Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo iraniano Masud PezeshkianIl presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo iraniano Masud Pezeshkian

STATI UNITI DIETRO LE MANIFESTAZIONI IN IRAN 

 

Prendiamo per buone le affermazioni nelle quali viene sostenuto che  le recenti manifestazioni in Iran siano state del tutto spontanee e siano dunque scoppiate perché la popolazione è stufa del regime teocratico in vigore nel paese, ma le cause che hanno portato alle proteste non sono casuali, dietro c’era una precisa regia.

Ad affermare che le cause che hanno portato all’esplosione delle proteste non sono casuali non è il solito sostenitore del regime iraniano e neppure il solito complottista che addossa qualunque cosa accada agli Stati Uniti o al Mossad, ma lo stesso segretario al tesoro degli Stati Uniti.

Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti ha dichiarato che le azioni del suo dipartimento hanno scatenato una crisi del dollaro in Iran. Secondo lui, la strategia statunitense ha portato al fallimento di una delle maggiori banche iraniane a dicembre, evento che — ha esplicitamente riconosciuto — ha innescato le proteste di massa scoppiate in concomitanza con il crollo della valuta nazionale, il rial.

“La mia strategia ha portato a una conclusione rapida e spettacolare a dicembre, quando una delle più grandi banche iraniana è fallita”, – ha affermato il capo del Tesoro degli Stati Uniti.

Alla fine di dicembre, l’Iran è stato scosso da manifestazioni popolari causate dalla brusca svalutazione della moneta, dall’impennata dei prezzi e dalla volatilità estrema del cambio. In pratica, si tratta di un uso deliberato della pressione finanziaria come strumento di destabilizzazione.

All’inizio delle proteste il servizio segreto israeliano, il Mossad, aveva affermato di stare al lato dei manifestanti. Quindi ipotizzare un sodalizio tra Washington e Tel Aviv non è certamente la solita fantasia.

Non è poi un mistero che l’amministrazione statunitense di Donald Trump abbia cercato, attraverso le manifestazioni di piazza, di alimentare un cambio di governo in Iran, cosa che però non è riuscito, quindi alla Casa Bianca hanno deciso di aumentare la pressione militare nei confronti del governo di Teheran.

 

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

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