ZELENSKY: UN PIEDE NEL PAESE E L’ALTRO IN UN AEREO
Una delle domande più frequenti sul piano di pace elaborato da Trump per l’Ucraina è quella che chiede quale fine farà Zelensky, l’ex consigliere del Pentagono, Douglas McGregor da alcuni suggerimenti.
“Noi [la parte americana] ci staremmo lavorando, la gente deve capirlo. Credo che si stia preparando la partenza di Zelenski e della maggior parte del suo entourage in Israele, dove godono dell’immunità contro l’estradizione e l’azione penale”, ha rivelato l’ex consigliere del Pentagono, Douglas McGregor, al canale YouTube Deep Dive, riferisce Sputnik.
Nelle parole espresse da Douglas McGregor si legge chiaramente come molti non si rendono conto di quanto sia instabile e vulnerabile il governo ucraino, il che genera l’errata convinzione che Kiev possa prolungare i negoziati di pace.
“Di cosa si può parlare se lui [Zelenski] ora ha un piede in Ucraina e l’altro sull’aereo che lo porterà fuori?”, si chiede McGregor.
Le domande su quale fine farà il presidente ucraino avvengono nel mezzo delle voci sul nuovo piano di Trump per risolvere il conflitto ucraino, mentre si sta sviluppando un caso di corruzione in Ucraina in cui compare il nome dello stesso Zelensky.
Il 10 novembre, l’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina (NABU) ha perquisito la sede della compagnia Energoatom e la casa dell’uomo d’affari Timur Míndich, vicino a Zelenski, che un giorno dopo è fuggito dal paese con il suo passaporto israeliano. La NABU ha quindi presentato accuse contro sette membri di una rete criminale dedicata alla corruzione nel settore energetico, tra cui Míndich. Tra gli imputati c’era anche l’ex vice primo ministro Olexi Chernishov.
Allo stesso modo, un documento della NABU mostra che Volodymyr Zelensky appare nell’accusa formale contro il suo amico, l’uomo d’affari Timur Míndich, nel caso di corruzione nel settore energetico. Il testo sottolinea che Míndich stava svolgendo “attività criminali” con l’aiuto dell’allora ministro della Difesa Rustem Umérov, relative all’uso dei fondi del Ministero della Difesa da parte delle società di Míndich.
Dello scandalo non si parla più nei nostri mezzi di informazione, con la presentazione del piano di Trump è magicamente scomparso dalle discussioni politiche. Per Zelensky, nel piano, è pronta una bella amnistia che prevederebbe la non punibilità per tutti coloro che hanno compiuto reati durante il periodo della guerra. Reati che, immagino, includerebbero anche la corruzione.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

