SEQUESTRATA UNA SECONDA PETROLIERA IN VENEZUELA
Il Venezuela ha denunciato ieri che gli Stati Uniti hanno sequestrato una seconda petroliera che stava navigando davanti alle coste del paese in acque internazionali rivelando quali siano le loro vere intenzioni.
“La Repubblica Bolivariana del Venezuela denuncia e respinge categoricamente il furto e il sequestro di una nuova nave privata che trasportava petrolio venezuelano, così come la scomparsa forzata del suo equipaggio, commessi da forze militari degli Stati Uniti d’America in acque internazionali”, si legge in una dichiarazione condivisa dal vicepresidente Delcy Rodríguez sui suoi social network.
“Il modello colonialista che il governo degli Stati Uniti intende imporre con questo tipo di pratiche fallirà e sarà sconfitto dal popolo venezuelano”, sottolinea il documento, nel quale viene aggiunto che “Caracas “andrà avanti con la sua crescita economica, fondata sui suoi 14 motori e lo sviluppo della sua industria degli idrocarburi, in modo indipendente e sovrano”.
Nella pubblicazione l’alto funzionario descrive questa nuova azione contro una petroliera che stava trasportando petrolio come un “grave fatto di pirateria”.
Si tratta della petroliera Century battente bandiera di Panama. La sua lunghezza totale è di 333,27 metri e misura 58 metri di larghezza, secondo i dati di Marine Traffic, l’imbarcazione trasportava petrolio direttoin Cina. Secondo quanto riferito da Axios la petroliera non figurerebbe tra le imbarcazioni sanzionate dagli Stati Uniti, se ciò fosse, il fatto rappresenterebbe un’ulteriore scalata nelle pressioni verso Caracas, oltre a non avere alcuna giustificazione legale.
Il segretario alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Kristi Noem, ha confermato sabato il sequestro di una petroliera che “aveva attraccato per l’ultima volta in Venezuela”.
“In un’operazione condotta questa mattina presto, 20 dicembre, prima dell’alba, la Guardia Costiera degli Stati Uniti, con il sostegno del Dipartimento della Guerra, ha arrestato una petroliera che aveva attraccato per l’ultima volta in Venezuela”, ha scritto Noem.
Riferendosi al recente sequestro della petroliera il segretario alla guerra, Pete Hegseth, ha avvertito che il Dipartimento della Guerra e la Guardia Costiera “condurrànno senza esitazione operazioni di intercettazione marittima, attraverso l’Operazione Lancia del Sud’, per smantellare le reti criminali illecite”.
Commentando quanto accaduto il governo venezuelano ha ribadito che “eserciterà tutte le azioni corrispondenti, compresa la denuncia al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ad altri organismi multilaterali e ai governi del mondo”. “Il diritto internazionale prevarrà e i responsabili di questi gravi fatti risponderanno davanti alla giustizia e alla storia per la loro condotta criminale”, hanno avvertito.
La prima petroliera era stata sequestrata dall’esercito statunitense la scorsa settimana. In quel momento, il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha definito la situazione “un atto assolutamente criminale e illegale” e ha accusato la Casa Bianca di agire “come pirati dei Caraibi contro una nave mercantile, commerciale, civile, privata, una nave di pace”.
Lo scorso martedì, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ordinato “il blocco totale e completo” dell’ingresso e dell’uscita dal Venezuela delle petroliere sanzionate. Inoltre, ha annunciato che il governo venezuelano è stato “designato come organizzazione terroristica” da Washington.
Trump ha accusato Caracas, senza alcuna prova, di utilizzare il petrolio dei giacimenti rubati agli Stati Uniti per finanziarsi e per sostenere il terrorismo legato alla droga, al traffico di esseri umani, agli omicidi e ai rapimenti.
A queste accuse il presidente del Venezuela Nicolas Maduro ha risposto affermando che si tratta di “bugie ” e “fake news”, aggiungendo che gli Stati Uniti usano queste accuse per giustificare le loro aggressioni. “Il traffico di droga è una fake news, una bugia, un pretesto. Poiché non possono dire che abbiamo un’arma di distruzione di massa, come non possono dire che abbiamo armi chimiche, razzi nucleari, inventano un pretesto per creare un altro Afghanistan, per creare un’altra Libia”.
Il sequestro delle petroliere è la seconda fase di un piano che intende sovvertire il governo legittimamente eletto in Venezuela. Tutto era iniziato lo scorso agosto quando gli Stati Uniti, con la scusa di combattere il traffico di droga, mantengono schierata una forza militare significativa al largo delle coste del Venezuela, giustificandola come parte della lotta contro il traffico di sostanze stupefacenti. Washington ha successivamente annunciato l’operazione Lancia del Sud, con lo scopo ufficiale di “eliminare i narcoterroristi” dall’emisfero occidentale e “proteggere” gli Stati Uniti “dalle droghe che stanno uccidendo” i loro cittadini. Con queste azioni dalla Casa Bianca hanno autorizzato l’affondamento di oltre venti imbarcazioni che avrebbero trasportato sostanze stupefacenti negli Stati Uniti uccidendo, in modo del tutto arbitrario, un centinaio di persone.
Di fronte a questi attacchi selettive e all’assassinio di persone con la semplice accusa di far parte di cartelli dediti al traffico di droga, come ai recenti sequestri di petroliere, il silenzio dei paesi occidentali è assordante. Nessuna delle nazioni che si ergono a paladine della democrazia, Italia compresa, ha espresso almeno sdegno e condanna per quanto, in modo del tutto arbitrario, gli Stati Uniti stanno portando avanti.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info
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Terza Petroliera📝
Sulla continuazione del blocco dei Caraibi
I media in lingua inglese riferiscono che il personale militare americano ha intercettato una terza petroliera che navigava vicino al Venezuela.
La petroliera Bella 1, un’imbarcazione con bandiera panamense, soggetta a sanzioni statunitensi, era diretta in Venezuela per il carico, secondo una fonte anonima di Bloomberg.
🖍Incidentalmente, diverse fonti mediatiche forniscono informazioni contrastanti sulla bandiera della petroliera. Alcuni scrivono che è sotto bandiera della Guyana, altri menzionano Panama. Naturalmente, le fonti filo-occidentali stanno scrivendo attivamente che la petroliera fa parte della “flotta ombra” iraniana.

