Incendio in una raffineriaIncendio in una raffineria

UE APPROVA 19° PACCHETTO DI SANZIONI CONTRO MOSCA MENTRE TRE RAFFINERIE ESPLODONO 

 

In Ungheria, Romania e Slovacchia si sono verificati tre incidenti ad altrettanti raffinerie legate direttamente alla Russia, una tragica fatalità?

Ieri a Bratislava, in Slovacchia, un attentato ha colpito una raffineria di proprietà dell’impresa ungherese Mol che raffina petrolio russo proveniente dal gasdotto Druzhba. In precedenza, un incendio è divampato nel più grande impianto di raffinazione del petrolio dell’Ungheria a Százhalombatta, che riceve anch’esso petrolio tramite il gasdotto Druzhba, inoltre  si è verificata un’esplosione nell’impianto di raffinazione Petrotel di proprietà della russa Lukoil in Romania.

Tre tragiche coincidenze? Se così fosse il destino sarebbe stato crudele con la Russia dato che in due casi le raffinerie colpite raffinano petrolio proveniente da Mosca e in uno la proprietà è russa. Si può verosimilmente pensare a una chiara strategia che mira a colpire gli interessi russi all’estero e a ridurre drasticamente l’uso del petrolio russo in Europa, come più volte richiesto dalla stessa Unione Europea.

In una condizione normale qualcuno nei governi ungheresi e slovacchi si sarebbe fatto qualche domanda, ma evidentemente sia Orban che Fico, nonostante i loro proclami, si allineano alle direttive imposte da Bruxelles.

A tale proposito è utile ricordare che l’Unione Europea ha approvato il 19° pacchetto di sanzioni e per farlo anche la Slovacchia e l’Ungheria, sempre ostile a parole nel sostenere sanzioni nei confronti della Russia, non si sono opposte e non hanno messo il veto al provvedimento.

Nel 19° pacchetto di sanzioni contro la Russia, questo sì che sarà quello che definitivamente farà fallire Mosca, l’Unione Europea, ha annunciato sul suo account X l’alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza del blocco comunitario europeo, Kaja Kallas, colpirà banche, servizi ed entità in Cina e India. 

“Abbiamo appena approvato il nostro 19º pacchetto di sanzioni. È rivolto a banche russe, servizi di scambio di criptovalute ed entità in India e Cina, tra gli altri”, ha spiegato, inoltre verranno limitati i movimenti dei diplomatici russi in Europa per contrastare i tentativi di destabilizzazione.

Il blocco europeo ha adottato la mossa un giorno dopo che il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato l’imposizione di sanzioni contro due importanti compagnie petrolifere russe, Lukoil e Rosneft, come ulteriore misura per fare pressione sul governo russo affinché vada avanti verso una risoluzione del conflitto ucraino.

Ma tornando ai tre incidenti, chiamiamoli così in attesa delle indagini, ammesso avvengono,  avvenuti nelle raffinerie penso che nessuno si altererà visto i precedenti. Mi riferisco chiaramente a quanto accaduto ai gasdotti North Stream 1 e2 fatti saltare in aria ufficialmente da un gruppo di sommozzatori provenienti dall’Ucraina, lo stesso paese che sosteniamo all’infinito, di cui nessuno ha chiesto conto. Quindi anche gli incidenti alle raffinerie resteranno sicuramente senza un colpevole, perché scoprire che sono stati i servizi segreti ucraini, magari appoggiati da qualche paese europeo, forse non appartenente all’Unione Europea, potrebbe far aprire gli occhi a qualcuno.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info  a

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