Il presidente cubano Miguel Diaz CanelIl presidente cubano Miguel Diaz Canel

TRUMP: PER CUBA NON CI SARANNO PIU’ PETROLIO E SOLDI DAL VENEZUELA 

 

Dopo l’aggressione militare degli Stati Uniti contro il Venezuela, che si è conclusa con il rapimento del presidente Nicolás Maduro, l’amministrazione Trump ha aumentato le pressioni e le minacce  contro Cuba.

Nel suo intento di sovvertire il legittimo governo cubano il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che per l’isola non ci saranno più soldi e petrolio provenienti dal Venezuela perché è sotto il controllo statunitense.

Donald Trump ha scritto sul suo social network: “Non ci sarà più petrolio o denaro per Cuba. Zero! Vi consiglio vivamente di raggiungere un accordo prima che sia troppo tardi”.

Nel suo messaggio, ha contestualizzato e giustificato questa misura affermando: “Cuba ha vissuto per molti anni con grandi quantità di petrolio e denaro proveniente dal Venezuela. In cambio, Cuba ha fornito servizi di sicurezza agli ultimi due dittatori venezuelani, ma ora non più!”

In risposta alle minacce di Trump, il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez Parrilla ha dichiarato: “A differenza degli Stati Uniti, non abbiamo un governo che si presta al mercenarismo, al ricatto o alla coercizione militare contro altri Stati”.

Rodríguez Parrilla ha spiegato che il suo paese “ha il diritto assoluto” di importare carburante dai mercati “disposti ad esportarlo”, oltre a esercitare il suo diritto di sviluppare le sue relazioni commerciali “senza interferenze o subordinazioni alle misure coercitive unilaterali degli Stati Uniti”. “Il diritto e la giustizia sono da parte di Cuba”, ha ricordato.

Allo stesso tempo, il cancelliere ha accusato Washington di comportarsi come un “egemone criminale e fuori controllo che minaccia la pace e la sicurezza, non solo a Cuba e in questo emisfero, ma nel mondo intero”.

A sua volta il presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel, ha dichiarato che ”gli Stati Uniti non hanno morale per giudicare  Cuba dato che per loro tutto si trasforma in  affari, comprese le vite umane. 

“Coloro che oggi attaccano  istericamente la nostra nazione lo fanno malati di rabbia per la decisione sovrana di questo popolo di scegliere il suo modello politico”, ha precisato attraverso il suo account in X.

“Coloro che incolpano la Rivoluzione per le gravi carenze economiche di cui soffriamo, dovrebbero tacere per vergogna. Perché sanno e riconoscono che sono il risultato delle draconiane misure di asfissia estrema che gli Stati Uniti ci applicano da sei decenni e minacciano di incrementare”, ha sottolineato.

Il presidente, ribadendo che l’isola è una nazione libera, indipendente e sovrana, ha aggiunto che “Nessuno ci deve dire cosa fare. Cuba non aggredisce, è stata aggredita dagli Stati Uniti 66 anni fa, e non minaccia, si prepara, pronta a difendere la patria fino all’ultima goccia di sangue”.

Commentando un post di un utente nel quale gli veniva chiesto se Marco Rubio sarebbe diventato il prossimo presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha risposto che questo gli andrebbe molto bene.

Marco Rubio ha affermato in dichiarazioni precedenti che il governo cubano rappresenta un “grande problema” per il paese nordamericano. “Il governo cubano è un grosso problema”, ha detto in un’intervista alla NBC. “Penso che siano in guai seri”, ha minacciato. “Non credo che sia un mistero che non siamo grandi ammiratori” del governo cubano, ha aggiunto.

Mi domando quali siano i problemi che il governo cubano ha causato agli Stati Uniti, in realtà sono proprio dalla Casa Bianca che dal momento del trionfo della rivoluzione hanno fatto di tutto per sovvertire il legittimo governo dell’isola.

Il problema per il paese a stelle e strisce penso sia il fatto che la rivoluzione ha buttato fuori gli Stati Uniti e i loro leccapiedi da Cuba. Uno smacco che non hanno mai perdonato ai cubani.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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