TRUMP PRESENTA PIANO DI PACE PER GAZA
Donald Trump ha presentato un nuovo piano di pace in 21 punti a Israele e ad Hamas nel tentativo di raggiungere un cessate il fuoco nella striscia di Gaza.
Il canale saudita Al-Hadath ha pubblicato i dettagli del piano di pace in 21 punti elaborato da Donald Trump. Tra i punti principali figurano “l’immediato invio di aiuti illimitati attraverso le Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali, la chiusura del fondo umanitario a Gaza (Ghf), la raccolta delle armi di Hamas da parte di una forza araba e internazionale, l’impegno statunitense a non permettere a Israele di annettere la Cisgiordania, un graduale ritiro israeliano dalla Striscia, la creazione di un corridoio di sicurezza non presidiato intorno a Gaza e un’offerta di amnistia ai leader di Hamas in cambio del loro ritiro dalla “striscia.
Il punto 15 del piano di Trump recita che “Gli Stati Uniti collaboreranno con i partner arabi e internazionali per sviluppare una forza di stabilizzazione internazionale temporanea che verrà immediatamente dispiegata a Gaza per supervisionare la sicurezza nella Striscia.
La forza di stabilizzazione dovrebbe sviluppare e addestrare un corpo di polizia palestinese, che fungerà da organo di sicurezza interna a lungo termine”.
Il piano prevede quindi anche il ritiro parziale delle forze di difesa israeliane dalla striscia dopo il rilascio, entro 48 ore dalla firma dell’accordo, di tutti gli ostaggi detenuti da Hamas, riferisce la CNN citando persone informate sui fatti. Verranno rilasciati da Tel Aviv un migliaio di prigionieri palestinesi tra cui da 100 a 200 detenuti all’ergastolo.
Hamas avrebbe in linea di principio accettato il piano di Donald Trump, ma c’è da chiedersi se si potranno fidare del presidente degli Stati Uniti e soprattutto del governo israeliano. Occorre ricordare che durante le trattative di pace a Doha Israele ha bombardato, sotto la supervisione statunitense, il luogo dove si stavano svolgendo le trattative. Inoltre Tel Aviv rispetterà quanto proposto o sarà solo un modo per portare a casa gli ostaggi?
Fidarsi di Trump e Netanyahu per i palestinesi non sarà facile: il primo ha solo il desiderio di essere ricordato come colui che ha fatto cessare un’altra guerra, mentre il secondo, spinto dai suoi desideri e da quelli della parte più estrema che lo sostiene al governo, mira ad appoderarsi di tutti i territori palestinesi, Cisgiordania inclusa.
Inoltre chi medierà sul rispetto da parte israeliana agli accordi? A livello internazionale non pare proprio ci sia la volontà di sanzionare Israele se non rispetterà quanto previsto nel piano. Non siamo riusciti in quasi due anni di massacri a imporre una sanzione a Tel Aviv, figuriamoci se saremo in grado di farlo adesso se Netanyahu e soci dovessero, dopo qualche settimana, iniziare nuovamente i bombardamenti con la scusa, magari, che ancora qualche membro di Hamas sia rimasto nella zona.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info
