Nicolas MaduroNicolas Maduro

SMONTATE LE ACCUSE CONTRO NICOLAS MADURO 

 

L’inganno che la Casa Bianca ha usato per giustificare l’attacco al Venezuela con il conseguente  sequestro del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores è venuto alla luce.

Che le accuse mosse dalla Casa Bianca al Venezuela e al suo presidente fossero del tutto false lo sapevano anche i sassi, ma nonostante l’evidenza i vassalli degli Stati Uniti si sono voltati dall’altra parte o, nel migliore dei casi, hanno fatto finta di nulla. Adesso un  memorandum segreto degli Stati Uniti rivela la debole impalcatura legale che il Dipartimento di Giustizia ha usato per cercare di giustificare l’incursione militare contro il Venezuela e il rapimento del presidente Nicolás Maduro, insieme a sua moglie, Cilia Flores.

Il testo, declassificato martedì, è datato 23 dicembre 2025 e indica l’esistenza di un presunto “Cartel de Los Soles” come struttura criminale che “è stata intimamente coinvolta nel traffico di droga attraverso il Venezuela”, quindi viene utilizzato come fondamento per dare il via libera all’operazione militare e sostenere che il governo venezuelano rappresentava un pericolo per la sicurezza degli Stati Uniti.

Inoltre, il documento assicura che l’organizzazione avrebbe “legami con le FARC, ma anche con altri gruppi armati come Hezbollah”, quindi cerca di costruire l’argomento che il governo non era un interlocutore valido in termini politici o giudiziari.

Tuttavia, nessuna di queste accuse appare nell’accusa formale presentata contro il presidente venezuelano dopo il suo rapimento a Caracas e il suo trasferimento negli Stati Uniti. Questa omissione, alla luce del diritto penale statunitense, implica il riconoscimento che tali affermazioni non erano sostenibili o dimostrabili in un processo.

Nell’attuale accusa contro Maduro scompare l’affermazione che il presidente fosse a capo di  un presunto gruppo criminale di narcotraffico chiamato Cartel de los Soles, inoltre non viene neppure menzionato Hezbollah.

In effetti, il fascicolo stesso esclude che il Cartel de Los soles sia un’organizzazione reale e degrada tale denominazione al livello di un “sistema di sponsorizzazione” e di una “cultura della corruzione”. Il documento, classificato e successivamente divulgato con ampi passaggi censurati, è venuto alla luce dopo che Maduro è stato rapito e gli Stati Uniti hanno attaccato il paese in modo unilaterale, senza l’autorizzazione del Congresso.

Le incongruenze erano già state rivelate ufficiosamente giorni fa dalla stampa. Per questo motivo, il procuratore generale della Repubblica, Tarek William Saab, ha insistito sul fatto che ciò implica  la “libertà immediata” del presidente e la chiusura del processo a carico del giudice Alvin Hellerstein.

“Faccio appello al giudice che conduce il caso, Alvin Hellerstein, a fermare questa situazione nell’udienza che si terrà a marzo, mentre loro stessi hanno detto che il Cartello de Los Soles non esiste (…) ma questo era l’alibi nella narrazione per rapire il presidente della Repubblica e sua moglie, quindi cosa dovrebbe succedere? La libertà immediata”, ha detto il procuratore.

Il Cartel de Los Soles non è menzionato nemmeno una volta nella valutazione nazionale sulla minaccia della droga, che viene elaborata annualmente dalla Drug Enforcement Administration degli Stati Uniti, né nel Rapporto annuale mondiale sulle droghe dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, riporta RT.

Quindi tutto falso. Proprio così, come del resto avevano affermato in reiterate occasioni da Caracas, ma nessuno ci credeva. Le accuse a Maduro erano pura finzione e costruite, come. più volte sottolineato, per impadronirsi delle risorse petrolifere del paese.

E ora? Se il nostro mondo non fosse quello che è tutti i governi mondiali, compresi i vassalli degli Stati Uniti, Italia meloniana compresa, dovrebbero alzare la testa e imporre alla Casa Bianca di liberare immediatamente il presidente venezuelano. Ma si sa, anche quando le evidenze sono palesi, quando gli stessi sequestratori ammettono che non esistevano prove concrete, nessuno ha il coraggio di andare contro gli Stati Uniti, ci sia Trump o un altro presidente a governare il paese a stelle strisce.

Infine ricordo che il nostro primo ministro Giorgia Meloni, il ministro degli esteri Antonio Taiani hanno giustificato l’azione militare statunitense affermando che il Venezuela stava conducendo una guerra ibrida nei confronti degli Stati Uniti attraverso l’uso della droga. Cara Giorgia e caro Antonio avete preso un granchio colossale, come lo hanno preso tutti quelli che in buona fede, si fa per dire perché qui la buona fede non esiste, esiste solo il collaborazionismo, hanno chiuso gli occhi davanti alle più elementari evidenze, ovvero che tutte le accuse erano praticamente costruite a tavolino per giustificare l’attacco al Venezuela.

Quando vi diranno che i groenlandesi stanno per dotarsi di armi nucleari, di armi chimiche o stanno preparando attentati in mezzo mondo, affermazioni che serviranno a Trump per prendersi l’isola, ci crederete?

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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