TRUMP: MADURO A CAPO DEL CARTELLO DELLA DROGA
Il governo degli Stati Uniti, alla costante ricerca di un pretesto per giustificare un intervento armato in Venezuela, intende dichiarare il cartello della droga El Sol come organizzazione terroristica.
Secondo Donald Trump proprio il presidente venezuelano Nicolas Maduro è capo del cartello della droga che intende designare come organizzazione terroristica esterna (FTO – Foreign Terrorist Organization). Tale designazione permetterebbe alla Casa Bianca di avere il pretesto per autorizzare un intervento militare nel paese sud americano.
Oltre alle sanzioni economiche, questa designazione consente al Presidente statunitense di ordinare interventi militari in base al Authorization for Use of Military Force (AUMF) del 2001 — un provvedimento che il Congresso non ha mai abrogato.
Donald Trump commentando la crisi in atto con il Venezuela ha dichiarato che il suo paese gode di molto sostegno internazionale sulla questione della lotta alla droga.
”Sì, abbiamo un enorme supporto, perché tutto questo è legato alla droga. Beh, nel caso del Venezuela si tratta sia di droga, sia di migliaia, centinaia di migliaia di persone che hanno lasciato entrare nel nostro Paese. Tra loro ci sono membri delle bande del “Tren de Aragua”, ci sono spacciatori, molti sono trafficanti di droga, alcuni sono assassini. Quindi, nel caso del Venezuela, si parla della popolazione carceraria. Praticamente tutta la loro popolazione carceraria è stata rilasciata negli Stati Uniti. Capite cosa significa? La loro popolazione carceraria è stata rilasciata negli Stati Uniti. E noi stiamo affrontando la cosa. Stiamo facendo un lavoro straordinario. Ora abbiamo un confine sicuro. Abbiamo tutto. Il nostro Paese sta andando molto bene. Ma quello che l’amministrazione Biden ha fatto al nostro paese non si può mai dimenticare. E la cosa peggiore che hanno fatto è stata permettere a 20 o 25 milioni di persone di riversarsi nel nostro Paese”.
Quindi il problema con il Venezuela, secondo Trump, non sarebbe solamente quello del traffico di droga, ma anche della presenza sul territorio statunitense di migliaia di galeotti, trafficanti e delinquenti provenienti da Caracas. Gli stessi che per anni, grazie al continuo discredito del paese e della narrazione che il Venezuela è una dittatura, un paese fallito, si sono incentivati a emigrare. Emigrazione che però, grazie ai democratici, come se poi lui, quando era al governo non abbia incentivato, è composta solamente da ex detenuti.
“Persone provenienti dalle carceri, spacciatori, da ospedali psichiatrici, persone cattive, membri di bande… Permettere che una cosa del genere accada agli Stati Uniti in modo completamente incontrollato e senza controlli non si può mai dimenticare. Quello che hanno fatto al nostro paese è molto grave. Ma noi stiamo correggendo la situazione. Ora abbiamo confini sicuri. Abbiamo un’economia splendida. I prezzi stanno scendendo”.
In risposta alla domanda se gli Stati Uniti potrebbero attaccare il Venezuela dopo la designazione del cartello della droga legato a Maduro, Trump ha risposto: “Questo ci permette di farlo, ma non abbiamo detto che lo faremo”.
Poi, forse per stemperare i toni o per intorpidire le acque, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che potrebbe avere colloqui con Nicolas Maduro.
“E’ possibile che avremo alcuni colloqui con Maduro, e vedremo come andrà a finire. Vorrebbero parlare”, ha detto il presidente.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

