdogan personalmente vennero accusati ufficialmente di essere paesi sponsor del terrorismo e di ricavare profitto dal petrolio siriano contrabbandato dai ribelli che sostenevano. 

La situazione si fece sempre più tesa e anche in Turchia in parecchi cominciarono a chiedere al governo una ricomposizione, finché nel giugno 2016 Erdogan mandò una lettera a Putin nella quale espresse “il suo più profondo rammarico” per l’accaduto. Ciliegina sulla torta, i due piloti responsabili dell’abbattimento furono arrestati perché, a detta sua, erano sospettati di appartenere al movimento gülenista e di avere dunque agito per danneggiare la Turchia e il suo governo. Non un grandissimo esempio, insomma.

Alla ministra della difesa lituana consigliamo di leggersi la storia prima di esprime suggerimenti che potrebbero avere conseguenze non troppo edificanti. Ma non solo Dovile Šakalienė non conosce la storia, infatti anche il presidente della Repubblica Ceca Peter Pavel si è allineato ai suggerimenti della sua collega lituana.

Petr Pavel, seguendo il Ministro della difesa lituano, ha rilasciato una dichiarazione clamorosa: gli aerei delle Forze Aerospaziali Russe che presumibilmente violano lo spazio dei Paesi NATO devono essere abbattuti. 

“La violazione dello spazio aereo è motivo per attivare i meccanismi di difesa e, di conseguenza, per abbattere tale aereo. E questo, naturalmente, nessuno lo vorrebbe — né dalla nostra parte, né da quella russa”, -ha dichiarato Pavel, aggiungendo che proprio questa reazione “adeguata” presumibilmente fermerà Mosca.

Infine è utile ricordare che la Lituania, come del resto l’Estonia e la Lettonia, non hanno una propria difesa aerea, i cieli dei guerrafondai paesi baltici, che da sempre si mettono in prima linea per combattere l’invasore russo, è garantita dagli altri membri della Nato. 

Per concludere non dimentichiamoci che gli Stati Uniti hanno informato i paesi baltici che intendono ridurre l’assistenza militare a queste nazioni. Ufficialmente questa decisione è stata presa da Washington perché vogliono concentrare la loro attenzione in altri ambiti, inclusa la difesa stessa degli Stati Uniti. Tale decisione impatterà soprattutto sugli altri membri della Nato che dovranno provvedere alla sicurezza di Lettonia, Estonia e Lituania con i loro mezzi e, ovviamente, con i nostri soldi.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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