Il Ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez ParrillaIl Ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez Parrilla

DONALD TRUMP: O VOTI A FAVORE DEL BLOCCO A CUBA O TI SANZIONO 

 

Il ministro degli esteri cubano Bruno Rodriguez Parrilla ha denunciato che gli Stati Uniti stanno facendo pressione su alcune nazioni perché cambino il loro voto in occasione della presentazione, il 28 e 29 ottobre, durante la sessione ordinaria dell’Assemblea Generale dell’ONU della risoluzione presentata da Cuba intitolata “Necessità di sollevare il blocco economico, commerciale e finanziario imposto all’isola dagli Stati Uniti d’America”.

Anche quest’anno il governo cubano ha presentato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite una risoluzione nella quale si chiede ai membri dell’assemblea di esprimersi sulla necessità di sollevare il blocco economico, commerciale e finanziario nei confronti di Cuba imposto dagli Stati Uniti. Come avviene oramai da decenni tutte le nazioni del mondo, ad eccezione ovviamente degli Stati Uniti e del loro figlioccio israeliano, votano a favore dell’abolizione del blocco.

Quest’anno la diplomazia statunitense sta minacciando i paesi europei e dell’America Latina perché modifichino il loro voto  a favore di Cuba. Bruno Rodriguez Parrilla cita una pubblicazione dell’agenzia reuters nella quale riferisce che il dipartimento di stato degli Stati Uniti ha inviato una lettera a vari governi minacciandoli di sanzioni nel caso non seguissero le indicazioni a loro impartite dalla Casa bianca.

Nella lettera sono riportate, secondo le parole del ministro cubano, le solite falsità, come l’affermazione che non esiste nessun blocco contro l’isola, che tutti i problemi che quotidianamente il popolo soffre  dipendono dall’inefficienza del governo di Cuba e non dal blocco. Viene sottolineato inoltre che Cuba è una minaccia alla pace e alla stabilità della regione e che quindi occorre perseguire in questa direzione. Ma non esisteva il blocco?

Il dipartimento di stato ha inviato una prima lettera l’8 ottobre, seguita da una seconda il 17 nella quale i velati “avvertimenti” diventano vere e proprie minacce. Minacce che comporterebbero l’applicazione di sanzioni per quei paesi che non rispettino le direttive impartite dalla Casa Bianca, ovvero votare contro la risoluzione presentata da Cuba.

Una vergognosa campagna che intende legittimare a livello internazionale il genocida blocco economico, commerciale e finanziario a cui Cuba è sottoposta dal 1962 per aver deciso di non sottostare più alle politiche dettate per decenni dagli Stati Uniti, per aver deciso legittimamente di essere sovrano. 

Ovviamente, nelle lettere inviate ai governi, non mancano da Washington di accusare Cuba di sistematica violazione dei diritti umani. I soliti diritti umani che gli Stati Uniti, detentori a livello mondiale del loro rispetto, violano in continuazione senza che nessuno dica nulla. A tale proposito Bruno Rodriguez Parrilla ricorda come gli Stati Uniti abbiano palesemente consentito a Israele di bombardare e  uccidere il popolo palestinese nella striscia di Gaza o come, stiano minacciando la pace della regione caraibica con le loro azioni aggressive nei confronti del Venezuela.

Insomma il pacifista della domenica Donald Trump, seguendo le indicazioni del suo segretario di stato Marco Rubio, acerrimo nemico di Cuba, sta cercando di imporre ai suoi vassalli in giro per il mondo un cambiamento nella votazione all’Assemblea delle Nazioni Unite. Una votazione che ha visto l’unanime ripudio al blocco da lui sostenuto e ampliato con centinaia di ulteriori misure sanzionatorie. Un blocco che ha lo scopo di implementare una sovversione interna all’isola per poi mettere a capo del governo una marionetta come era Fulgencio Batista prima della rivoluzione vinta da Fidel castro nel 1959.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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