UCRAINA ATTACCA PETROLIERA NEL MEDITERRANEO
I servizi di sicurezza ucraini hanno rivendicato l’attacco con un drone a una petroliera nel mezzo del Mar Mediterraneo, azione che avrebbe potuto provocare un disastro ambientale.
La nave colpita è la Qendil, una petroliera che batte bandiera dell’Oman, che stava navigando davanti alle coste libiche in acque internazionali. L’attacco è avvenuto con un drone che ha colpito la petroliera sul ponte. La nave faceva parte della ormai famosa flotta ombra russa.
Apro una parentesi: le navi appartenenti alla famosa flotta ombra russa non sono altro che navi non assicurate dai Looyd britannici e quindi non soggette alle sanzioni europee. Non si tratta di nient’altro, che di navi assicurate da altre compagnie di assicurazioni non britanniche.
Tornando a quanto accaduto nel mezzo del Mar Mediterraneo è opportuno sottolineare che fortunatamente la petroliera presa di mira da Kiev era vuota e non stava trasportando petrolio. Lo sapevano? E’ stata un’azione che aveva lo scopo di dimostrare che anche le navi nel Mediterraneo sono in pericolo?
Forse un avvertimento a coloro che ancora dubitano che la guerra deve continuare fino all’ultimo ucraino. Da Kiev avranno pensato di dimostrare che possono anche colpire le navi nel Mediterraneo con la conseguente possibilità di una catastrofe ambientale nel caso la petroliera fosse piena e non vuota.
Non lo sappiamo, ma sappiamo benissimo che ciò è molto pericoloso, Come già detto se la petroliera avesse trasportato petrolio si sarebbe potuto verificare un incidente di proporzioni immani.
Al momento in cui scriviamo, i dati di tracciamento navale (MarineTraffic) posizionano la nave ancora a sud-ovest dell’isola greca di Creta, mentre si muove lentamente verso nord. La nave era entrata nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez il 16 dicembre scorso.
Insomma siamo disposti a rischiare che una nave piena di petrolio possa essere affondata da Kiev per dimostrare ai suoi soci internazionali che sono ancora in grado di infliggere danni alla Russia? Siamo disposti a rischiare una catastrofe ambientale solo per compiacere i desideri guerrafondai dei nostri governanti? Sì, perché azioni come queste non hanno alcun impatto sul conflitto combattuto sul campo dove la Russia avanza ogni giorno.
Infine ci dobbiamo domandare da dove è partito il drone, perché l’attacco è avvenuto a oltre 2000 chilometri dall’Ucraina. Sospettare che sia partito da una nave o da un luogo vicino è del tutto legittimo, E poi chi ha fornito l’intelligence a Kiev? Ovviamente i paesi occidentali: gli Stati Uniti, la Francia, il Regno Unito o il nostro paese visto la vicinanza con la base di Sigonella?
Tutte domande che non avranno risposte, l’unica risposta è che Kiev non può aver fatto tutto da sola. Quindi noi saremmo stati responsabili, se la nave avesse trasportato petrolio, di una catastrofe ambientale di enormi proporzioni, mentre il circo di Zelensky festeggia.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

