UCRAINA RINGRAZIA CUBA VOTANDO A FAVORE DEL BLOCCO
Oggi si è dibattuto all’assemblea Generale delle Nazioni Unite la risoluzione presentata da Cuba sulla necessità di mettere fine al sessantennale blocco economico, commerciale e finanziario nei confronti di Cuba promosso dagli Stati Uniti.
Il risultato ha visto 165 paesi che hanno condannato la misura arbitraria e illegale degli Stati Uniti, 7 hanno espresso voto contrario alla risoluzione sostenendo quindi il blocco, mentre 12 le astensioni. Tra i paesi che hanno espresso il loro voto contrario c’è anche l’Ucraina con la motivazione che il governo di Cuba non ha fatto nulla per impedire il reclutamento di mercenari che stanno combattendo al lato della Russia. Affermazione questa che non ha trovato alcuna prova a sostegno, infatti il governo non ha inviato nessun cubano a combattere, quei pochi che hanno deciso di incorporarsi nelle file dell’esercito di Mosca lo hanno fatto di loro spontanea volontà reclutati direttamente in Russia.
Evidentemente la decisione di Kiev ha un valore più politico che pratico, Zelensky ha voluto dimostrare a Donald Trump la sua devozione, magari sperando poi di riceverne dei benefici come altre armi per combattere.
Inoltre non posso non ricordare come il governo di Kiev, la cui moralità è sotto gli occhi di tutti, si sia comportato in modo del tutto ingrato nei confronti di Cuba. Infatti il governo di Cuba ha messo a disposizione, dopo l’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl un programma specifico per l’aiuto dei bambini ucraini colpiti dalle radiazioni.
Il programma si chiamava “”Programma Umanitario Cubano per i Bambini di Chernobyl” ed ha inizio nel marzo 1990, circa quattro anni dopo il disastro, e si è protratto per oltre 21 anni. L’iniziativa fu promossa dal leader cubano Fidel Castro e fu estesa principalmente ai bambini di Ucraina, Bielorussia e Russia, le repubbliche più colpite dalla nube radioattiva.
L’obiettivo principale era offrire cure mediche gratuite, riposo e un ambiente sano a bambini e adolescenti che soffrivano di patologie legate alle radiazioni, in particolare disturbi alla tiroide, leucemie, cancri e problemi dermatologici. I pazienti (bambini e, in alcuni casi, i loro accompagnatori) venivano selezionati nelle zone più colpite con l’aiuto di medici locali.
I bambini venivano ospitati in un’enorme struttura appositamente attrezzata: il Complesso Sanatorio di Tarará, situato in una località balneare a circa 20 km da L’Avana. Questo posto offriva un ambiente pulito, mare, sole e aria non contaminata.* I piccoli pazienti ricevevano cure specialistiche complete, che includevano: controlli e terapie endocrinologiche (molti avevano problemi alla tiroide), cure oncologiche ed ematologiche, chirurgia (ad esempio, operazioni cardiache per malformazioni congenite), cCure dermatologiche e psicologiche.
Si stima che tra il 1990 e il 2011, più di 25.000 bambini, alcune fonti arrivano a 26.000, e, in alcuni casi, i loro familiari, siano stati curati a Cuba. Il governo cubano ha sostenuto l’intero costo del programma, stimato in oltre 350 milioni di dollari, nonostante le gravi difficoltà economiche che il paese stava attraversando durante il “Periodo Speciale” dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Il programma si è concluso gradualmente a partire dal 2009-2011, principalmente a causa dei costi elevati e del miglioramento della situazione sanitaria in Ucraina.
Il Programma per i Bambini di Chernobyl è ricordato come un enorme gesto di solidarietà internazionale da parte di Cuba, un piccolo paese in via di sviluppo. Per molte delle famiglie coinvolte, l’esperienza a Cuba è stata un vero e proprio salvataggio e ha lasciato un ricordo indelebile di gratitudine.
Questa è la gratitudine che il governo di Zelensky ha espresso nei confronti di Cuba che ha aiutato i bambini ucraini ad avere un futuro. Fai del bene che poi te ne sarà fatto … diceva qualcuno tempo fa.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

