Nicolas MaduroNicolas Maduro

BELLO IL MONDO DEMOCRATICO BASATO SULLE REGOLE

 

Che bello è il mondo basato sulle regole democratiche e del diritto internazionale, regole che però valgono solo per qualcuno.

Sarà banale, ma purtroppo è così e quanto accaduto ieri a Caracas ne è la prova provata. Le regole democratiche che ostinatamente cerchiamo di imporre a tutti i popoli valgono solo per qualcuno. Valgono solo per quei governi che ci sono amici, che hanno deciso di stare dalla parte degli Stati Uniti, che rispondono sempre di sì allo Zio Sam, che tutelano gli interessi non dei propri cittadini, ma quelli delle grandi corporation e dei grandi fondi di investimento a stelle e strisce.

E se invece decidi di stare dall’altra parte e se il tuo paese è letteralmente seduto su una montagna di petrolio stimata intorno al 20 per cento delle scorte mondiali? Una notte un commando statunitense entra nel tuo paese e rapisce il tuo presidente che in precedenza è stato accusato, senza alcuna prova, ma le prove non servono quando in ballo ci sono centinaia di miliardi di barili di petrolio in gioco, di essere a capo di un’organizzazione di narcotrafficanti.

In questo caso le regole del diritto internazionale non valgono, le stesse regole che vengono usate per definire una nazione una dittatura quando non le rispetta, perché da oltre oceano continuano a menarcela con la storiella che sono in gioco i loro interessi di sicurezza nazionale, Interessi che badate bene non vengono mai specificati come non vengono mai specificate quali regole i paesi cattivi, spesso etichettati come un asse del male, starebbero violando, Nel migliore dei modi ci limitiamo a una generica violazione dei diritti umani, ma anche in questo caso mai vi diranno quali diritti umani sono violati.

Ecco quindi che Nicolas Maduro diventa il nemico numero uno da combattere per Donald Trump che brama dalla voglia di mettere le mani sull’ingenti quantità di petrolio che il Venezuela dispone. Si confezionano fantomatiche accuse di essere a capo di un cartello della droga che starebbe inondando gli Stati Uniti di stupefacenti. Per indorare la pillola iniziano a bombardare imbarcazioni che affermano essere cariche di droghe di vario tipo uccidendo un centinaio di persone senza mai però fornire una prova che sulle barche ci siano davvero stupefacenti, il tutto condito da un’abile campagna mediatica che contribuisce alla creazione del nemico, del mostro da combattere.

Poi si rubano letteralmente due petroliere davanti alle coste venezuelane, dopo aver prima imposto un blocco navale a tutte le imbarcazioni che trasportano greggio nella solita indifferenza dei paesi occidentali detentori per definizione del diritto internazionale e dove le regole  democratiche sono di casa. Donald Trump, sempre per preparare l’opinione pubblica al blitz che ieri ha rapito Nicolas Maduro, designa il governo venezuelano come organizzazione terroristica esterna, che ovviamente minaccia la sicurezza nazionale statunitense.

Tutto è quindi pronto per il blitz che nell’indifferenza delle forze armate venezuelane ha permesso ai falchi che si aggirano nelle stanze della Casa Bianca di rapire il legittimo presidente venezuelano. Quindi adesso il problema della droga che viene venduta negli Stati Uniti sarebbe finalmente risolto: sono stati catturati i capi dell’organizzazione dedita al traffico di droga.

La droga non era il problema principale per Donald Trump che voleva difendere i suoi poveri e incapaci cittadini dalle nefaste conseguenze dell’uso degli stupefacenti? La droga non era il problema principale degli Stati Uniti? Come era il traffico nel famoso film di Roberto Benigni quando arriva a Palermo? La droga, appunto. Donald Trump nella  conferenza successiva al rapimento di Maduro non si è mai preoccupato di nominarla, ha invece più volte ripetuto che gli Stati Uniti si occuperanno del petrolio venezuelano.

Nicolas Maduro ha ripetutamente denunciato che nelle mire di Washington c’era solo il petrolio e che la lotta alla droga era solo un pretesto per sostituire il suo  governo. Davanti a queste chiare denunce tutti zitti come sempre perché agli Stati Uniti bisogna credere anche quando accusano qualcuno senza uno stralcio di prova. Qui, in occidente, le famose regole democratiche che garantiscono gli accusati sono applicate in pieno, mica come accade proprio in Venezuela, una dittatura per definizione dove il diritto è solo un orpello senza alcun valore.

Belle sono le regole democratiche del nostro mondo che si ostina a propinarci la storiella dell’aggredito e dell’aggressore nel conflitto tra Russia e Ucraina e poi dimentica, o fa finta di non vedere, quando altri paesi democratici, ammesso che gli Stati Uniti e Israele si possano definire tali, aggrediscono altri popoli.

Israele non è un aggressore del popolo palestinese perché sta legittimamente esercitando il suo diritto all’autodifesa. Gli Stati Uniti non sono un aggressore quando bombardano l’Iran in combutta con Tel Aviv perché stanno impedendo a quel paese di dotarsi di armi nucleari anche se mai Teheran ha palesato la sua intenzione di costruirle. Washington non è un aggressore quando ieri, con un blitz, rapisce il legittimo presidente di un paese estero violando proprio le più elementari regole del diritto internazionale, quel diritto a cui ci si appiglia quando ci fa comodo. Ma si sa le regole si applicano solo a convenienza.

E’ un aggressore la Russia che invade l’Ucraina, e magari lo è davvero, usando come giustificazione le stesse scuse degli Stati Uniti, di Israele e di altri paesi occidentali. Usa le stesse giustificazioni, ovvero la sua sicurezza nazionale. Se avalliamo le invasioni e i bombardamenti del paese a stelle e strisce  perché non dovremmo avallare l’invasione dell’Ucraina? Semplicemente perché le regole del diritto internazionale valgono solo per qualcuno e non per altri.

Infine nessuno mi pare si sia scandalizzato troppo dell’affermazione gravissima che Donald Trump ha pronunciato nella sua conferenza stampa di ieri. Ha detto che quello che è accaduto al presidente venezuelano ieri potrebbe accadere anche ad altri presidenti se non si allineano alle direttive della Casa Bianca. Una classica intimidazione in stile mafioso. Avete sentito qualcuno dei nostri sempre attenti giornalisti o politici che analizzano ogni parola espressa da Putin o da altri governanti che stanno dall’altra parte esprimere un giudizio? Io non ho sentito nessuno.

Per concludere non posso non ricordare l’affermazione del presidente statunitense che letteralmente ha scaricato davanti ai giornalisti la nuova eroina venezuelana, la paladina della democrazia, la premiata Maria Corina Machado con il premio Nobel per la Pace. Trump ha infatti affermato che Machado non ha il sostegno popolare per governare il Venezuela. Ma l’opposizione in Venezuela non era maggioritaria? Le elezioni erano sempre state imbrogliate da Maduro e dai suoi? Allora qualcosa mi sfugge.

Se Machado non ha il sostegno popolare in Venezuela è allora vero che sono un’esigua minoranza, cosa che tra l’altro ho sempre sostenuto e scritto. 

Insomma che bello è il nostro mondo basato sulle regole democratiche …

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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