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UNIONE EUROPEA: PRESTITO PER L’UCRAINA GARANTITO DAGLI STATI

 

Dopo una lunga giornata di discussioni, i leader europei hanno concordato di approvare un piano che prevede la concessione all’Ucraina di un prestito di 90 miliardi di euro per i prossimi due anni.

Fallita la proposta di utilizzare le attività russe congelate nell’Unione europea, è stato deciso di prendere i fondi dal bilancio congiunto del blocco europeo. 

Il ministro degli Esteri tedesco Friedrich Merz ha sottolineato che il prestito all’Ucraina sarà a tasso zero, precisando  che i fondi russi rimarranno immobilizzati fino a quando Mosca non avrà “risarcito” il paese slavo.

Secondo i funzionari europei citati dal Financial Times, durante le discussioni, che si sono protratte per più di 16 ore, Francia e Italia hanno guidato la proposta di utilizzare il bilancio comunitario per finanziare il pozzo senza fondo di Kiev. 

In sintesi il piano prevede di raccogliere fondi per l’Ucraina sul mercato emettendo nuovo debito pubblico garantito dai singoli stati europei ad eccezione dell’Ungheria, della Repubblica Ceca e della Slovacchia che hanno dato il loro benestare all’emissione del debito, ma non parteciperanno alla copertura dei rischi.

Il piano prevede che l’Unione Europea, contraddicendo quanto da sempre sostenuto dai paesi frugali del nord Europa, sempre ostili a emettere debito comune per beneficiare i cittadini del vecchio continente, si indebiti per 90 miliardi. Questi s soldi andranno a riempire il pozzo nero di Kiev che li userà per coprire il buco di bilancio e le spese militari, speriamo … ma visti i precedenti non mi meraviglierei che parte dei soldi spariscano.

Secondo gli ingenui governanti europei Kiev dovrebbe ripagare il prestito usando le riparazioni di guerra che la Russia pagherà in futuro … chi visse sperando sappiamo che fine ha fatto.

Se la Russia si rifiuterà di pagare (ipotesi che a Bruxelles considerano evidentemente remota, o forse fanno finta), allora l’UE userà gli asset russi congelati come collaterale, tornando alla casella di partenza di questo gioco dell’oca.

Unione Europea mai unita come adesso, ci continuano a ripetere, ma anche questa volta non tutti sono stati d’accordo. Infatti mentre 24 paesi, Italia sovranista compresa, si sono trovati di comune accordo per emettere nuovo debito per sostenere Kiev, tre paesi, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, hanno declinato. I tre paesi hanno dato il loro benestare al finanziamento senza però partecipare alle garanzie sui debiti comuni per la guerra. In pratica se la Russia non pagherà i danni di guerra, cosa molto probabile, tra l’altro, i tre paesi non saranno chiamati a sborsare i soldi dai loro bilanci. 

Il vantaggio per loro: Se il piano salta e la Russia non paga, i contribuenti di Budapest, Bratislava e Praga non dovranno sborsare un centesimo per coprire il default ucraino. Fatto sta che Orban, Fico e Babiš tornano a casa senza nuove passività per i loro bilanci nazionali, noi italiani, invece, ci dovremmo mettere le mani in tasca.

Una scelta, quella europea, che conferma come il nostro vecchio continente sia il principale ostacolo a una via negoziale del conflitto. Combattere fino all’ultimo ucraino sperando che nel frattempo la Russia sia sconfitta sul campo, cosa che attualmente appare piuttosto difficile.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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