MELONI: “IL WEEKEND LUNGO E LA RIVOLUZIONE NON STANNO INSIEME”
Vorrebbero facessimo finta che non fosse successo nulla, ma l’abbordaggio da parte di Israele alle barche della Sumud Flotilla nelle acque internazionali antistanti a Gaza è di una gravità assoluta e ha risvegliato la coscienza degli italiani.
Ieri sera, intorno alle 20 ora italiana, è iniziato l’abbordaggio da parte israeliana delle barche che stavano cercando di portare aiuti alimentari a Gaza rompendo l’illegale blocco navale che dal 2009 Tel Aviv, nella consueta indifferenza internazionale, sta compiendo. Appena arrivata la notizia dell’inizio dell’abbordaggio migliaia di persone in decine di città si sono riversate nelle strade per manifestare il loro disappunto all’azione illegale di Israele e per ribadire il loro sostegno alla Flotilla.
Al momento di scrivere non tutte le navi che componevano la Flotilla sono state intercettate e abbordate, una decina si stanno dirigendo verso Gaza, ma il loro viaggio purtroppo sarà interrotto come accaduto alle altre imbarcazioni fermate e sequestrate dalle forze di difesa israeliane. Nel mezzo dell’azione israeliana i nostri Governanti riuniti a Copenaghen non hanno avuto tempo per esprimere, per lo meno, solidarietà alle persone fermate sulle barche dagli israeliani, aspettarsi una condanna sarebbe stato troppo. Non hanno avuto tempo perché dovevano pensare alle minacce provenienti dal Mosca, dovevano studiare il modo per accaparrarsi i fondi russi congelati nelle banche europee per dirottarli a Kiev, dovevano pensare a come realizzare il fantasmagorico “muro di droni” ai confini est dell’unione necessario per impedire eventuali sconfinamenti nel nostro giardino dorato.
La Cgil ha indetto per domani uno sciopero generale per protestare contro l’abbordaggio delle navi della Sumud Flotilla, prontamente ribattezzata dagli israeliani in Hamas, Flottilla, a cui immagino parteciperanno migliaia di italiani indignati per quanto accaduto. Intanto diverse università sono state occupate dagli studenti in attesa di partecipare allo sciopero di domani.
Il nostro governo si è distinto nuovamente per la sua assoluta compiacenza a Netanyahu e soci. Le dichiarazioni di Giorgia Meloni non lasciano dubbi, ha infatti dichiarato questa mattina che “Mi sarei aspettata che i sindacati almeno su una questione che reputavano così importante” come Gaza “non avessero indetto uno sciopero generale di venerdì. Il weekend lungo e la rivoluzione non stanno insieme”, aggiungendo poi che a ripetere che tutto questo non porti alcun beneficio al popolo della Palestina. In compenso mi pare di capire che porterà molti disagi al popolo italiano”.
In risposta allo sciopero il ministro dei trasporti Matteo Salvini ha dichiarato che sta valutando la possibilità di ricorrere alla precetazione, cosa questa che onorerebbe il riconoscimento ricevuto da Israele per la sua oramai proverbiale inclinazione a sostenere il governo di Tel Aviv.
Altri esponenti di governo, allineandosi a quanto sostenuto da Meloni, hanno ritenuto di qualificare le oltre 500 persone che hanno deciso di sfidare Israele come degli irresponsabili. Questi irresponsabili avrebbero, secondo loro, dovuto fermarsi e non sfidare la marina israeliana perché lo scopo della missione, ovvero quello politico, era stato raggiunto.
Sarebbero 22 gli italiani fermati dalle autorità israeliane che saranno portati di fronte a un giudice. Nell’udienza gli verrà chiesto di dichiarare di essere entrati illegalmente nel paese per poi essere immediatamente rimpatriati. Dovranno in pratica, per evitare di essere incarcerati e accusati di terrorismo, dichiarare il falso perché loro non sono entrati illegalmente in Israele, sono stati catturati in acque internazionali, acque che Tal Aviv considera sue come tutti i territori palestinesi.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

