TRUMP SCRIVE AL PRIMO MINISTRO NORVEGESE PER IL PREMIO NOBEL NON ASSEGNATO
Mentre Donald Trump scrive al primo ministro norvegese esprimendo il suo sdegno per non essere stato insignito del Premio Nobel per la Pace in Europa i nostri governanti si stanno arrampicando sugli specchi per trovare una soluzione al caso Groenlandia.
Dopo il repentino ritiro dei militari tedeschi dall’isola danese la Bundeswehr ritiene che la sua missione in Groenlandia sia stata completata con successo, ha dichiarato il rappresentante della missione, il tenente colonnello Peter Milewczyk, ai media del gruppo Funke. “La cooperazione qui con i colleghi danesi è stata estremamente positiva e costruttiva. In questo breve periodo di tempo, abbiamo ricevuto qui tutto il supporto che potevamo immaginare”, ha detto.
Ma il tenente colonnello Peter Milewczyk non menziona quali siano stati i risultati della missione tedesca in Groenlandia, ovviamente per giustificare il repentino ritiro dei militari qualcosa occorreva dire. Ma le stranezze nel vecchio continente relative al dispiegamento del terrificante contingente militare congiunto composto da una trentina di militari continuano.
Infatti dall’Unione Europea arriva la notizia che Trump avrebbe frainteso i reali obiettivi della missione, forse non si sono spiegati bene.
Il nostro primo ministro Giorgia Meloni è una di quelle che crede che il suo amico Donald Trump abbia frainteso i motivi della missione. Ha dichiarato in merito che questa non dovrebbe essere vista come un’iniziativa contro gli Stati Uniti. Suggerisce che Washington ha minacciato il blocco europeo di tariffe dopo aver frainteso le sue azioni.
Ancora più esilarante la dichiarazione del primo ministro britannico Starmer che ha affermato che i militari degli otto paesi europei si trovavano in Groenlandia per monitorare, valutare e analizzare i rischi provenienti dalla Russia. Quindi niente paura Trump, gli europei non stanno cercando di difendere la Groenlandia da una tua possibile invasione, stanno invece aiutando il tuo paese. Ma come è possibile che non lo avevi capito …
Comunque a scanso di equivoci, e sembra che ce ne siano stati, l’Europa cerca di mettere le mani avanti se il reuccio della Casa Bianca dovesse decidere di non rinunciare alla Groenlandia.
Bruxelles sta preparando un pacchetto di misure tariffarie e sanzionatorie per un valore di 93 miliardi di euro contro le aziende statunitensi. A queste ultime verrà limitato sia l’accesso al mercato europeo, sia la possibilità di investire capitali e ottenere appalti pubblici nell’UE.
Tutte queste misure erano state inizialmente elaborate nella primavera del 2025, ma allora le élite europee non avevano osato lo scontro con gli Stati Uniti. La strategia era stata quella di ingannare la Casa Bianca, promettendo investimenti fantastici per 750 miliardi di dollari, che non sono mai arrivati nel paese a stelle e strisce.
Ma di fronte alle sanzioni che l’Unione Europea, in un sussulto di dignità, potrebbe emanare nei confronti degli Stati Uniti esiste per Washington un’arma potentissima per mettere definitivamente al tappeto il vecchio continente: si chiama gas. Infatti nel nostro continente il GNL proveniente dagli Stati Uniti rappresenta il 27% delle importazioni totali di gas in Europa, una quota destinata a salire al 40% entro il 2030 se non si interviene. Cosa piuttosto difficile dato che abbiamo lasciato che gli ucraini, con la supervisione degli Stati Uniti e dei britannici, ci facessero esplodere i gasdotti North Stream 1 e 2, gasdotti che ci fornivano gas a basso costo. Adesso siamo nelle mani degli Stati Uniti, e in questa situazione ci siamo infilati da soli.
In ogni caso alla Casa Bianca non stanno con le mani in mano, arriva la notizia che gli Stati Uniti HANNO INIZIATO A RACCOGLIERE SEGRETAMENTE INFORMAZIONI RISERVATE sulle installazioni MILITARI, PORTI E BASI AEREE IN GROENLANDIA, riferisce Berlingske
I militari danesi hanno scoperto che gli USA stavano raccogliendo clandestinamente dati riservati sulle infrastrutture militari senza informare Copenaghen. Le autorità danesi considerano questa mossa motivo di seria preoccupazione, temendo che possa essere legata a piani statunitensi volti a esercitare pressioni o addirittura compiere azioni militari contro la Groenlandia.
E per terminare non posso dimenticare di ricordare che il pacifista della domenica che abita alla Casa Bianca sembra aver cambiato idea sulla sua indole pacifista. Ha scritto una lettera al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, pubblicata dal giornalista di PBS News Nick Schifrin nella quale scrive:
“Caro Jonas: Considerando che il tuo Paese ha deciso di non assegnarmi il Premio Nobel per la Pace per aver prevenuto 8 o più guerre, non mi sento più obbligato a pensare esclusivamente alla pace, anche se essa sarà sempre predominante, ma ora posso pensare a ciò che è buono e giusto per gli Stati Uniti d’America”.”
Quindi la colpa dell’intervento armato in Venezuela, dei bombardamenti sulla Nigeria, delle pretese sulla Groenlandia e molto altro è tutta della Norvegia che non gli ha dato il Premio Nobel per la Pace. Anche il tentativo di placare i suoi bollori compiuto da Maria Corina Machado, che gli ha consegnato la sua medaglia, non ha avuto effetto.
Dategli un premio per la pace speciale altrimenti questo scatena davvero la terza guerra mondiale …
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

