Unione europeaBandiere dei paesi dell’Unione Europea

L’UE HA INTERFERITO IN ALMENO OTTO ELEZIONI 

 

In un rapporto del comitato giudiziario della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, di 160 pagine, viene affermato che “l’Europa ha guidato una campagna di successo di un decennio per raggiungere il controllo globale della narrativa online”.

Il comitato  ha accusato l’Unione europea di condurre una campagna per promuovere la censura nei confronti delle piattaforme digitali statunitensi. Tale controllo evidentemente deve essere solo degli Stati Uniti …

Nel documento si fa notare che la campagna è iniziata nel 2015, quando la Commissione europea ha creato codici e forum attraverso i quali poteva fare pressione sulle piattaforme “per censurare i messaggi  più aggressivi”.

“”Fin dall’inizio, la Commissione li ha usati per fare pressione sulle piattaforme per censurare i discorsi politici e altri contenuti legali. In privato, le aziende riconoscono l’ovvio: la Commissione stabilisce l’agenda, impone il consenso e le piattaforme ‘non hanno davvero alcuna possibilità’ di rifiutarsi di rispettare”, afferma il comitato.

Tali ingerenze si sono manifestate, secondo il documento, soprattutto durante i periodi pre elettorali. Il rapporto evidenzia separatamente che la Commissione europea ha utilizzato la pressione sulle piattaforme per influenzare i risultati elettorali in diversi paesi europei.

La commissioni in almeno 8 elezioni, in sei paesi  europei, dal 2023, prima delle consultazioni , ha incontrato le piattaforme per fare pressione su di loro per censurare i discorsi politici nei giorni precedenti il voto, sostiene il documento.

Si afferma che, alla vigilia delle elezioni in Moldavia, il Centro di sostegno della Commissione europea in quel paese ha organizzato un vertice di due giorni con piattaforme su “come affrontare i rischi di disinformazione attraverso la regolamentazione dei servizi digitali”, con la partecipazione del primo ministro moldavo.

“Le elezioni presidenziali includevano un candidato dello stesso partito del primo ministro moldavo, il che solleva importanti preoccupazioni sui conflitti di interesse”, afferma il rapporto.

Il rapporto ha preso in esame anche la versione delle autorità europee nella quale veniva sollevata una presunta “interferenza russa” nelle elezioni rumene del 2024, i cui risultati sono stati annullati.

“TikTok ha informato la Commissione europea di non aver trovato ‘nessuna prova’ di una campagna russa coordinata per promuovere il candidato vincitore Calin Georgescu e ha informato le autorità di questa scoperta. Da allora, i rapporti pubblici hanno dimostrato che la presunta campagna russa su TikTok è stata in realtà finanziata da un altro partito politico rumeno”, afferma il comitato.

Inoltre, i membri del Congresso accusano la vicepresidente della Commissione europea Vera Jourova di essersi recata in California prima delle elezioni presidenziali statunitensi del 2024 “per incontrare le piattaforme per valutare le loro misure di censura riguardo i contenuti politici negli Stati Uniti”.

Dal punto di vista europeo, il portavoce per gli affari digitali della Commissione europea, Thomas Regnier, ha definito le accuse “pura assurdità” e “completamente infondate”.

La pubblicazione del rapporto coincide con le perquisizioni effettuate presso le filiali francesi di X. L’ufficio del procuratore francese ha convocato Musk e l’ex amministratore delegato di X, Linda Yaccarino, per testimoniare sul caso ad aprile.

Il social network ha risposto che “l’ufficio del procuratore di Parigi ha dato ampia pubblicità alla perquisizione, chiarendo che l’azione di oggi è stata un atto abusivo di teatralità della polizia progettato per raggiungere obiettivi politici illegittimi”. Ha anche accusato le autorità francesi di “cercare di fare pressione sul top management di X negli Stati Uniti”. (RT)

Comunque risulta davvero paradossale che dagli Stati Uniti vengano mosse accuse all’Unione Europea di usare i social network per manipolare le elezioni, quando loro si arrogano il diritto di sindacare sulla regolarità delle elezioni definendole fraudolenti quando vincono, nelle altre nazioni, i candidati non sostenuti dalla Casa Bianca. Venezuela insegna, tanto per fare un esempio.

. Le accuse, penso,  sono sicuramente vere, infatti qualunque post pubblicato sui social che non rispetti la narrazione imposta viene letteralmente messo nel dimenticatoio, non viene fatto circolare. Sarebbe interessante che dagli Stati Uniti aprissero anche il vaso di Pandora israeliano.

Provate a pubblicare qualcosa che accusa Israele di genocidio o semplicemente un post dove vengono denunciate le azioni militari assolutamente sproporzionate compiute dall’esercito di Tel Aviv nei confronti dei palestinesi e vi renderete conto, se non sarete bloccati, della sua visibilità, oppure  pubblicate un post nel quale riferite dei cittadini di Gaza o della Cisgiordania che vengono uccisi durante le azioni militari israeliane e vi accorgerete che quasi nessuno lo vedrà. 

 Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *