IL PIANO DI PACE DI TRUMP: ALCUNE CONSIDERAZIONI
Si parla molto in queste ore, a ragione, del piano di pace proposto da Donald Trump per mettere la parola fine al conflitto tra Russia e Ucraina nonostante sia ancora una bozza.
Premesso che, al momento, è prematuro parlare del piano nelle sue parti essenziali perché, chiaramente, si tratta di una bozza, ma credo che sia necessario comunque esaminare alcuni punti importanti.
Al punto 2 si legge che verrà concluso “un patto di non aggressione completo e integrale tra Russia, Ucraina ed Europa”, quindi cadrebbero tutte le storielle che vedrebbero la Russia come una minaccia per il vecchio continente. Se di trattato di non aggressione si parla allora qualcuno a Bruxelles mi deve spiegare la necessità di un riarmo, della necessità di spendere centinaia di miliardi di euro per acquistare armi. Potrebbero obiettare che vi è la necessità di armarsi seguendo la logica della deterrenza: armarsi per intimorire Mosca dal perseguire azioni militari in futuro. Potrebbe essere questo uno dei motivi per i quali nel blocco europeo tale proposta di pace non piace. Fino ad oggi abbiamo scommesso proprio sul riarmo per contrastare le minacce russe, minacce che sono solo nelle menti dei nostri governanti.
Al punto 3 si menziona che “la NATO non continuerà la sua espansione”. Interessante perché quando affermavo che uno dei motivi dello scoppio del conflitto era proprio l’espansione della NATO verso est. Mi dicevano che ero al servizio del Cremlino, adesso verrebbe sancito in un trattato di pace, che, ovviamente, è ancora una bozza, ma evidentemente qualcuno, tardi, si è accorto che l’espansione della NATO ad est non è ben vista da Mosca.
Nei punti 5 e 6 viene ribadito che l’Ucraina avrà condizioni di sicurezza, giustamente, mentre nel punto 9 viene dichiarato che, per la sicurezza di Kiev, aerei saranno dislocati in Polonia, Inoltre l’esercito di Kiev non dovrà superare i 600 mila militari. Quest’ultimo non è chiaramente digerito molto bene da Zelensky e soci europei che vorrebbero continuare la guerra fino all’ultimo ucraino o, come sperano, di poter usare Kiev tra qualche anno per tentare nuovamente di sconfiggere la Russia sul campo.
Il punto 8 è molto importante e, certifica, assieme ad altri, la sconfitta dell’Ucraina e di tutti coloro che vedevano Kiev presto far parte della NATO. Infatti viene affermato che l’ucraina nella sua Costituzione deve sancire la sua rinuncia all’ingresso nell’Alleanza Atlantica e, a sua volta, la NATO deve esprimersi sulla sua volontà di non volere il paese centro europeo tra i suoi membri. Da Mosca hanno sempre ribadito il loro parere contrario all’adesione di Kiev alla NATO, motivo questo che ha portato allo scoppio della guerra. Quindi gli Stati Uniti avrebbero capito che per ottenere una pace occorre ascoltare anche il Cremlino che ha ripetutamente sostenuto la non adesione dell’Ucraina alla NATO come una cosa imprescindibile.
L’adesione di Kiev all’Unione Europea, punto 11, dovrà, con tutti i problemi che creerà agli altri 27 membri, avere una corsia preferenziale. Donald Trump ha messo le mani avanti: accettare l’Ucraina nell’Unione Europea significherà privare tutti gli altri membri, Italia compresa ovviamente, di molti fondi che invece saranno dirottati verso Kiev per la gioia di Trump. Ciò gli permetterà di rendere il nostro continente sempre più dipendente dagli Stati Uniti con le ovvie ricadute economiche per il paese a stelle e strisce. Non penserete mica che il pacificatore della domenica stia lavorando per lo sviluppo di noi sudditi europei.
Verrà creato un fondo speciale per lo sviluppo dell’Ucraina, punto 12, i cui finanziatori. al momento non sono del tutto certi. Si parla solo della Banca Mondiale che dovrà elaborare un pacchetto di finanziamento speciale per accelerare gli sforzi per lo sviluppo del paese. Gli Stati Uniti collaboreranno con l’Ucraina per ripristinare e gestire i gasdotti, ma i soldi chi ce li mette? Washington, non credo, la Banca Mondiale,. forse, ma gli utili andranno oltre oceano.
Interessante la lettera B del punto 13 che recita: “Gli Stati Uniti firmeranno un accordo di cooperazione economica a lungo termine per promuovere lo sviluppo reciproco in energia, risorse naturali, infrastrutture, intelligenza artificiale, data center, progetti di estrazione di metalli delle terre rare nell’Artico e altre opportunità aziendali reciprocamente vantaggiose”, sempre che Mosca sia disposta a dividere con Washington. ’E chiaro che il piano di pace, secondo le intenzioni della Casa Bianca, dovrebbe servire per staccare Mosca da Pechino, quindi per indebolire l’economia della Cina, vero rivale internazionale per gli Stati Uniti. Garantire alla Russia un adeguato ritorno economico potrebbe essere la strategia per interrompere la collaborazione tra i due paesi.
Eccoci arrivati ai fondi russi congelati, tanto ambiti, dato che i soldi sono finiti. 100 miliardi saranno destinati alla ricostruzione, mentre, guarda caso, altri 100 miliardi saranno messi dall’Unione Europea per lo stesso scopo. E gli Stati Uniti? Mica penserete che metteranno le mani in tasca, infatti a loro saranno garantiti il 50 per cento dei profitti dei 100 miliardi restanti divisi con la Russia,punto 14. L’Unione Europea invece caccerà solo i soldi e non avrà alcun ritorno economico, soldi che ovviamente usciranno dalle nostre tasche. Furbo il Donald …
L’Ucraina si impegna ad essere uno Stato non nucleare ai sensi del Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari, punto 18.
Il punto20 certifica che in Ucraina negli ultimi anni, come spesso sostenuto, i diritti fondamentali come il diritto alla libera professione religiosa, il diritto all’uso della lingua russa, sono stati violati dall’attuale governo. Si dichiara che ogni ideologia e attività nazista deve essere respinta e proibita, quindi in Ucraina, a dispetto dei nostri che hanno sempre negato, il nazismo è presente.
La Crimea, le Repubbliche Popolari di Lugansk e Donetsk saranno riconosciute de facto come territorio russo, mentre le province di Jerson e Zaporozhie rimarranno congelate lungo la linea di contatto. La Russia rinuncerà ad altri territori, punto 21. Quindi l’Ucraina perde parte del suo territorio, cosa che non piacerà ai soci occidentali che hanno sempre sostenuto che il territorio ucraino non era in discussione e che una pace non poteva prevedere la cessione di parte dell’Ucraina.
Tra 100 giorni, punto 25, in Ucraina si terranno le elezioni, il governo di Zelensky ha i giorni contati. Capite perché all’attore e ai suoi amici non piace questo piano, tra poco più di tre mesi dovranno sloggiare, anche se pare abbiano una specie di salva condotto. Infatti nel punto successivo, il 26, si afferma che “tutte le parti coinvolte in questo conflitto riceveranno un’amnistia totale per le loro azioni durante la crisi”. Azioni che chiaramente includeranno anche tutti i traffici e la corruzione che ha coinvolto i più stretti amici di Zelensky. Insomma tutte le ruberie potrebbero terminare a tarallucci e vino. Perché Zelensky e soci diano il loro assenso al piano di pace qualcosa dovranno pur dargli … spiagge dorate, sole e mokitos a go go.
Conclusioni: gli Stati Uniti non metteranno un soldo, l’Unione Europea dovrà sostenere parte della ricostruzione, Zelensky e soci la faranno franca, la Russia perderà parte dei suoi attivi congelati, ma in cambio otterrà i territori occupati e la promessa che l’Ucraina non entrerà nella NATO. L’Ucraina, come le forze in campo stanno certificando, ha perso la guerra, Mosca ha vinto e, se il piano andasse in porto, anche lei deve perdere qualcosa. Alla fine la domanda che mi faccio è se ne è valsa la pena usare Kiev come ariete per distruggere Mosca o se era più logico trovare un’accordo?
Dimenticavo del’Unione Europea e dei politici che siedono a Bruxelles e nelle nostre capitali. Come era chiaro da tempo l’Europa non conta nulla per gli Stati Uniti e quindi non può partecipare alla stesura di un piano di pace. Siamo dei sudditi che abbiamo da tempo delegato a Washington la nostra politica estera e pure la nostra economia. Come si può pensare, quando svendi la tua sovranità ad altri, di contare qualcosa?
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

