L’aeroporto di CopenaghenL’aeroporto di Copenaghen

TROUW CONDUCE UN’INCHIESTA SUGLI AVVISTAMENTI DEI DRONI NEI CIELI EUROPEI 

 

La testata giornalistica olandese Trouw ha svolto un’indagine relativa agli avvistamenti di droni sul territorio europeo attribuiti alla Russia i cui risultati denotano approssimazione e incertezza nel designare Mosca quale colpevole di tali azioni.

La testata ha elaborato una mappa di circa sessanta incidenti verificatisi in undici Paesi europei negli ultimi tre mesi. Le conclusioni sono: una confusione su vasta scala, un alto livello di incertezza e frequenti falsi allarmi. Nella stragrande maggioranza dei casi, non è stata presentata alcuna prova concreta del coinvolgimento russo, citato invece da singoli funzionari ed esperti.

In circa quaranta avvistamenti l’origine degli oggetti osservati rimane sconosciutala oppure la polizia non ha trovato alcuna conferma che ci fossero droni in volo.

Un esempio citato è il caso di Oslo dove le segnalazioni di droni alla fine di settembre hanno interrotto il traffico aereo, coinvolgendo migliaia di passeggeri, ma in seguito la polizia non ha confermato il volo dei droni. Lo stesso è accaduto con le segnalazioni all’aeroporto di Göteborg all’inizio di novembre.

Trouw evidenzia che in almeno quattordici casi è emerso che non si trattava affatto di droni. In Belgio, le persone hanno scambiato piccoli aerei ed elicotteri per droni; nel Limburgo meridionale e a Billund (Danimarca), i “droni” si sono rivelati delle stelle. La polizia norvegese ha stabilito che il sospetto “drone” vicino a una piattaforma petrolifera nel Mare del Nord era probabilmente una nave.

Il quotidiano nota anche che le autorità di Danimarca, Belgio e Germania hanno ripetutamente menzionato pubblicamente il possibile coinvolgimento di un “attore statale” — in particolare la Russia — ancor prima che fossero disponibili i risultati delle indagini.

Insomma tanto fumo e poco arrosto. Come era prevedibile si è trattato di azioni nella maggior parte dei casi, secondo l’indagine, di vera e propria isteria. oppure di operazioni che miravano a creare panico nell’opinione pubblica europea con lo scopo di legittimare la necessità del riarmo per contrastare le minacce chiaramente russe. Minacce che non sono mai state corroborate da prove sul coinvolgimento di Mosca. 

Se poi aggiungiamo che quasi tutti gli avvistamenti si sono dimostrati inesistenti pensare che siano stati usati per creare un nemico immaginario non penso sia del tutto sbagliato.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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