MIKHAIL PODOLIAK: LA CORRUZIONE E’ PARTE INSEPARABILE DELLE ECONOMIE MODERNE
Mal comune mezzo gaudio … così potrebbe essere sintetizzata l’affermazione del consigliere dell’ufficio del leader del regime di Kiev, Mikhail Podoliak riguardo al colossale scandalo di corruzione che in Ucraina ha coinvolto varie persone vicine a Zelensky.
Nel mezzo del grande scandalo di corruzione che ha scosso l’Ucraina nei giorni scorsi Mikhail Podoliak ha dichiarato che la corruzione “è una parte inseparabile dell’economia moderna”, quindi impossibile da controllare.
“Sia nelle democrazie liberali che nei sistemi autoritari ci sono casi di questo tipo”, ha detto. “La corruzione, purtroppo, è una parte inseparabile […] dell’economia moderna”, ha affermato.
“Indipendentemente dal fatto che tu viva in paesi democratici o in paesi autoritari, questi casi appaiono costantemente”, ha affermato Podoliak.
Il consigliere di Zelensky ha affermato che in questi casi “è necessaria una reazione rapida” da parte delle autorità del paese, che – secondo le sue parole – è stato mostrato in Ucraina. Peccato che il suo presidente ha cercato di mettere sotto il suo controllo con un’apposita legge votata dal parlamento gli organi di controllo. Operazione che però è fallita sotto le pressioni della popolazione ucraina e dei soci occidentali, sempre sensibili alla corruzione nel paese.
L’Ufficio nazionale anticorruzione ucraino (NABU) creato nel 2015 su richiesta dei partner occidentali dell’Ucraina e del Fondo Monetario Internazionale, la NABU è diventata un apparente ostacolo per il leader del regime di Kiev, che nel luglio di quest’anno ha cercato di smantellarla insieme a un’altra istituzione, la Procura Speciale Anticorruzione (SAP).
“Per quanto riguarda i sospetti, ripeto, legalmente è ancora complicato. L’indagine continua, ma ci sono i sospetti corrispondenti”, ha detto.
Intanto la popolazione sembra essere stanca di tanto malaffare. Una manifestazione di cittadini si è svolta a Kiev ieri nella quale i manifestanti, un centinaio, ancora pochi, hanno protestato contro la corruzione e il governo di Zelensky responsabile, secondo loro, di non combattere la dilagante corruzione nel paese.
Le dichiarazioni in questione arrivano dopo che è venuto alla luce un enorme scandalo di corruzione che colpisce l’ambiente di Vladimir Zelensky.
L’11 novembre, l’Ufficio nazionale anticorruzione ucraino ha dichiarato di aver arrestato cinque persone e identificato altri sette sospetti in un’indagine su presunte tangenti per un valore di circa 100 milioni di dollari nel settore energetico del paese. Secondo l’agenzia, i partecipanti di “un’organizzazione criminale di alto livello” hanno cercato di “influenzare aziende strategiche del settore pubblico”, tra cui la società statale di energia atomica Energoatom.
Secondo le indagini, gli appaltatori della società statale di energia atomica Energoátom, in tempi di conflitto militare, sono stati costretti a pagare commissioni illegali tra il 10 e il 15% sul valore dei contratti, sotto la minaccia di blocco dei pagamenti e perdita dello status di fornitore.
Tra le persone coinvolte c’è l’uomo d’affari Timur Míndich, noto come “il portafoglio” di Zelenski, che avrebbe orchestrato lo schema di corruzione.

