ATTIVI RUSSI CONGELATI: TUTTO BLOCCATO PER ORA
la storia infinita: il recente vertice del Consiglio d’Europa nel quale, tra le altre cose, si è dibattuto l’uso degli attivi russi congelati nelle banche europee da usare per un prestito all’Ucraina non ha sciolto il dilemma se rubarli o meno.
Il dilemma se infrangere le regole del diritto internazionale per rubare i soldi di Mosca congelati e consegnarli a Kiev come prestito non si è sciolto. Infatti la decisione è stata posticipata al prossimo dicembre a causa dell’opposizione del Belgio ad assumersi l’intero onere dei rischi che la misura potrebbe comportare, riferisce Politico.
Il recente vertice dei leader dell’UE a Bruxelles non ha prodotto progressi sui cosiddetti “prestiti di riparazione” all’Ucraina – che si prevede di eseguire utilizzando 140 miliardi di euro provenienti dalle risorse russe – poiché il primo ministro belga Bart De Wever ha assunto una posizione “sorprendentemente” intransigente, ha detto al media un funzionario europeo.
In pratica il primo ministro del Belgio chiede che tutti i paesi europei si assumano il rischio di usare gli attivi russi, vuole che in caso di una controversia non sia solo il suo paese a dover risarcire Mosca. Tradotto in parole povere se un tribunale, dopo la confisca degli attivi russi sentenziasse che la decisione è stata presa in modo illegittimo, tutti i membri del blocco comunitario partecipino al risarcimento. Se ciò avvenisse, facendo il conto della serva, il nostro paese dovrebbe risarcire la Russia con circa 5 miliardi di euro dividendo in parti uguali il debito, altrimenti sarebbero molti di più, ad esempio se si prendesse il numero di abitanti come fattore per la divisione potremmo arrivare ad oltre 10 miliardi, visto che si sta parlando di 140 miliardi di euro.
La Commissione dovrà dunque lavorare più a lungo con i paesi membri, compreso il Belgio, se vuole raggiungere un accordo al prossimo vertice, il 19 dicembre.
Nel documento approvato dal Consiglio d’Europa si legge che “Nel rispetto del diritto dell’Ue, i beni della Russia dovrebbero rimanere immobilizzati finché la Russia non cesserà la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina e non la risarcirà per i danni causati dalla sua guerra”. Dichiarazione piuttosto schizofrenica.
In ogni caso l’Unione europea “si impegna a far fronte alle urgenti esigenze finanziarie dell’Ucraina per il 2026-2027, anche per i suoi sforzi militari e di difesa”, usando ovviamente i nostri soldi.
Christine Lagarde, Presidente della BCE, ha risposto riguardo all’uso dei fondi russi che “le cose devono essere in linea con il diritto internazionale, preservare la stabilità finanziaria e che ci deve essere solidarietà”. Quindi se si dovesse usare il diritto internazionale e non addomesticarlo alle nostre esigenze di cassa i fondi russi non potrebbero essere usati.
Ma si sa, i soldi sono pochi, le voglie invece sono molte più e dunque qualcosa per continuare la guerra ci dovremmo pure inventare. Usare il diritto internazionale secondo i casi, con il consueto doppio standard, fa parte del modo di operare delle nostre democrazie.
Infine, se caso mai venisse deciso di rubare i soldi a Mosca, i nostri governanti dovranno far i conti anche con Zelensky e soci. Infatti da Kiev, prima del consiglio, hanno messo le mani avanti ribadendo che proprio l’Ucraina deve decidere come spendere i soldi e non gli europei, In vista ci saranno altre ville, gioielli per le mogli, viaggi e molto ancora …
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

