KALLAS: PER AVERE LA PACE BISOGNA FARE LA GUERRA
Per Kaja Kallas , alto rappresentante per le politiche estere dell’Unione Europea, per avere la pace bisogna fare la guerra scimmiottando quanto già affermato dal pacifista della domenica Donald Trump.
In un video messaggio inviato alla maratona per la Pace della Cisl a Roma la funzionaria europea, nota per le sue affermazioni guerrafondaie, ha affermato che La verità è che se si comincia a investire nella difesa quando ne abbiamo bisogno è già troppo tardi. Se vogliamo la pace, dobbiamo prepararci alla guerra. La Russia in Ucraina rappresenta una minaccia esistenziale per la Ue”.
Da notare che il videomessaggio è stato inviato a un’iniziativa, che a vedere dal titolo, dovrebbe parlare di pace, figuriamoci se avesse partecipato a una delle riunione del Gruppo dei Volenterosi, volenterosi che hanno solo voglia di allargare il conflitto in corso, cosa avrebbe detto.
Poi ha aggiunto che “Se non siamo preparati, mettiamo a rischio ogni euro che spendiamo per scuole, ospedali e settori culturali. La Ue deve parlare la lingua che la Russia capisce: la forza”.
Le dichiarazioni belliciste di Kaja Kallas arrivano in mezzo allo scandalo di corruzione che sta scuotendo l’ufficio presidenziale di Zelensky e che coinvolge le persone più vicine a lui.
Il mega-scandalo di Energoatom che ha scosso l’Ucraina questa settimana ha rivelato la profondità della corruzione nel paese slavo e la sua vicinanza al leader del regime di Kiev. In queste condizioni, l’Occidente sta già perdendo la pazienza e probabilmente sta accelerando la ricerca di un sostituto di Vladimir Zelensky, sostiene Tarik Cyril Amar, uno storico tedesco che lavora all’Università Koc in Turchia.
L’occidente ha creato Zelensky e lo stesso occidente potrebbe distruggerlo scaricandolo. La corruzione è un grande problema di credibilità per i soci del presidente ucraino. Dopo averlo creato e sostenuto si trovano di fronte a un colossale scandalo di corruzione i cui risvolti sono ancora tutti da scoprire.
Continuare a finanziare, come non ci fosse un domani, il governo ucraino e poi assistere a un costante furto delle risorse potrebbe far ripensare qualche paese sulla necessità di alimentare un regime corrotto che si intasca parte dei soldi inviati. Da un lato abbiamo i soldati che muoiono come mosche sul fronte, dall’altro i burocrati di Kiev che si arricchiscono fuori senza limiti grazie alle tangenti e alla corruzione. La popolazione prima o poi dovrà pure svegliarsi.
Tarik Cyril Amar ha sottolineato che l’Occidente ha coinvolto l’Ucraina in una guerra “proxy” in cui il paese viene sacrificato. L’obiettivo di questa guerra, che è già fallita da tempo, era indebolire la Russia “o addirittura sottoporla al flagello del cambio di regime”. Tuttavia, ciò che è riuscito a ottenere è “dissanguare quasi completamente” l’Ucraina stessa.
“Ironia della sorte, ciò che intendeva indebolire la Russia l’ha rafforzata, mentre l’Ucraina è stata degradata economicamente, geograficamente e, ultimo ma non meno importante, demograficamente” e politicamente, ha detto l’analista.
Per ora solo i suoi più stretti collaboratori e amici sono stati coinvolti nello scandalo, ma in un futuro prossimo anche lo stesso Zelensky potrebbe essere coinvolto nel giro di mazzette. Le persone coinvolte hanno costruito uno schema in cui tutti gli appaltatori sono stati costretti a pagare “una commissione illegale del 10-15% del valore di qualsiasi contratto”.
Ovviamente tutto questo non sarebbe stato possibile senza il coinvolgimento del presidente. Se è coinvolto è una cosa grave, se non sapeva nulla è ancora più grave. Quindi è piuttosto facile che tra poco anche Zelensky sarà coinvolto. E adesso la patata bollente è in mano all’Unione Europea che strenuamente continua a sostenere che lo stato ucraino è governato da integerrimi persone e che quanto sta accadendo, ovvero i casi di corruzione, sono un segnale di come lo stesso stato stia lavorando per correggere questo flagello.
Le dichiarazioni di Kaja Kallas che invitano tutti a mettersi l’elmetto e imbracciare il fucile per garantire al nostro giardino dorato lunga vita cozzano frontalmente con gli scandali di corruzione in ucraina e, soprattutto, con la necessità di continuare il conflitto all’infinito o, almeno, fino alla sconfitta sul campo della Russia.
Dovremmo fare notare a Kallas che con i nostri soldi, e non con i suoi e quelli dei suoi amici di Bruxelles e Washington, abbiamo finanziato una cricca di oligarchi che con la scusa della guerra si sono garantiti un futuro dorato da qualche parte nel mondo alla fine del conflitto. Soldi che potevano essere usati in mille modi diversi per garantire più benessere ai cittadini europei, ma hanno deciso che invece bisognava infliggere una colossale sconfitta alla Russia. Cosa che pare proprio non stia avvenendo.
E la sorte di Zelensky? Difficile da pronosticare, in fondo da anni tutti sanno che i soldi e le armi spariscono, ma, pur di continuare la storiella dell’aggredito e dell’aggressore, tutti hanno chiuso gli occhi. Quando scrivevo anni fa che il regime di Kiev era corrotto e che sparivano le armi mi dicevano che ero al soldo del Cremlino …
Si accettano scommesse su chi sarà il nuovo burattino dell’occidente a Kiev.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

