TRUMP: CUBA UNA MINACCIA INSOLITA E STRAORDINARIA PER GLI STATI UNITI
Ieri, Donald Trump ha firmato un decreto per dichiarare lo stato di emergenza nel paese a causa di una minaccia per la sicurezza nazionale proveniente da Cuba.
Per giustificare le nuove misure di pressione nei confronti del governo cubano Donald Trump ha rispolverato la vecchia storia che un paese, in questo caso Cuba, rappresenterebbe una “minaccia insolita e straordinaria per la sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti “. Ricordo che tale affermazione fu usata nel 2015 dall’allora presidente statunitense e Premio Nobel per la Pace Barak Obama, per molti il presidente riformista che occorreva agli Stati Uniti, nei confronti del Venezuela e dal quel momento le misure sanzionatorie per Caracas divennero molto forti. La storia si ripete con presidenti diversi, ma solidali nei confronti degli interessi economici delle grandi imprese che gli finanziano le campagne elettorali.
Ovviamente bisogna condire le affermazioni con qualcosa di concreto caso mai qualcuno mettesse in dubbio le parole del reuccio della Casa Bianca, nel caso qualcuno in qualche governo iniziasse a dubitare. Quindi nella dichiarazione della Casa Bianca viene denunciato che le autorità cubane stanno collaborando con Russia, Cina e Iran, e la leadership russa ha la sua più grande base di intelligence estera sull’isola, che “ruba informazioni sensibili degli Stati Uniti”. Ma dov’è questa base? Non lo sappiamo, forse esiste solo nelle menti contorte di quelli che bazzicano alla Casa Bianca.
Non poteva poi mancare il riferimento alla sempre verde guerra al terrorismo, infatti si legge che Cuba darebbe rifugio a pericolosi terroristi, sul territorio sarebbero presenti membri di Hamas e Hezbollah. Alla Casa Bianca dimenticano però che proprio loro hanno da sempre dato ospitalità ai terroristi che hanno compiuto atti violenti sull’isola. Un esempio per tutti: Orlando Bosch e Luis Posada Carriles, autori, tra l’altro, dell’attentato all’Aereo della Cubana de Aviaciòn che causò la morte di 73 persone, sono morti in libertà nella tanto amata Florida di Marco Rubio.
Inoltre, come dichiarato, il governo cubano ostacola attivamente l’attuazione delle sanzioni statunitensi fornendo infrastrutture per aggirarle.
Alla dichiarazione di Donald Trump le autorità cubane hanno risposto con indignazione e fermezza. Il ministro degli esteri di Cuba Bruno Rodriguez Parrilla scrive su X:
“Condanniamo nei termini più fermi la nuova escalation degli USA contro Cuba. Ora si propone di imporre un blocco totale alle forniture di carburante al nostro paese.
Per giustificarlo, ci si basa su una lunga lista di bugie che cercano di presentare Cuba come una minaccia che non è. Ogni giorno ci sono nuove prove che l’unica minaccia alla pace, alla sicurezza e alla stabilità della regione, e l’unica influenza malvagia è quella che il governo degli Stati Uniti esercita contro le nazioni e i popoli della Nostra America, che cerca di sottomettere al suo dettato, spogliare delle loro risorse, mutilare la loro sovranità e privare della loro indipendenza.
Gli Stati Uniti ricorrono anche al ricatto e alla coercizione, per cercare di far sì che altri paesi si uniscano alla loro politica di blocco universalmente condannata contro Cuba e, se rifiutano, minacciano l’imposizione di tariffe arbitrarie e abusive, in violazione di tutte le norme del libero scambio”.
Da parte sua il presidente cubano Miguel Diaz Canel su Telegram commenta:
“Con un pretesto mendace e vuoto di argomenti, venduto da coloro che fanno politica e si arricchiscono a costo della sofferenza del nostro popolo, il presidente Trump intende soffocare l’economia cubana imponendo tariffe ai paesi che commerciano sovranamente petrolio con Cuba.
Il Segretario di Stato e i suoi arlecchini non dicevano forse che il blocco non esisteva? Dove sono quelli che annoiano con le loro false storie che è un semplice “embargo nel commercio bilaterale”?
Questa nuova misura evidenzia la natura fascista, criminale e genocida di una cricca che ha dirottato gli interessi del popolo statunitense per scopi puramente personali”.
Intanto la macchina delle fake news, alimentata dai fondi statunitensi e guidata dai soliti cubani residenti negli Stati Uniti che non vedono l’ora di tornare in patria dopo il crollo del governo di Miguel Diaz Canel per fare incetta di quello che resta dell’isola, è in piena attività. Sui social è apparsa la notizia che a Cuba sarebbe stata sospesa la fornitura di combustibile alle aree di servizio. Una nota diffusa da Union Cuba Petroleo smentisce ufficialmente la notizia definendola platealmente falsa.
La fantasia a questi seriali diffonditori di false notizie non manca. Sta circolando la notizia che Trump avrebbe dato un ultimatum di 15 giorni a Miguel Diaz Canel per lasciare il paese e fuggire in Russia. Solo i soliti boccaloni potrebbro crederci, ma la fake news continua a circolare indisturbata sui social.
Se davvero esiste un paese al mondo che rappresenta una costante, e non insolita minaccia, alla pace sul nostro pianeta non è certo Cuba, ma gli Stati Uniti.
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info


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