PACE TRA UCRAINA E RUSSIA: STATI UNITI E EUROPA DUE POSIZIONI DIVERSE
La presidente del consiglio Giorgia Meloni nell’informativa al Senato sul prossimo Consiglio d?Europa ha dichiarato che la posizione italiana sull’Ucraina non cambia.
“Sull’Ucraina la nostra posizione non cambia e non può cambiare, davanti alle vittime civili e all’immagini delle case sistematicamente bombardate dai russi sulla popolazione civile che resiste da oramai quattro anni”, ha dichiarato Giorgia Meloni.
In precedenza in varie dichiarazioni i politici europei hanno ribadito che i confini dell’Ucraina non possono essere modificati con la forza.
Due posizioni, quelle di Meloni e dei politici europei, che sono in netta contraddizione con quanto affermato da Trump durante il suo colloquio con Zelensky la settimana scorsa. Il presidente statunitense esortato Zelensky a cedere parte del suo territorio in cambio della pace e della fine del conflitto.
Ora dall’Unione Europea arriva pure la notizia che il blocco intende sostenere il progetto di pace di Trump. Ma se si analizzano le dichiarazioni si capisce che sono in perfetta antitesi. Da una parte si chiede che la Russia abbandoni i territori conquistati, che ritiri le proprie truppe e provveda al risarcimento dei danni di guerra. Dall’altra, la posizione di Trump, forse più realista o semplicemente dettata dalla voglia di far terminare il conflitto, riconosce alla Russia i territori conquistati e implicitamente la sconfitta di Kiev, sabbia negli occhi per l’Unione Europea.
Trump dichiara, dopo aver ottenuto il fragile cessate il fuoco tra Israele e Hamas, che tra poco farà terminare anche il conflitto tra Mosca e Kiev. Vuole incontrare il Putin a Budapest per discutere i dettagli per mettere la parola fine alla guerra, ma pare evidente che gli europei tutto vogliono meno che le ostilità arrivino al capolinea.
Proprio la posizione europea è la discriminante tra i due conflitti. Nel conflitto tra Israele e Hamas l’Unione Europea stava dalla parte di chi in pratica vinceva, ovvero Israele, nella guerra tra Mosca e Kiev invece sta dalla parte di chi la guerra la sta perdendo, ovvero l’Ucraina. Se Trump cerca di mediare tra Ucraina e Russia, i politici europei continuano ad appoggiare indefinitamente Zelensky sostenendo che la Russia deve tornare a casa propria.
Ma nelle guerre, da che il mondo è mondo, le condizioni le dettano i vincitori e non i vinti. Pare però che questo i guerrafondai di Bruxelles non lo intendano e quindi una pace sarà difficile da raggiungere. Per portare avanti la loro narrazione ci vengono a dire che è Putin che non vuole sedersi al tavolo delle trattative facendo naufragare anche il possibile incontro con il presidente statunitense a Budapest. Se però il vertice tra i due capi di stato avvenisse e Trump continuasse a sostenere che Kiev di fatto ha perso la guerra e deve cedere parte dei suoi territori come la prenderanno gli europei?
Ecco dunque arrivare la notizia, diffusa da Reuters, che riferisce che la Russia avrebbe inviato una dichiarazione privata agli Stati Uniti durante il fine settimana con le sue condizioni di pace.
A tale proposito Dmitri Peskov ha ribadito che la posizione di Mosca al riguardo non è cambiata da giugno 2024.
Il portavoce del Cremlino ha commentato i resoconti dei media che indicano che la Russia avrebbe delineato le sue condizioni per una soluzione pacifica del conflitto ucraino.
“La Russia lo ha fatto ripetutamente. La nostra posizione è ben nota. Il nostro presidente ha espresso le nostre condizioni chiaramente e sono ben note. Non abbiamo altre notizie al riguardo per ora”, ha detto Peskov.
Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato più volte che le condizioni per un accordo da lui formulate nel giugno 2024 rimangono in vigore.
La proposta prevede che Kiev ritiri completamente le sue truppe dalle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk e dalle province di Zaporozhie e Kherson (incorporate in Russia dopo consultazioni popolari nel 2022) e riconosca questi territori, così come Crimea e Sebastopoli, come soggetti della Federazione Russa. Inoltre, devono essere garantiti la neutralità, il non allineamento, nonché la denuclearizzazione, la smilitarizzazione e la denazificazione dell’Ucraina.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

