TRUMP CREA IL CONSIGLIO DI PACE PER GAZA
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tenuto la cerimonia per la firma delle adesioni al Consiglio di pace per monitorare la situazione nella Striscia di Gaza.
Donald Trump ha sottoscritto assieme ad altri 18 paesi la costituzione del Consiglio di Pace, un organismo che dovrebbe presiedere e monitorare gli sviluppi del suo piano di pace per la striscia di Gaza. Ma tale consiglio potrebbe non limitarsi alla sola striscia di Gaza ed espandere, secondo le intenzioni del presidente statunitense, i suoi compiti in altri ambiti mondiali.
Oltre agli Stati Uniti fanno parte del Consiglio di Pace: Bahrain, Marocco, Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bulgaria, Ungheria, Indonesia, Giordania, Kazakistan, Kosovo, Pakistan, Paraguay, Qatar, Arabia Saudita, Uzbekistan, Mongolia e Turchia.
“Oggi, il mondo è più ricco, più sicuro e molto più pacifico di solo un anno fa”, ha affermato il presidente durante il suo discorso aggiungendo che “Una volta che il Consiglio sarà completamente formato, potremo fare praticamente tutto ciò che vogliamo. Lo faremo in collaborazione con le Nazioni Unite”.
Ma le paure riguardano proprio il fatto che tale consiglio, nelle intenzioni di Donald Trump. potrebbe rimpiazzare le Nazioni Unite. A tale proposito un funzionario statunitense ha dichiarato ad Axios che l’organismo non si concentrerà solo su Gaza.
In precedenza, è stato riferito che circa 60 paesi erano stati invitati all’organizzazione. Secondo l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff, circa 25 paesi hanno accettato l’invito.
Nello statuto del Consiglio di Pace, citato dal Financial Times si legge che “Il Consiglio di pace è un’organizzazione internazionale che cerca di promuovere la stabilità, ripristinare una governance affidabile e conforme alla legge e garantire una pace duratura nelle aree colpite o minacciate da conflitti”.
I paesi europei hanno manifestato scetticismo sulla creazione di questo organismo perché credono che nonostante le sue prerogative si dovevano limitare al controllo sulla pace nella striscia di Gaza rapidamente ha assunto ambizioni globali. Secondo una fonte europea, citata da Politico, , alcuni osservatori temono che possa trasformarsi in una sorta di ONU parallela e informale.
Nel nostro paese, nonostante i rapporti stretti con Trump, Giorgia Meloni non si affretta a dare il proprio assenso. “Ho bisogno di più tempo per prendere una decisione”, – ha dichiarato.
Nel Regno Unito, un portavoce di Keir Starmer ha confermato che al momento stanno soltanto esaminando le condizioni proposte. “Esprimiamo preoccupazione per la partecipazione di Putin e Lukashenko”, ha sottolineato l’ufficio del Primo Ministro.
“In Francia, l’amministrazione di Emmanuel Macron ha criticato apertamente l’iniziativa, definendola un attacco alle norme internazionali. “Lo statuto del Consiglio va ben oltre la situazione nella Striscia di Gaza e solleva gravi interrogativi sul rispetto dei principi e della struttura stessa delle Nazioni Unite”,- ha dichiarato l’Eliseo.
Donald Trump ha sempre criticato le Nazioni Unite considerando tale organizzazione troppo lenta nelle decisioni, ma per lui l’ONU non è sufficientemente manipolabile e non del tutto sotto il controllo degli Stati Uniti. Ecco quindi la necessità, per lui, di creare un organismo che potrà controllare completamente. Viva la democrazia che tanto ci vantiamo di rappresentare.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info
