I PIRATI DELLA CASA BIANCA: 5 PETROLIERE SEQUESTRATE
I pirati della Casa Bianca non si fermano: è stato annunciato il sequestro della quinta petroliera nel Mar dei Caraibi, si tratta della Olina.
“In un’operazione condotta prima dell’alba, i marines e i marinai della Forza Operativa Congiunta della Lancia del Sud, in coordinazione con il Dipartimento della Sicurezza Nazionale, sono partiti dalla USS Gerald R. Ford e hanno fermato senza incidenti la nave petrolieraOlina nel Mar dei Caraibi”, si legge nella dichiarazione. Si aggiunge che l’operazione è stata condotta con il supporto del Gruppo Anfibio della Marina degli Stati Uniti e delle navi USS Iwo Jima, USS San Antonio e USS Fort Lauderdale.
Nella dichiarazione si legge che per gli Stati Uniti “Non c’è rifugio sicuro per i criminali” e viene affermato inoltre che “L’Operazione Lancia del Sud del Dipartimento della Guerra è incrollabile nella sua missione di difendere la nostra patria ponendo fine alle attività illecite e ripristinando la sicurezza nell’emisfero occidentale”.
Tra le petroliere sequestrate dalla Marina degli Stati Uniti c’è anche la Mariner che stava viaggiando con bandiera russa, nelle acque internazionali dell’Atlantico settentrionale. La Casa Bianca ha affermato che il sequestro della nave è avvenuto “per violazioni delle sanzioni statunitensi”, aggiungendo che si trattava di “una nave della flotta fantasma venezuelana, che trasportava petrolio sanzionato”.
Il Ministero degli Esteri russo ha sostenuto che “il risultato dell’incidente con la Mariner può solo causare un ulteriore aumento della tensione militare e politica nella zona euroatlantica, nonché una riduzione visibile della ‘soglia di uso della forza’ contro la navigazione pacifica”.
In questo contesto, il ministero ha affermato che anche altri paesi possono considerare di avere il diritto di agire in modo simile, percependo le azioni di Washington come esempio.
Dopo il sequestro della Mariner Donald Trump aveva dichiarato di voler processare i membri dell’equipaggio della nave composto da una ventina di ucraina e da due cittadini russi. Mosca ha chiesto immediatamente il rilascio dei suoi russi.
Maria Zakharova, portavoce del ministero degli esteri russo, ha annunciato la liberazione dei due cittadini russi affermando che entrambi i nostri connazionali sono stati rilasciati dalla custodia e torneranno a casa.
La petroliera Mariner appartiene a un’azienda turca i cui proprietari sono residenti a Odessa stabiliti in Turchia, e la nave era diretta in Venezuela per caricare petrolio nell’interesse dell’Iran. Ma alla fine del mese scorso, per qualche motivo, la Russia ha ha permesso un cambio di bandiera proprio in mare, sperando che gli Stati Uniti si sarebbero immediatamente tirati indietro dal Mariner. Il cambio di bandiera era stato probabilmente effettuato per dissuadere gli Stati Uniti dal sequestrare la nave che trasportava petrolio venezuelano in Iran.
Fino ad oggi gli Stati Uniti hanno sequestrato cinque petroliere che trasportavano oltre 6 milioni di barili di petrolio complessivamente per un valore di oltre 300 milioni di dollari violando qualunque regola del diritto internazionale, diritto che Trump ha dichiarato di non voler seguire.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

