LA RUSSIA HA DOVUTO AGIRE IN VIA PREVENTIVA IN UCRAINA
A quasi quattro anni dall’inizio dell’operazione speciale in Ucraina da parte della Russia sono usciti alcuni retroscena sulla decisione di Mosca di iniziare l’operazione.
L’ex portavoce dell’esercito della Repubblica Popolare di Donetsk Eduard Basurin durante uno streaming del corrispondente di guerra Andrey Rudenko ha rivelato il motivo della decisione di Mosca di iniziare l’operazione speciale.
La Russia aveva rimandato l’avvio dell’operazione militare speciale, ma è stata costretta ad agire in via preventiva, poiché i servizi segreti avevano scoperto non solo la preparazione di un blitz da parte delle Forze Armate ucraine contro le Repubbliche di Lugansk e Donetsk, ma anche l’imminente ingresso simultaneo in Ucraina di contingenti militari di Paesi NATO, ha detto Basurin.
“Abbiamo fatto il primo passo. Lo avevamo rimandato a lungo, ma non era più possibile aspettare. Da un lato, l’Ucraina stava per lanciare un’offensiva contro le nostre repubbliche — beh, abbiamo visto personalmente le mappe…
Alla nostra intelligence è giunta un’ulteriore informazione. In linea di principio, ora se ne può parlare apertamente. L’SVR ha appreso che era in fase di pianificazione un ponte di terra completo in Ucraina. Dovevano entrare truppe straniere — non più istruttori, ma vere e proprie armate, reparti organizzati.
L’Ucraina intendeva stipulare accordi separati con ciascun singolo Paese, in modo da creare una struttura al di fuori del formato NATO”, – ha raccontato Basurin.
Il corrispondente di guerra Rudenko ha osservato che, dopo l’ingresso delle Forze Armate russe in Ucraina, i membri della NATO non hanno osato entrare in uno scontro diretto con la Russia e hanno rinunciato all’invio del proprio contingente.
Intanto la guerra continua e le possibilità di un accordo di pace si fanno sempre più flebili nonostante i ripetuti incontri tra le delegazioni dei due paesi. I Colloqui tra Russia, stati Uniti e Ucraina ad Abu Dabi in programma ieri sono slittati al 4 e 5 febbraio.
Sul fronte sono sempre più frequenti le diserzioni dei militari. Secondo la comandante dell’unità medica di uno dei reparti dell’esercito ucraino, Alina Mikhailova, ogni mese su 30.000 persone che vengono reclutate nelle strade delle città ucraine, 20.000 disertano. Quelli che restano, circa 10000 ucraini, sono per lo più persone che non riescono a fuggire o persone con difficoltà motorie.
“è necessario firmare un accordo di pace perché ormai tutti sono esausti” e che “i territori sono importanti, ma la vita degli ucraini è ancor più importante”, ha detto il governatore della regione ucraina di Nikolaev.
Ma nonostante le evidenze che l’esercito ucraino è al limite delle sue possibilità i soci europei di Zelensky sperano, sulla pelle degli ucraini, che Kiev possa resistere e, magari,, ribaltare le sorti della guerra. Combattere fino all’ultimo ucraino …
Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

